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La fuffa del grande centro: a destra, Liberi e Forti con Pionati. E a sinistra spunta Todisco

A Roma il centrodestra avrebbe già quasi deciso che Francesco Pionati è il miglior candidato possibile: moderato e civico. L’incontro tra i partiti del centrodestra irpino, convocato per sabato, è la prima verifica politica della proposta. C’è comunque da formulare il programma e le liste da mettere insieme. Pionati avrebbe già incassato l’appoggio del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, del leader della Lega Matteo Salvini e dei vertici di Forza Italia, del centrodestra che conta più o meno qualcosa, dall’Udc alla Dc di Gianfranco Rotondi. Non è un’imposizione romana, ma la soluzione di una mediazione necessaria: candidati sindaco unitari nel centrodestra non se ne trovano. C’è Pionati. E va bene. Nei mesi scorsi si è fatto notare agli incontri del centrodestra, durante la campagna elettorale per le regionali. Ha rilasciato dichiarazioni forti e chiare, indicando la formula civica per le amministrative, per salvare una città allo sbando. C’è stato un sondaggio che dà Pionati favorito. Il giornalista Rai avrà una sua lista, Liberi e Forti, nel segno del popolarismo sturziano. Tutto fila liscio e veloce.

Nonostante ciò, nel centrodestra c’è ancora chi sostiene una coalizione modello Europa (Partito Popolare Europeo, Socialisti e Democratici e Liberali). Una formula che è già una stortura politica nel Parlamento Ue, figuriamoci quanto possa risultare politicamente abnorme per i partiti di un capoluogo di provincia come Avellino, al voto a pochi mesi dalle regionali della vittoria del campo progressista di Roberto Fico, del modello Napoli.

Ad Avellino, il Pd rischia di sconfinare il campo largo, Forza Italia di rottamare definitivamente il centrodestra che già alle scorse amministrative era diviso. Per i partiti sarebbe una sconfitta: la sconfitta della politica. Il grande centro è forse solo fuffa, un bluff: una terza via maggioritaria per spaventare quei partiti che minacciano di mollare la coalizione perché non sono d’accordo con il candidato sindaco.

Ecco il problema. Ma mentre nel centrodestra il nome di Pionati passa perché la concorrenza non è spietata e perché, come sempre, i partiti si mettono in riga agli ordini della nomenclatura, nel centrosinistra, come al solito, è tutt’altra cosa.

Nel Pd, ad esempio, ci sono aspiranti candidati di grande spessore: Enza Ambrosone, Nicola Giordano e Luca Cipriano. Nessun passo indietro o di lato. E spunta pure il nome di Francesco Todisco, presidente del Consorzio Volturno. Non sarà un caso la sua presenza agli ultimi incontri organizzati dal centrosinistra “alternativo” al Pd di Petracca; e neppure è per bon ton politico che ha partecipato agli appuntamenti elettorali regionali di Petracca (non c’entra il congresso del Pd: Todisco non si è mai detto disponibile a candidarsi a segretario). Todisco prova a mediare, o meglio a farsi avanti.

Mediare, come se fosse facile. La soluzione sono le primarie di coalizione, come dice Giordano. Ma la sinistra non è d’accordo. La soluzione politica è la mediazione nel Pd e con i 5stelle, che propongono convintamente, con la benedizione del presidente regionale della Campania Roberto Fico, un loro candidato sindaco: si fa il nome dell’ex sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia. Mediazione con SiPuò, Controvento, Sinistra Italiana, Rifondazione Comunista, Unità Popolare, Avellino Prende Parte e altre associazioni, tenendo presente che alcuni esponenti della sinistra hanno posto una condizione imprescindibile: nulla da fare con la parte del Pd che sperava nell’intesa con Laura Nargi sindaca.

La trattativa è delicata. Il Pd non può rinunciare al candidato sindaco. O meglio, può farlo solo se c’è una mediazione vera, non al ribasso e nell’interesse della coalizione. E per il bene della città. Così si dice.

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