Avellino – Una giornata dedicata alla fede, ai valori del servizio e al legame con il territorio. I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Avellino hanno partecipato questa mattina alla Santa Messa celebrata al Santuario del Santissimo Rosario in occasione della festa di San Matteo Apostolo ed Evangelista, patrono del Corpo.
La celebrazione solenne è stata concelebrata dal parroco del Santuario, padre Giovanni Maria Matera, e dal cappellano militare don Claudio Mancusi. Alla funzione hanno preso parte il prefetto di Avellino, Franca Fico, le autorità civili e militari della provincia e una rappresentanza dei finanzieri in congedo delle sezioni provinciali dell’Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia.
Al termine della celebrazione, il comandante provinciale della Guardia di Finanza, colonnello t.SPEF Leonardo Erre, ha rivolto un ringraziamento alle autorità e ai rappresentanti delle istituzioni presenti, soffermandosi sul significato della ricorrenza e sulla figura di San Matteo.
«È un giorno di grande emozione – ha spiegato Erre – e mi permetto di evidenziare quella che è la condivisione con la comunità dei nostri valori, valori che derivano anche dal nostro patrono San Matteo, che è stato chiamato a svolgere un ruolo diverso rispetto a quello che svolgeva nella vita».
Il comandante ha ricordato come Matteo fosse un esattore delle tasse prima della sua chiamata apostolica, sottolineando il valore simbolico della sua trasformazione: «Era un esattore delle tasse, ma la chiamata lo ha portato a più alti incarichi e a più alti valori». Da qui il richiamo a un passaggio dai valori materiali a una dimensione più spirituale: «Abbandonare le cose terrene per qualcosa di molto più spirituale, che poi lega le comunità a valori più profondi e sicuramente più duraturi».
Un messaggio che Erre ha voluto collegare anche alla realtà irpina, caratterizzata da una forte presenza di tradizioni religiose e momenti di partecipazione collettiva. Sollecitato a tracciare un bilancio della situazione della provincia, il comandante ha scelto di non soffermarsi sul tema della criminalità, preferendo evidenziare un altro aspetto del territorio.
«Oggi non parlerei di reati, ma parlerei di una grande virtù di queste terre, che è appunto una grande carica spirituale che si respira in tutte le celebrazioni che ogni Comune, ogni paese e ogni contrada fanno rispetto a dei riferimenti che non sono, come dicevo, terreni».
Secondo Erre, si tratta di appuntamenti che vanno oltre la dimensione della semplice festa locale: «Non sono semplici feste di paese, ma momenti di aggregazione attorno a valori più alti».
Nel corso della mattinata non è mancato anche un riferimento alla permanenza del colonnello alla guida del Comando Provinciale di Avellino. Erre è ormai al terzo anno del suo incarico, ma sull’eventuale conclusione del mandato ha preferito mantenere prudenza: «Che il mio mandato volga al termine non è ancora un dato definitivo, è assolutamente aleatorio».
Il comandante ha quindi ribadito di voler continuare a lavorare guardando agli obiettivi fissati e alle esigenze del territorio: «Questo mi fa anche piacere perché, ovviamente, ragiono sulla base del momento e di quelli che sono gli obiettivi che mi sono prefissato».
Infine, un passaggio sul rapporto costruito in questi anni con la provincia di Avellino e con la sua comunità. «Non posso nascondere la grande soddisfazione di essere qui – ha concluso Erre – perché veramente posso dire, senza ombra di smentita, di far parte di una grandissima comunità di persone per bene».
Un legame che, nelle parole del comandante, rappresenta anche il senso più profondo del servizio svolto quotidianamente dalle Fiamme Gialle: «Io lavoro per le persone per bene, come ho sempre detto in molteplici occasioni».


