I fantasmi più pericolosi sono quelli che vivono dentro di noi ed è da questi che dobbiamo difenderci. Ce lo ricorda la compagnia Clan H, guidata da Lucio e Salvatore Mazza con l’irresistibile rilettura di Mostellaria-La commedia del fantasma, capolavoro di Plauto, in cui centrali sono equivoci, beffa e gioco delle apparenze, in scena in piazza Duomo nell’ambito del cartellone di Avellino Estate in città. Per scoprire che gli ingredienti del teatro plautino, tra gioco degli equivoci, paradossi e inganni non sono così diversi da quelli delle commedie di oggi con personaggi che appaiono veri e propri tipi contraddistinti da un vizio o una caratteristica ben precisa. Salvatore Mazza, che si conferma mattatore sul palco, interpreta il ruolo di Tenia, servo astuto e disonesto che deve ricorrere agli stratagemmi più impensati per tirare fuori da guai il suo giovane padrone, dedito alla bella vita. Poichè ora suo padre dopo tre anni di assenza, sta tornando a casa. Così per tenere lontano il vecchio capofamiglia, cercherà di convincerlo che la casa è infestata dai fantasmi. Continui anche i riferimenti al nostro tempo e battute che strizzano gli occhi allo spettatore rendendo la commedia frizzante e strappando risate. Così Plauto appare a tutti gli effetti un nostro contemporaneo sia per la capacità di denunciare vizi e debolezze dell’uomo, sia per l’abile costruzione della commedia.
Ed è lo stesso Mazza a spiegare come l’idea di portare in scena i classici di Plauto sia nata dai molteplici progetti portati avanti con le scuole per testimoniare la vitalità di una lingua come il latino, attraverso commistioni con italiano e dialetto.
“Da una contaminatio tra passato e presente, tra vite e linguaggi e riflessioni è nata un’attualizzazione a tratti filosofica della natura umana, ed una vis comica calvinianamente leggera che, pur scherzosamente, ha invitato il pubblico presente, a buttar via maschere e deformazioni grottesche del sé, per ritrovare il coraggio di perdonare, con un sorriso bonario, se stesso e l’altro. Lavoriamo spesso con i classici, perché un classico è un testo che non ha mai finito di dire quello che ha da dire“.
Protagonisti sul palco insieme a Salvatore Mazza, i bravissimi Andrea De Ruggiero, Felice Cataldo, Santa Capriolo, Laura Tropeano, Sabino Balestrieri, Pasquale Migliaccio, Umberto Branchi e Roberta Buonavita che hanno fatto rivivere il testo in tutta la sua attualità.
L’adattamento e la regia sono affidati a Lucio Mazza, che scommette ancora una volta sul lavoro corale degli interpreti. Uno spettacolo che è un omaggio al potere del teatro di emozionare, divertire e costruire mondi altri in cui riconoscersi o da cui prendere le distanze, un universo che vive grazie a compagnie come quelle del Clan H che non hanno mai smesso di credere nella sua magia.
E le attività del Clan h non si fermano: i giorni 16 e 17 settembre, al Circolo della Stampa, prove aperte del nuovo laboratorio di teatro che quest’anno avrà per titolo “NeXuS”. Perché il teatro è spazio di incontro in cui ci si mette in gioco e ci si riconosce attraverso gli altri; è connessione di presenze, voci, azioni e immaginazioni che, come tessere di un antico mosaico cercano una forma unica, collettiva.
Un programma didattico e formativo completo ed approfondito, una costante sperimentazione comunicativa e metodologica, un entusiasmo sempre coinvolgente animeranno il viaggio di ciascuno allievo nel mondo del Teatro. La conduzione e la direzione didattica del laboratorio è di Salvatore Mazza.


