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La musica come strada per la verità, Di Cianni racconta l’uomo di oggi e di ieri

La musica come strumento privilegiato per accedere alla verità e ritrovare forza interiore. E’ il senso del confronto sul volume di Ernesto Di Cianni, “La musica è un vento”, Guida edizioni, tenutosi ieri pomeriggio ad Avellino, presso la saletta convegni  Idea Materica Febal Store, grazie alla disponibilità della titolare Palmina Grassi. A confrontarsi con l’autore i giornalisti Peppe Del Bello, Antonio Piedimonte e Floriana Guerriero, accompagnati dalle note del bravissimo Francesco Acampora. Un omaggio alla potenza di un linguaggio come quello musicale che ci consente di decodificare il caos delle nostre vite o ci consegna le parole giuste per raccontare ciò che altrimenti sarebbe indicibile. A sottolineare il ruolo cruciale della musica nelle vite dei personaggi Di Cianni “La musica diventa un alleato per vincere le difficoltà dell’esistenza. L’ho sperimentato io stesso nella mia vita. Sono tutti personaggi in cerca della felicità, una felicità spesso amara poichè destinata a non durare. Così non è strano che quasi tutti i protagonisti delle storie narrate restino ancorati ai ricordi del passato”. Grande anche l’attenzione rivolta alle scelte lessicali “Ho cercato di scegliere parole che potesse evocare molteplici significati”, proprio per ribadire il potere del linguaggio”.

Tanti anche i riferimenti alla guerra che ritorna nella raccolta attraverso continui rimandi, in un percorso che parte dalla fine dell’Ottocento per arrivare ad un futuro immaginario “E’ chiaro che l’uomo che causa guerre non è lo stesso che va in cerca della verità, capace invece di riconoscere sè stessi negli altri”. Del Bello pone l’accento sulla capacità della musica di seguire il ritmo dei pensieri dei personaggi, di esprimere sensualità e passione attraverso una prosa ricercate “La musica fonde anima e corpo. Una fusione evidente dal primo all’ultimo racconto in cui ritroviamo gli stessi personaggi, che avevamo incontro all’inizio della narrazione, Carlo e Lucia, ormai anziani, ma capaci di ritrovarsi proprio grazie alla musica, sulle note di Mahler. Saranno i neuroni a specchio ad accompagnarli in questa esperienza di amore in cui l’uno può sentire i pensieri dell’altro”. Piedimonte sottolinea la capacità dell’autore di conciliare rigore e creatività, ricostruendo nei suoi racconti il ciclo della vita, rivolgendo la sua attenzione all’interiorità dei personaggi, denunciando anche gli eccessi legati all’universo tecnologico, incapace di restituire l’autenticità delle nostre vite. Guerriero si sofferma sul potere della musica di diventare motore di trasformazione delle nostre vite “Diventa strumento per liberarsi di maschere e pregiudizi ed esplorare noi stessi, aiutandoci a comprendere la nostra essenza, come accade ai protagonisti del primo racconto ‘Tango’, giovani musicisti costretti ad emigrare in Argentina alla fine dell’Ottocento. Sono le note di Gershwin, ad esempio, a segnare l’incontro di Kay e Frank in questo futuro immaginario in cui in tanti si ritrovano in un bar alla ricerca di qualcosa che dia un senso all’esistenza, davanti a un computer che consente sempre di fingere di essere altro da sè”. Una raccolta di racconti, quella di Di Cianni, in cui tutti i personaggi sono colti in un momento cruciale della loro esistenza, sono spesso disillusi e sconfitti dalla vita, profondamente soli e trovano nel ricordo del passato l’unica forza alla quale aggrapparsi come accade al protagonista di ‘Una disperata confessione’ che non smette di raccontare quell’unica esperienza di condivisione della propria vita con una donna.

E anche coloro che appaiono realizzati temono da un momento all’altro di vedersi sgretolare il loro mondo come accade al giornalista televisivo, licenziato per aver usato parole inappropriate in una diretta televisiva. Lo stesso amore viene raccontato con uno sguardo disincantato e con un pizzico d’ironia, capace ora di spiazzare il lettore, ora di rendere l’amarezza e la disillusione più sopportabile. Un excursus suggestivo, quello che consegna Di Gianni, in cui si fondono storia e finzione, attraverso un percorso che racconta  la storia del nostro paese, dal fenomeno emigrazione alla seconda guerra mondiale, come nel bel racconto “Macerie” in cui il protagonista prende coscienze di come dentro e intorno a lui ci siano solo rovine, fino al futuro tecnologico che non può essere certo garanzia di felicità.

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