Sabato, 22 Agosto 2026
08.12 (Roma)

Ultimi articoli

La politica con i piedi per terra

Il presidente della Repubblica, ma anche il capo dei vescovi italiani hanno tentato nei giorni scorsi di riportare con i piedi per terra una campagna elettorale che aveva preso la forma di un gigantesco inganno, una enorme fake news, per usare un termine di moda, un raggiro tendente ad alimentare la paura per speculare sui dubbi e le incertezze proprie di un tornante storico come quello che il Paese attraversa. Che ci siano riusciti, a riportare le cose nella loro giusta dimensione, è tutto da vedere, e lo si potrà capire solo nei prossimi giorni, quando si sarà conclusa la tormentata fase della formazione delle liste e comincerà il vero e proprio confronto dei candidati con gli elettori; ma intanto è bene sottolineare alcuni spunti di riflessione.

In primo luogo, il vero oggetto del contendere, o meglio l’obiettivo della campagna elettorale, che Mattarella, nell’intervista a “Famiglia cristiana” così descrive partendo da un’affermazione in negativo: “Non si può configurare una contrapposizione tra istituzioni mal frequentate e una mitizzata ideale società civile: sappiamo che non è così”. Detto in positivo: obiettivo del confronto serrato che in campagna elettorale si instaura fra candidati ed elettori, fra partiti e popolo, è e deve essere la ricucitura dei rapporti fra politica e società attorno a comuni obiettivi di crescita, a un’idea di Paese, alla individuazione di un ruolo da giocare in Europa e nel mondo. La passerella dei leader mondiali a Davos, il dialogo a distanza fra Macron e Merkel sui destini dell’Europa, lo stesso faticoso tentativo della cancelliera tedesca di costruire un governo di coalizione in Germania, ci ricordano che la campagna elettorale italiana non ha sospeso il corso della storia. Usciamo da una fase di smarrimento (cambio di leadership a Washington, Brexit, crisi della globalizzazione), e le coordinate della politica internazionale stanno cercando un nuovo orientamento, con una decisa accelerazione nel senso della ripresa di iniziativa delle grandi macroaree regionali: Europa, Asia, America, Africa. Ecco dunque che anche la politica italiana deve muoversi rapidamente con due obiettivi egualmente importanti: rimettere in moto il Paese dopo l’esaurimento delle grandi prospettive politiche della passata legislatura, riforma costituzionale in primo luogo; e riagganciare il treno di un’Europa che tenta di sottrarsi al ciclone Trump costruendo un’alternativa praticabile alla deriva protezionista della Casa Bianca e recuperando un indispensabile protagonismo verso la Russia .

Se questo è il contesto in cui ci muoviamo, appare chiaro che sgolarsi a rincorrere promesse palesemente irrealizzabili e contraddittorie, o andare a dire una cosa a Bruxelles e l’esatto contrario il giorno dopo a Roma, se difficilmente convincerà gli elettori a esprimere un voto consapevole, tanto meno favorirà il superamento del gap di credibilità che ultimamente ha colpito tutti indistintamente i partiti e, di riflesso, le istituzioni. La ritrosia dei rappresentanti della cosiddetta società civile ad impegnarsi nelle liste elettorali dovrebbe pur dirci qualcosa. Fa bene Mattarella a sollevare il problema denunciando un dualismo inesistente, tutto a danno della politica; ma è pur vero che se i partiti non riusciranno a cogliere l’occasione per cicatrizzare antiche ferite, il divario fra classe politica e società è destinato a diventare insuperabile. La legislatura che è appena finita ha visto la sconfitta di un progetto complessivo di riforma istituzionale, ma anche il declino del più radicale disegno palingenetico degli ultimi anni, che non ha retto alla prova del governo locale.

Ed ecco qui la sintonia fra il discorso di Mattarella e quello del presidente della Cei cardinale Bassetti, che ha indicato tre obiettivi per l’Italia del futuro: “Ricostruire la speranza, ricucire il Paese, pacificare la società”. E se il primo ha carattere eminentemente pastorale, gli altri due rivestono una dimensione politica indubitabile, sul piano degli obiettivi di fondo, del messaggio culturale da lanciare in campagna elettorale prima ancora dei contenuti programmatici da proporre. Per fare un solo esempio, si noterà che la dialettica politica di queste settimane è tutta sbilanciata verso il Nord del Paese, mentre al Mezzogiorno vengono presentate prevalentemente ricette assistenzialistiche già fallite in passato.

 

di Guido Bossa edito dal Quotidiano del Sud

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Lascia un commento

Cronaca

Processo “lampo” per un cinquantanovenne di Montoro accusato di aver messo a segno in pochi giorni tre furti nel territorio…

A due mesi esatti dall’inizio astronomico dell’estate, è tempo di tirare le somme di una stagione dal clima letteralmente folle….

Fine delle vacanze per molti italiani e via ufficiale al primo vero controesodo estivo. Secondo le stime dell’Osservatorio Mobilità Stradale…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

“Lavorerò con passione per una Lioni sempre più sportiva, per i lionesi di ogni età”. Era questo l’impegno assunto in campagna elettorale dal consigliere comunale Sabatino Fonso, che oggi rivendica il percorso avviato durante i due anni in cui ha ricoperto la delega allo Sport. Al centro di quel percorso,...

A intervenire nel dibattito avviato da Il Corriere dell’Irpinia sulla situazione del Pd locale è Roberto Montefusco, coordinatore provinciale di Sinistra Italiana. Allora, campo largo unito e vincente alle amministrative, anche per merito di Sinistra Italiana che ha accettato, dopo un dibattito per certi versi anche animato, di appoggiare la...

Così come richiesto dal consigliere di opposizione Nicola Poppa, sarà il consiglio comunale di Avellino a decidere sulla cessione del Centro Sociale Samantha Della Porta alla Motorizzazione Civile. Sarà questo infatti il primo punto all’ordine del giorno della prossima Assise, fissata per il 15 settembre prossimo (in seconda convocazione, se...

A Forino tiene ancora banco il caso Puc, a parlare è l’urbanista Gerardo Masaniello: “Chi scrive ha dedicato 45 anni della propria vita alla professione tecnica e al profondo rispetto delle leggi, operando sempre con trasparenza all’interno della comunità di Forino. Dispiace e fa sinceramente intristire assistere a un dibattito...

Ultimi articoli

Attualità

Così come richiesto dal consigliere di opposizione Nicola Poppa, sarà il consiglio comunale di Avellino a decidere sulla cessione del…

Non è solo una questione di doppiette, ma di sopravvivenza dell’ecosistema. La denuncia che arriva da Venticano, per voce della…

“Songo cresciuto sott o rione”. E’ la frase da cui sceglie di partire il doposcuola di quartiere promosso dall’incontro tra…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy