Martedì, 8 Settembre 2026
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Chi pensava che l’emergenza economica, conseguenza di quella sanitaria, più grave di quella del ’29, avrebbe cambiato i politici e conseguentemente modificati i metodi di una volta, si sbagliava. La politica è quella di sempre ed anche i metodi sono quelli di prima, con l’aggravante che i politici di oggi sono molto più modesti di quelli della prima repubblica. Ci sarebbe bisogno di un governo che prendesse decisioni veloci; di una maggioranza coesa ed in grado di elaborare un piano di rilancio dell’economia coraggioso e innovativo; di fare quelle riforme (fisco, burocrazia…) a costo zero che consentirebbero al Paese di mettersi al passo delle altre nazioni europee. Invece stiamo a discutere sul futuro del Premier Conte; su come fare un governo di larghe intese, coinvolgendo Draghi; sul come far rientrare dalla porta principale il redivivo Berlusconi dopo che era uscito da quella di servizio; se prendere o meno i fondi del MES, se togliere la concessione delle autostrade ai Benetton, se mettere ancora soldi su Alitalia.

Il fatto nuovo (si fa per dire!) è il possibile apporto di Berlusconi alla maggioranza, auspicata perfino da Prodi. Il quale Berlusconi. Molto furbescamente, si è reinserito nel panorama politico sfruttando le divisioni che ci sono nella maggioranza, dichiarando di votare per il MES per “il bene dell’Italia” pur restando all’opposizione e rivendicando un filo europeismo ed una politica moderata che non trova corrispondenza in Salvini e Meloni!

Ma non si ferma qui: vuole che gli sia restituito l’onore e r riportato al Senato, magari come senatore a vita. Per questo ha messo in campo tutta la potenza di fuoco del suo impero mediatico e finanziario allo scopo di ribaltare la sua posizione di pregiudicato, purtroppo con il silenzio estivo di quasi tutti coloro che gli si opponevano in passato. L’antefatto: l’ex cavaliere, (che è scampato a più di trenta processi per prescrizione e non solo: vedi Lodo Alfano, legge Cirielli, ricusazioni, legittimo impedimento ed altre lungaggini escogitate dai suoi legali portati in Parlamento), è stato condannato definitivamente, con sentenza passata in giudicato e confermata dalla Cassazione il 2013, per reati gravi ed espulso – per legge- dal Senato. La sentenza fu firmata dal Presidente Esposito e dai quattro i giudici che siglarono pagina per pagina le motivazioni.

A distanza di sette anni e dopo la morte del giudice Franco, spunta fuori un nastro nel quale il giudice parla con Berlusconi e dichiara che la sentenza fu effetto di un complotto. Spuntano fuori anche le testimonianze di tre dipendenti di un albergo di Capri, di proprietà di un senatore di Forza Italia amico di Berlusconi che riferiscono espressioni di malevolenze del Presidente Esposito che li ha subito querelati. Berlusconi vuole ricorrere alla Corte di Giustizia dell’Aia per far annullare la sentenza e chiede anche una Commissione d’inchiesta. Le sue televisioni hanno inscenato una battaglia senza risparmio di colpi per dimostrare la “loro” veroità, naturalmente senza contraddittorio e raccontata da giornalisti e conduttori, diciamo così’, spregiudicati e fedeli al padrone.

In una nazione civile e seria, non da Repubblica delle banane, questo non sarebbe potuto succedere. L’ex giornalista Feltri su Libero sta raccogliendo le firme per farlo nominare senatore a vita …. in soprannumero essendone  già cinque in servizio. Ma tant’è siamo in Italia dove Pannella riuscì a portare in Parlamento perfino Cicciolina:

di Nino Lanzetta

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