di Gaetana Aufiero
Nove febbraio 2019: sull’Amiata una cappa di grigio scesa dal cielo ed una pioggia sottile che sembra pianto, il mio e quello di tanti che hanno amato e seguito un sogno.
Ad Avellino fra poco infatti saranno celebrate le esequie del Generale Nicola Di Guglielmo, un Grande Irpino, impegnato da una vita a studiare e portare alla luce pagine dimenticate della storia irpina. E non solo! Come dimenticare la sua ricerca di antichi manufatti, la raccolta gelosa di quelle che per i più erano solo pietre, perché fossero conservate e narrassero la loro storia in musei nazionali. A volte ha corso il rischio di essere scambiato per una sorta di tombarolo fuorilegge mentre trasportava i suoi reperti in qualche museo che li capisse, come ci raccontava qualche volta ridendo! A noi, iscritti alla sua Società Storica Irpina sollecitava ricerche in archivi pubblici, scolastici ed in biblioteche anche private! Ho iniziato a collaborare con lui in occasione delle celebrazioni per il Bicentenario della Rivoluzione Partenopea, quando nella Biblioteca Provinciale, dove la società storica è nata ed aveva la sua sede, mi ha contattato. Mi ha chiesto infatti di collaborare alla rivista con quanto avevo organizzato con i miei alunni: una mostra pittorica, uno spettacolo teatrale ed un catalogo illustrato apprezzato anche dall’Istituto Italiano per gli studi filosofici di Napoli. Di lì un continuo lavoro da parte sua per riportare una studiosa vagabonda distratta da molteplici interessi al tema della Memoria. Di lì la scoperta di un uomo straordinario incapace di arrendersi anche davanti agli inevitabili problemi dell’età ed alle difficoltà economiche legate al mondo editoriale. Nel nostro ultimo incontro poco più di una settimana addietro l’invito a continuare il suo cammino. Il suo sogno deve continuare a vivere.


