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La Via Appia è patrimonio Unesco. Esulta l’Irpinia

Il 31 luglio a Roma l’evento celebrativo per festeggiare il riconoscimento ottenuto. L’assessore D’Ambrosio: una notizia che Mirabella attendeva da tempo. Ora la sfida è valorizzare il nostro patrimonio. Il sindaco di Venticano Caprio: opportunità da cogliere per l’intera provincia

La Via Appia è finalmente patrimonio Unesco. Un sogno che diventa realtà anche grazie al sacrificio e all’impegno di amministratori, storici, associazioni che non hanno mai smesso di credere nella possibilità di valorizzare la storia del territorio, a partire dalla Regina Viarum. Il Comitato del Patrimonio Mondiale, riunito a Nuova Delhi nella 46esima sessione, ha deliberato l’iscrizione della “Via Appia. Regina Viarum” nella Lista del Patrimonio Mondiale che diventa così il 60esimo sito italiano riconosciuto dall’UNESCO.

Si tratta della prima candidatura promossa direttamente dal Ministero della Cultura, che ha coordinato tutte le fasi del processo e ha predisposto tutta la documentazione necessaria per la richiesta d’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale. Il risultato è il frutto di un lavoro di squadra che ha visto il coinvolgimento di molteplici istituzioni: 4 Regioni (Lazio, Campania, Basilicata e Puglia), 13 Città metropolitane e Province, 74 Comuni, 14 Parchi, 25 Università, numerosissime rappresentanze delle comunità territoriali, nonché il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra della Santa Sede. In Irpinia sono 6 Comuni a rientrare in due nodi dell’ Appia: uno  fa riferimento all’antica Aeclanum, che  ingloba i centri di Mirabella Eclano, Bonito e Venticano, l’altro guarda al Nord della provincia con i Comuni di Casalbore, Montecalvo Irpino e Ariano Irpino. Il territorio è compreso nei 900 chilometri della strada consolare romana, costruita tra il 312 e il 308 a.C. per collegare Roma a Brindisi e che prende il nome dal suo ideatore, il censore Appio Claudio Cieco. Una scommessa vinta che può rappresentare per tutta l’Irpinia un volano di sviluppo.

La Via Appia ha rappresentato la prima autostrada d’Italia, favorendo il passaggio dall’Italia all’Oriente e la mobilità di migliaia di legionari, di mercanti con le loro merci e di artigiani con le loro competenze, di idee e di culture, divenendo per questo, e non solo per la sua lunghezza pari quasi a cinquecento chilometri, la Regina Viarum. Molti furono i centri abitati già esistenti che la strada mise in connessione, ma molti furono quelli che sorsero lungo il suo tragitto. Proprio come Aeclanum

“Esprimo tutta la mia soddisfazione e il mio orgoglio per il grande risultato ottenuto. La ‘Via Appia. Regina Viarum’ da oggi è patrimonio mondiale dell’umanità. L’UNESCO ha colto l’eccezionale valore universale di una straordinaria opera ingegneristica che nei secoli è stata essenziale per gli scambi commerciali, sociali e culturali con il Mediterraneo e l’Oriente. Congratulazioni a tutte le istituzioni e  comunità che hanno collaborato con il Ministero della Cultura per arrivare a questo prestigioso traguardo. È un riconoscimento del valore della nostra storia e della nostra identità, dal quale può nascere una valorizzazione in grado di portare benefici economici ai territori interessati”, ha dichiarato il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano.

“La Via Appia Patrimonio UNESCO è un grande successo per il Ministero della Cultura, ma soprattutto per quei milioni di italiani che vivono nei territori della Via Appia, simbolo mondiale della storia da cui proveniamo. Si aggiunge alla straordinaria affermazione ottenuta meno di un anno fa dalla lirica italiana e sono felice che coincida con il mio mandato”, ha commentato del Sottosegretario alla Cultura con delega all’UNESCO, Gianmarco Mazzi.

Mercoledì 31 luglio, alle 19, a Roma, si celebrerà l’iscrizione del sito “Via Appia. Regina Viarum” nella Lista del Patrimonio dell’Umanità UNESCO, alla presenza del Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, del Sottosegretario alla Cultura, Gianmarco Mazzi e di tutte le istituzioni pubbliche e private coinvolte nel percorso di candidatura.

L’assessore alla cultura del Comune di Mirabella Raffaella D’Ambrosio non nasconde la propria emozione “Apprendo con immensa gioia la notizia che tutti noi attendevamo da tempo. Abbiamo seguito tutto il percorso da parte attiva e costante sin dalla firma del protocollo a Roma. Un riconoscimento importante non solo per Aeclanum il cui tratto di Appia rientra a pieno titolo nella cd. “core zone” ma anche per l’intera Provincia di Avellino. Grande risultato e giusto premio per tanti sforzi fatti da tutti. Ora si procede spediti per la valorizzazione del nostro sito archeologico“. A parlare di un risultato straordinario il sindaco Giancarlo Ruggiero

E’ il sindaco di Venticano Arturo Caprio a spiegare come si tratta di “un’opportunità da cogliere per il nostro paese e l’intera Irpinia. Nel territorio del comune di Venticano si trova località Ponterotto, il cosiddetto Ponte Appiano. La speranza è che, come la Regina Viarum ha rappresentato in passato un crocevia di popoli, possa rappresentare oggi un crocevia di spettatori e turisti. Da parte della nostra amministrazione c’è la volontà di valorizzare nel migliore dei modi l’area, di accedere a fondi che possano riqualificarla dopo anni di abbandono

Entusiasta Clemente Mastella, sindaco di Benevento “Con il riconoscimento della Via Appia avvenuta alle 12,40 a Nuova Delhi da parte del comitato Unesco , Benevento sale in quota . Ero in diretta e mi sono emozionato . Tocca ora ad ognuno di noi essere all’ altezza di questa nuova storia . Potremo trarne benefici economici e turistici . Orgoglioso per Benevento e credo lo saranno i nostri concittadini . Sopratutto i beneventani che vivono lontano dalla nostra citta ”

A esultare anche Salvatore Tarantino, fondatore del collettivo Facebook Automobilismo Irpino: “È una notizia di straordinaria importanza anche per i tanti appassionati di motori della provincia di Avellino. Le nostre strade, con il loro disegno appenninico, sono da sempre percorsi ideali per le migliaia di amanti delle auto storiche, non solo italiani. Con il riconoscimento della Via Appia Patrimonio Unesco l’attrattività dell’Irpinia in termini di turismo motoristico può perciò solo fortificarsi. Che il ministero abbia candidato solo alcuni segmenti non rileva. Il senso del riconoscimento a Patrimonio Mondiale è quale Bene Culturale. In quanto tale, detiene soprattutto una identità intangibile, altrettanto accertata storicamente ed espressa in popoli e luoghi, ben più estesi della linea tracciata dalla via di comunicazione. Non solo perciò il basolato del mondo antico, ma anche una traccia di orientamento nel tempo e nel territorio. Con questa si possono esplorare paesaggi straordinari, culture millenarie e patrimoni storici di una regione, l’Irpinia, che ha bellezza ed identità assolute e tali da connotare indelebilmente l’intera strada voluta nell’antica Roma ed oggi premiata a Patrimonio Mondiale“.

Festeggia anche l’associazione Irpini della capitalePer la prima volta l’Irpinia entra in un sito UNESCO e noi tutti siamo felici e auspichiamo che questa opportunità si trasformi in progettazione culturale per lo sviluppo turistico della nostra amata terra.

La storia della Regina Viarum

L’Appia fu la prima delle grandi strade di Roma costruite con tecniche innovative, veri e propri capolavori di ingegneria civile che si affiancarono alle vie naturali e che costituiscono i monumenti più durevoli della civiltà romana. Il tracciato, iniziato nel 312 a.C. dal censore Appio Claudio Cieco per collegare Roma a Capua, fu poi prolungato fino a Benevento, Venosa, Taranto e Brindisi, testa di ponte verso la Grecia e l’Oriente, man mano che avanzava la conquista romana e lungo la Via Appia Traiana, la variante fatta realizzare dall’imperatore Traiano nel 109 d.C. per agevolare il percorso nel tratto da Benevento a Brindisi.

 

Concepita per esigenze militari, la Via Appia divenne da subito strada di grandi comunicazioni commerciali e di primarie trasmissioni culturali e, nel tempo, è diventata il modello di tutte le successive vie pubbliche romane così come, in un certo senso, l’origine del complesso sistema viario dell’Impero, che è anche alla base dell’attuale rete di comunicazione del bacino del Mediterraneo.

La creazione di questa rete stradale ha permesso la strutturazione di rotte di scambio anche con le vie d’acqua, permettendo così, nel corso dei secoli, un flusso praticamente ininterrotto di persone, idee, civiltà, merci, religioni e idee, percorsi che sono ancora vivi e sentiti da chi abita ancora oggi questi territori. Gli appellativi con cui gli stessi autori antichi la definirono, insignis, nobilis, celeberrima, regina viarum, testimoniano tutte le valenze politiche, amministrative, economiche, sociali e propagandistiche che le valsero la sua millenaria fortuna.

 

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