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L’Eco dei Mille, a confronto sulla svolta del 1860 tra Irpinia e Sannio

Una riflessione sulla svolta del 1860 tra Irpinia e Sannio. E’ l’appuntamento dedicato a “L’eco dei mille”, in programma il 25 settembre, alle 17, al Carcere Borbonico di Avellino . Interverranno Lorenzo Terzi (Direttore Archivio di Stato di Avellino) con una presentazione dei fondi archivistici dell’Archivio di Stato di Avellino relativi al 1860, Arturo Mariano Iannace (Comitato ISRI di Benevento) che analizzerà l’operato di Giuseppe De Marco ed i Cacciatori Irpini, Antonio D’Argenio (Comitato ISRI di Benevento), che illustrerà la nascita della provincia di Benevento e il conseguente dibattito parlamentare, Ermanno Battista (Vicedirettore Comitato ISRI di Avellino e Centro di Ricerca “G. Dorso”) che presenterà il momento del Plebiscito in IIrpiia  Carmine Pinto (Università degli Studi di Salerno), che rifletterà sulla Rivoluzione meridionale del 1860.

L’iniziativa è promossa dai Comitati dell’Istituto di storia del Risorgimento di Avellino e dal Museo Irpino, dove sarà allestita la mostra dedicata ai mille si Garibaldi. L’incontro vuole essere l’occasione per interrogarsi sul ruolo del Mezzogiorno nel processo di unificazione, a partire dallo sbarco dei Mille, tra partecipazione alle spedizioni dei garibaldini, tensioni sociali e brigantaggio postunitario. Punto di partenza della riflessione gli studi dedicati da Pinto al Mezzogiorno, a partire dal volumi come “La guerra per il Mezzogiorno”, che ripercorrono il conflitto cominciato nel settembre del 1860, dopo il successo della rivoluzione unitaria e garibaldina, per proseguire per un decennio, mobilitando re e generali, politici e vescovi, soldati e briganti, intellettuali e artisti.  Pinto ricorda come “non fu uno scontro locale, perché coinvolse attori politici e militari di tutta la penisola e d’Europa, ma non fu neppure una guerra tradizionale: i briganti, le truppe regolari italiane, i volontari meridionali si sfidarono nelle valli e nelle montagne in una guerriglia sanguinosa, del tutto priva dei fasti risorgimentali. Si mescolarono la competizione politico-ideologica tra il movimento nazionale italiano e l’autonomismo borbonico; l’antico conflitto civile tra liberalismo costituzionale e assolutismo; la lotta intestina tra gruppi di potere, fazioni locali, interessi sociali che avevano frammentato le città e le campagne meridionali”

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