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L’Irpinia abbraccia la cultura cinese, dal Capodanno a danza e rito del tè: la sfida è costruire la pace

E’ stata l’occasione per ribadire il valore del confronto tra culture per costruire un mondo di pace la celebrazione del Capodanno Cinese al Carcere Borbonico. L’iniziativa, promossa dall’associazione culturale Avvicina APS e dedicata all’Anno del Cavallo di Fuoco, ha riunito l’Istituto Confucio di Napoli, il Conservatorio “Cimarosa”, la Provincia di Avellino, il Museo Irpino. E poi le scuole: l’IPSEOA “Manlio Rossi-Doria” e il Liceo “Mancini”, dove è nata da poco un’Aula Confucio. Ad alternarsi a momenti di confronto la danza del Leone, le esibizioni degli studenti cinesi del Conservatorio, la danza classica, la calligrafia, la cerimonia del tè. Tanti gli spunti di riflessione emersi dal convegno “La Via Cinese per la Pace: una nuova rotta per l’Ordine Globale”.

«Lo scambio è alla base di una comunicazione reciproca – ha spiegato Michela Arricale – In un momento di crisi internazionale come quello che oggi viviamo, in un periodo in cui combattiamo a pezzi una terza guerra mondiale. la Cina si afferma come un attore responsabile per la pace e la cooperazione pacifica e proficua tra Paesi. È quantomeno una realtà che vale la pena esplorare».

Claudio Spagnuolo ha ribadito come sia necessario “lavorare per una pace attiva, un valore per cui bisogna operare”.

Fabio Marcelli, ha ricordato come il Capodanno cinese sia una ricorrenza che unisce comunità in tutto il mondo: «Il Capodanno cinese è una delle principali ricorrenze celebrate in modo massiccio sia in Cina sia all’estero. È un momento che consente di far conoscere la cultura cinese come la Danza del Leone o la cerimonia del tè. Sappiamo bene quanto questa conoscenza sia la base dell’amicizia fra i popoli, della pace e della cooperazione. Abbiamo oggi tutto l’interesse ad avere rapporti stabili  con la Cina, all’avanguardia nel campo dello sviluppo scientifico e tecnologico, dalle energie alternativa all’intelligenza artificiale, frutto di una programmazione costante».

Fabio Massimo Parenti docente universitario, a spiegato come «E’ necessario recuperare il rapporto con la Cina se si vuole potenziare lo sviluppo industriale e manifatturiero, servizi e ricerca scientifica. Le dinamiche geopolitiche e i rapporti di forza, però, non ci consentono di sfruttare pienamente queste opportunità».

Tra gli interventi, anche quello di He Lianjia, docente madrelingua dell’Aula Confucio e cantante: «E’ la terza edizione del Capodanno cinese organizzata da Avvicina. È nato come una sfida per portare anche ad Avellino la lingua e la cultura cinese. Oggi è un ponte culturale tra Avellino e la Cina». Tra le sfide l’attivazione dell’Aula Confucio al Liceo “Mancini”. E’ stata la dirigente scolastica, Paola Anna Gianfelice, a spiegare come: «Abbiamo accolto la proposta di convenzione con l’Istituto Confucio di Napoli per inserire la lingua e la cultura cinese nella nostra offerta formativa. Ci è sembrata una scommessa interessante per il triennio. Siamo partiti con un corso di 50 ore. Non è solo studio della lingua: è un avvicinamento a una cultura che è lontana ma importante da conoscere, anche per favorire integrazione e dialogo con le comunità cinesi presenti sul territorio».

 

 

 

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