Il fascino senza tempo dello Stabat Mater di Giovanni Battista Pergolesi nella cornice suggestiva della Cattedrale dell’Assunta di Avellino, dove si è svolto il concerto inserito nel progetto “Soni Terrae – Aequinotia et Solstitia”, ideato e diretto da Carmine Santaniello.
L’esecuzione ha restituito con forza il carattere intimo e doloroso della celebre composizione pergolesiana, scritta poco prima della morte del compositore. Il concerto si è trasformato in un’esperienza non solo musicale, ma anche spirituale.
Le voci dei soprani Antonella Carpenito e Annunziata D’Alessio si sono distinte per equilibrio e sensibilità interpretativa, riuscendo a rendere con eleganza le sfumature emotive della partitura tra momenti di intensa drammaticità a passaggi di delicata dolcezza.
Prezioso il contributo del Coro “Corale Duomo” e dell’ensemble “Ica Abellinum Consort”, che hanno sostenuto l’impianto musicale con precisione e misura, senza mai sovrastare le linee vocali. All’organo, Maurizio Severino ha offerto un accompagnamento discreto ma incisivo, contribuendo alla profondità sonora dell’insieme.
La direzione del maestro Claudio Ciampa si è rivelata attenta e rispettosa dello spirito dell’opera, capace di guidare l’esecuzione con equilibrio e sensibilità, valorizzando ogni dettaglio espressivo.
Particolarmente significativa la presenza delle riflessioni sacre curate da Pasquale Iannuzzo, che hanno arricchito l’ascolto creando un dialogo intenso tra parola e musica, senza interrompere il flusso emotivo, ma anzi amplificandone il significato, restituendo appieno il senso della Pasqua che è resurrezione, luce che scaturisce dal dolore..
Nel complesso, il concerto si è rivelato un momento di alto valore artistico e spirituale, capace di coinvolgere profondamente il pubblico e di confermare la forza universale della musica sacra.






