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L’ultimo saluto a Domenico. Lutto cittadino a Nola e Taurano, si apre la camera ardente. Attesa per l’arrivo di Meloni

È il giorno del dolore. Un dolore che non appartiene solo a una famiglia, ma a due comunità quella di Nola e quella di Taurano, che hanno proclamato il lutto cittadino.A per l’ultimo saluto a Domenico Caliendo, il bambino di poco più di 2 anni morto il 21 febbraio scorso dopo due mesi di coma farmacologico all’ospedale Monaldi per le complicazioni derivanti da un trapianto di cuore con un organo risultato «danneggiato».
​Le bandiere a mezz’asta, così come le saracinesche abbassate a metà negli esercizi commerciali, sono comparse a Nola, la città che ospita i funerali e dove vive la famiglia del bambino, e a Taurano, in provincia di Avellino, che è il paese d’origine di Patrizia Mercolino, la mamma. Laittà si è svegliata in silenzio, con il cuore stretto, per dare l’ultimo saluto al piccolo Domenico, il bambino morto all’ospedale Monaldi dopo il trapianto di un cuore “bruciato”.

Alle 11 il feretro è giunto alla Cattedrale di Santa Maria Assunta in Cielo a Nola . La piazza era già colma. Prima ancora che le porte si aprissero per la camera ardente, centinaia di persone attendevano in raccoglimento. Tante mamme con i loro bambini per mano e fiori bianchi stretti al petto. Tanti mazzi deposti ai piedi del Duomo. Qualcuno indossava una maglia bianca con il volto sorridente di Domenico e una scritta che oggi suona come una carezza e una ferita insieme: “Il nostro guerriero”.

Un lungo e commosso applauso ha accompagnato l’arrivo della piccola bara bianca. Un applauso che si è spezzato in singhiozzi. La bara è stata posta ai piedi dell’altare, accanto a una foto che ritrae Domenico con il suo peluche preferito.La mamma del piccolo, Patrizia Mercolino, si è lasciata andare ad un pianto. I genitori sono seduti in prima fila, sul lato destro della chiesa. Composti, stretti nel loro dolore. Accanto a loro l’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi. Presenti i sindaci di Nola, Andrea Ruggiero, e di Taurano, Michele Buonfiglio, paese d’origine dei genitori. È arrivato anche il sindaco della Città Metropolitana di Napoli, Gaetano Manfredi.

Alle 15 il vescovo di Nola, monsignor Francesco Marino, celebrerà i funerali. Sarà presente anche l’arcivescovo di Napoli, il cardinale Mimmo Battaglia. È attesa anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni per rendere omaggio al bambino di due anni morto il 21 febbraio, la cui salma è stata restituita alla famiglia solo ieri sera dopo l’autopsia. Un tempo sospeso, che ha prolungato l’attesa e il dolore.

Tra le persone arrivate in chiesa questa mattina anche il prefetto di Napoli, Michele di Bari, e il parroco del Parco Verde di Caivano, padre Maurizio Patriciello. Entrambi si sono raccolti per qualche minuto in preghiera nei pressi del feretro del bambino.
«Sono venuto ad abbracciare la mamma, era un mio preciso dovere – ha riferito poi il sacerdote – Non ho detto nulla di particolare, abbiamo sofferto insieme e perché quando il dolore è condiviso diventa più sopportabile oggi noi dobbiamo stare qui accanto alla famiglia. Sui medici – ha aggiunto don Patriciello – penso che stiamo soffrendo anche loro ma certo è che la verità su cosa non abbia funzionato deve venire a galla senza confusione ma con fermezza».

Anche il giornalista Massimo Giletti, conduttore della trasmissione “Lo stato delle cose”, è arrivato nel Duomo di Nola per portare il suo cordoglio ai genitori di Domenico. Giletti si è intrattenuto per qualche minuto, scambiando le proprie impressioni, con la mamma del bambino.
​Poco più in là, il legale della famiglia Caliendo, l’avvocato Francesco Petruzzi, ha reso noto le ultime decisioni. «Questa mattina – ha riferito – abbiamo presentato due esposti agli Ordini dei medici di Benevento e Cosenza affinché venga attivato un procedimento disciplinare relativamente alla sola questione della mancata informazione dell’esito negativo del trapianto e alle motivazioni di ciò che era accaduto. Gli esposti riguardano i due chirurghi Guido Oppido e Gabriella Farina, che non hanno mai comunicato quanto accaduto ai genitori di Domenico».

Sul fronte dell’inchiesta aperta dalla Procura di Napoli per l’accertamento delle responsabilità sulla morte del bambino, il prossimo 28 aprile, nell’ambito degli accertamenti medico-legali, saranno eseguite delle analisi sui tessuti del cuoricino malato espiantato al piccolo Domenico, custodito all’ospedale di Aversa, e sull’organo impiantato il 23 dicembre nonostante fosse rimasto lesionato durante il trasporto a causa dell’utilizzo di ghiaccio secco. Gli esami saranno eseguiti presso l’Istituto di medicina legale di Bari.

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