Un rito antico che continua a raccontare l’identità delle aree interne dell’Irpinia. E’ la tradizione della transumanza che vede protagonista Antonio Rullo e la sua famiglia. Ancora una volta Coldiretti Avellino ha scelto di accompagnarlo in questo viaggio, testimoniando il valore di una pratica che è molto più di uno spostamento delle mandrie.
Le vacche podoliche lasciano i pascoli di Teora per raggiungere la montagna di Senerchia, percorrendo gli antichi tratturi che da secoli uniscono uomo, animali e territorio. Un cammino che custodisce storia, cultura e biodiversità, simbolo di un’agricoltura autentica capace di preservare il paesaggio e le tradizioni.
La transumanza non è soltanto lo spostamento stagionale del bestiame tra i pascoli: è un patrimonio di conoscenze, tradizioni e pratiche che contribuisce alla tutela della biodiversità, alla salvaguardia del paesaggio e alla valorizzazione delle aree montane e interne. È un modello di allevamento sostenibile che mantiene vivo il legame tra uomo e natura, favorisce la conservazione dei pascoli e sostiene la presenza dell’uomo nei territori più fragili.
Non a caso, nel 2019 la transumanza è stata iscritta nella Lista rappresentativa del Patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO, quale riconoscimento del suo straordinario valore storico, culturale e sociale. Un’eredità che continua a vivere grazie all’impegno quotidiano degli allevatori.
Essere al fianco di Antonio Lullo e della sua famiglia significa, per Coldiretti, testimoniare concretamente l’importanza di una tradizione che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici. Un patrimonio vivo che continua a raccontare la forza dell’agricoltura italiana, il valore delle comunità rurali e il profondo legame tra territorio, lavoro e identità.




