Sabato, 11 Luglio 2026
09.24 (Roma)

Ultimi articoli

L’unità di culture e tradizioni

 

Unire culture e tradizioni diverse. Con questo obiettivo era nato dieci anni fa il partito democratico. Un compito impegnativo che oggi però si sta scontrando con liti e conflitti. Troppo spesso quelle differenze che si volevano abbattere stanno invece riaffiorando. Doveva essere un partito nuovo e non l’ennesimo nuovo partito. Un soggetto politico riformista capace di modernizzare il paese ed invece cresce il rischio che resti impantanato nella palude dell’immobilismo. Unire culture e tradizioni diverse. Con questo obiettivo era nato dieci anni fa il partito democratico. Un compito impegnativo che oggi però si sta scontrando con liti e conflitti. Troppo spesso quelle differenze che si volevano abbattere stanno invece riaffiorando. Doveva essere un partito nuovo e non l’ennesimo nuovo partito. Un soggetto politico riformista capace di modernizzare il paese ed invece cresce il rischio che resti impantanato nella palude dell’immobilismo. Per cercare nuove strade si può allora guardare a chi ha saputo indicarne. Due figure emblematiche in questo senso anche se molto diverse sono Alfredo Reichlin e Beniamino Andreatta. Il primo è scomparso una settimana fa, dalla morte del secondo sono passati dieci anni. Reichlin se ne è andato a 91 anni. Uomo del Sud, era nato in Puglia a Barletta. Partigiano e allievo di Togliatti. E’ stato direttore dell’Unità e di Rinascita e uno storico dirigente del partito comunista, poi l’adesione al Pds e al Pd. Quindici giorni fa, il 14 marzo, Reichlin era intervenuto sulla situazione politica e sulle spaccature della sinistra affidando una sorta di testamento a un articolo pubblicato sull’Unità.“Sono afflitto da mesi da una malattia che mi rende faticoso perfino scrivere queste righe. Mi sento di dover dire che è necessario un vero e proprio cambio di passo per la sinistra e per l’intero campo democratico. Se non lo faremo non saremo credibili nell’indicare una strada nuova al paese Non sarà una logica oligarchica a salvare l’Italia. È il popolo che dirà la parola decisiva. Questa è la riforma delle riforme che Renzi non sa fare. La sinistra rischia di restare sotto le macerie. Non possiamo consentirlo”. Beniamino Andreatta se ne è andato il 26 marzo del 2007. Non solo un politico ma un europeista convinto, docente universitario, economista. E’ uscito di scena in modo improvviso e tragico. Mancano dieci giorni a Natale del ’99 quando durante le votazioni della Legge Finanziaria, Andreatta ha un malore ed entra in coma. Il suo impegno in politica inizia come consigliere economico di Aldo Moro. Si candida per la prima volta in Parlamento nel 1976. Le elezioni che porteranno ai governi di solidarietà nazionale. La sua è una cultura politica figlia dell’insegnamento moroteo che è equilibrio, rispetto per l’avversario, senso delle istituzioni e dello Stato. Più volte ministro nei governi della Prima Repubblica è tra i protagonisti a metà degli anni novanta della stagione dell’Ulivo di Romano Prodi. Immagina un campo largo per le forze cattoliche e di sinistra. Un nuovo soggetto che non deve essere l’erede dei profughi democristiani e comunisti ma misurarsi con le sfide di una società in perenne movimento e dove stanno crescendo le disuguaglianze. La sua visione lo porta ad immaginare nel ’72 l’Università a Cosenza, nella convinzione che un campus di ispirazione anglosassone può rivitalizzare il Mezzogiorno e contemporaneamente fonda l’Arel, un luogo di elaborazione, idee e progetti in un paese che per lui non doveva rinchiudersi. La nostra vera Patria è l’Europa diceva, unico antidoto ai nazionalismi e alle piccole Patrie che sono il germe della potenziale dissoluzione europea . Andreatta e Reichlin hanno ispirato con la loro saggezza la nascita di un soggetto unico del centrosinistra e oggi ci manca la loro lungimiranza. Fino al prossimo 2 aprile si voterà nei circoli del partito democratico per il nuovo segretario. Il30 aprile sarà invece il giorno delle primarie. Al di là dei numeri del vincitore per il PD è fondamentale riuscire a riannodare i fili della sua storia e a non dimenticare la lezione di Reichlin e Andreatta che non si sono mai fermati alla superficie delle cose.
edito dal Quotidiano del Sud

Condividi

Picture of admin

admin

Lascia un commento

Cronaca

Arriverà probabilmente il 18 settembre 2026 la decisione sulla richiesta di rinvio a giudizio firmata dalla Procura di Avellino nei…

Convalida dell’arresto e obbligo di dimora e di presentazione alla Polizia giudiziaria. Questa la misura disposta dal Gip del Tribunale…

Nascondevano all’interno di un puff una pistola clandestina e un caricatore con 17 cartucce calibro 6.35: una coppia residente a…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Cambiano i tempi. “Historia magistra vitae” affermava Cicerone. Stiamo così apprendendo che c’è un amore vero e un amore falso, un amore malato, tossico, criminale! E anche una fede vera e una fede falsa. Una fede che si riduce a fatalismo e a riti puramente esteriori o una fede che...

Sturno – Piazza Aufiero piena come nelle grandi occasioni. E quella del consiglio comunale straordinario, convocato per questa sera, è proprio una di queste. Nella piazza centrale del paese, infatti, c’è stata la riunione aperta ai cittadini per discutere della richiesta di installazione dell’antenna G5 per la telefonia mobile. Questione,...

“Parte da Nola un percorso itinerante di informazione sui fondi europei, nato per creare un collegamento diretto tra istituzioni europee, imprese, professionisti e amministratori locali del Mezzogiorno, affinché le risorse disponibili possano tradursi in opportunità concrete di sviluppo”, dichiara il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle Campania Gennaro Saiello. “Troppo...

Gli scandali, le verità omesse, le idee per ripartire. In una parola “Il libro nero del calcio italiano”, un’opera realizzata dall’irpino Michele Criscitiello – proprietario di Sportitalia e fresco di promozione in Serie C con la sua Folgore Caratese – ed edita da Piemme (parte del gruppo Mondadori). Ad Avellino...

Ultimi articoli

Attualità

Sturno – Piazza Aufiero piena come nelle grandi occasioni. E quella del consiglio comunale straordinario, convocato per questa sera, è…

Un confronto con le organizzazioni sindacali sulle procedure di immissione in ruolo per l’anno scolastico 2026/2027. A rappresentare l’USR Campania…

La sanità non rappresenta soltanto un diritto costituzionale, ma può diventare il principale investimento per il rilancio delle aree interne….

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy