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La modifica del numero dei mandati e la possibilità di fare alleanze locali con dei partiti, due temi fondanti del movimento 5S, sono stati tranquillamente archiviati in ventiquattro ore! Si è compiuto, insomma, un vero e proprio miracolo di Ferragosto! Nei partiti tradizionali tali questioni, per le loro enormi implicazioni politiche di medio e lungo periodo sarebbero state oggetto di accaniti dibattiti. Di confronti televisivi. Di veementi articoli di stampa. E di aspri contrasti congressuali. Soprattutto, gli argomenti e gli atteggiamenti dei favorevoli e dei contrari sarebbero stati espressi alla luce del sole. E quindi ben noti ai militanti e all’opinione pubblica. In questo caso, invece, i quesiti sono stati risolti da solitari, rapidissimi “clic” sulla piattaforma Rousseau da parte di poco meno di 40.000 iscritti. L’alta percentuale di consensi sul cosiddetto “mandato zero” – lontana però da percentuali bulgare – ha dimostrato che la base e l’apparato hanno condiviso la deroga ai due mandati proposta, almeno formalmente, per poter ricandidare la Raggi a Roma. Il risultato raggiunto dal sì alle alleanze con i partiti è stato invece nettamente inferiore. Comunque, il numero dei partecipanti alle votazioni è stato un po’ striminzito. Segno che, forse, le “magnifiche sorti e progressive” della cosiddetta democrazia elettronica così cara ai Casaleggio non sono (ancora?) riuscite ad entusiasmano la base pentastellata. Quelle di ferragosto sono due scelte che, comunque si voglia rigirare la frittata, segnano la vera trasformazione del Movimento ideato da Grillo in vero e proprio partito. Considerate insieme, infatti, esse rafforzano la sensazione di una forza politica in cui il gruppo dirigente e la classe parlamentare tendono sempre più a porsi come una Casta. Con atteggiamenti simili a quelli dei partiti costituiti, che neppure la furbesca genialata da Mago Casanova sulla fantasiosa numerazione dei mandati può occultare! Per una vendetta del destino, proprio i pentastellati, che hanno sempre sostenuto che “uno vale uno” hanno accettato, dopo alcuni anni, che il primo mandato valga zero! Non sorprende questa inversione di marcia, anche stavolta però compiuta senza aver chiaro il percorso futuro. Una sola cosa traspare, dai comportamenti della dirigenza: la tecnica del carciofo, usata perennemente per far digerire, a una base confusa e in subbuglio, le piroette più acrobatiche di un Movimento. Esso, privo da sempre di connotati ideologici e sempre più incerto, appare prigioniero delle lotte intestine. E dominato perciò dall’opportunismo politico. Una percezione che si va consolidando anche in settori di elettorato non ostili. E che richiederebbe una forte inversione di tendenza. Invece, anche stavolta si sono assunte decisioni fondamentali senza avere il coraggio di rendere palese il vero approdo. Aver liberalizzato il numero dei mandati a livello locale significa infatti, per i maggiorenti del Movimento, aver creato il presupposto di fatto perché le maglie vengano allargate anche per loro. E questo possa facilitare, in futuro, l’abolizione di quel limite dei due mandati che minaccia di eliminare dalla scena moltissimi caporioni. I quali, ben acquattati dietro “ le scelte della base del Movimento”, si danno un gran da fare per eliminare quella soglia fatidica. Essa avrebbe dovuto segnare il limite tra il volontarismo puro delle origini e il tanto deprecato professionismo politico. Ed è stata una delle battaglie identitarie dei pentastellati. Ora, dopo anni al governo – prima con il diavolo e poi con l’acqua santa – è diventato un fastidioso ostacolo per incarichi e carriere! Le prossime scadenze politiche richiederanno al gruppo dirigente del M5S di saper compiere scelte fondamentali. Evitare l’opportunismo politico, che potrebbe portarlo verso una riedizione della politica craxiana dei due forni. Abbandonare la linea dell’apertura del Parlamento come una “scatola di tonno”, considerato con quanto gusto gli alti esponenti M5S si sono affezionati a incarichi e prebende. E contribuire a realizzare equilibri stabili, istituzionali e di governo, per impedire il pericoloso scivolamento dell’Italia verso forme sovraniste ed anti-europee!

di Erio Matteo

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