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Ma la fase 1 non è ancora finita

Qui in Lombardia, dove la quarantena per gli anziani è più rigida, perché ne muoiono ancora a centinaia, a sentir parlare di riapertura di tutte le attività per il 4 maggio, ricomincia a serpeggiare la paura. Il Giornale titola in tutta pagina: “Il Nord non aspetta” e in una successiva edizione: “Il muro di Napoli” (perché De luca si oppone ad una riapertura del lombardo- veneto), e “i sindacati bloccano la ripartenza”, Libero gli fa da controcanto: “La vera emergenza è il lavoro. 3,7 milioni di italiani hanno perso il lavoro”. Fontana, governatore della Lombardia, “a maggio si riapre tutto” e il nuovo Presidente della Confindustria, il cremasco Bonomi: “Bisogna far ripartire le aziende”. Alla Lombardia si accodano il Veneto e il Friuli. Anche la Repubblica dà per scontata la riapertura per il 4 maggio. Gli scienziati invitano alla prudenza e ad una riapertura a scaglioni. Solo il Fatto Quotidiano (16.aprile) titola ironico:” La fase due in Lombardia: 235 morti. PM: tamponi stop e aziende aperte”. In Lombardia, purtroppo, i contagi aumentano e si continua a morire anche se la curva dei decessi, si è appiattita, i morti sono ancora il doppio della cifra nazionale, Nelle RSA gli anziani morti sono più di 2500; nella bergamasca il 25% degli ospiti, al Pio Trivulzio alcune centinaia. La Procura di Milano indaga su 16 strutture e la Finanza ha sequestrato molti documenti anche negli Uffici della Regione accusata di aver ordinato il trasferimento nelle RSA dei dimessi dagli ospedali. La fase uno non si è ancora conclusa e i due Fontana /Gallera sono sotto inchiesta per diffusa epidemia, anche se continuano a comportarsi come se tutto fosse alle loro spalle. Sono dei bauscia, (fanfaroni) come li ha definiti Travaglio. Si sono dimostrati incompetenti ed inidonei a fronteggiare una situazione, che è sfuggita gli è sfuggita di mano e dalla quale non sanno ancore come uscirne. Le loro responsabilità politiche sono enormi; quelle penali sono sotto il controllo della magistratura. Se ne dovrà pur parlare quando si uscirà dal tunnel per “riveder le stelle”!

Le critiche più puntuali e precise sono state fatte dagli Ordini dei Medici di tutte le città lombarde, che sono associazioni di categoria non politicizzati e i cui affiliati –medici- appartengono a tutti i partiti politici compresa la Lega. Hanno sottoscritto un comune documento addebitando ai vertici della Regione le seguenti colpe: 1°) “Assenza di strategia nella gestione del territorio”, 2°) “Sanità pubblica e medicina territoriale trascurate e depotenziate”. 3°) Non governo del territorio con saturazione dei posti letto ospedalieri” .4°) “Tamponi solo ai ricoverati e diagnosi di morte solo ai deceduti in ospedale.” 5°) “Incertezza nella chiusura di alcune aree a rischio”.). 6°) “Mancata fornitura di protezioni individuali ai medici e al personale sanitario che ha determinato la morte e la malattia di molti colleghi”. 7°) “Gestione confusa delle RSA e dei centri comuni per gli anziani che ha prodotto diffusione e contagio e triste bilancio di vite umane

Prima o poi si dovranno pur fare i conti e i responsabili dovranno pagare. E’ stato chiesto da più parti il commissariamento della Regione, ma è prematuro parlarne ora che si è ancora nel bel mezzo della crisi, ma dopo tutti i nodi dovranno venire al pettine se non arriverà prima la Magistratura. Senza nulla togliere ai “primi della classe” -come sono giustamente ritenuti i cittadini lombardi- si dovrà pur convenire che da più di  trent’anni sono amministrati male, dalla peggiore destra da un centro destra a cominciare da Formigoni che chiamavano, il “divino” e che ha cominciato a svendere, la sanità pubblica a favore dei privati, e ora è agli arresti domiciliari per corruzione, per finire ai  suoi successori, i leghisti Maroni  (che non si è ricandidato per processi in corso)  e all’inetto Fontana che  non si sono dimostrati degni dei “primi della classe”.

di Nino Lanzetta

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