– di Rosa Bianco –
A quasi quarant’anni dalle imprese che hanno inciso non solo sulla storia del calcio, ma anche sull’immaginario collettivo di una città, la figura di Diego Armando Maradona continua a emergere come un segno che eccede lo sport e si fa interrogazione culturale, simbolica ed esistenziale.
In questa prospettiva, il suo nome non appartiene soltanto alla cronaca agonistica, ma si colloca in una dimensione quasi mitopoietica, in cui la memoria si intreccia con il pensiero e l’evento sportivo diventa forma di rivelazione del rapporto tra popolo, destino e rappresentazione del sacro contemporaneo.
È dentro tale orizzonte che si inserisce la presentazione del volume di Angela Anzalone, “Diego Armando Maradona. Il Dio Delphico di Napoli” (Graus Edizioni), in programma venerdì 26 giugno alle ore 18, presso la libreria Mondadori del Vomero, che propone una lettura della sua eredità non come semplice biografia, ma come figura del pensiero e del mito radicato nella storia e nell’immaginario di Napoli.
Il libro offre infatti una lettura che supera la dimensione agonistica del campione argentino, per restituirlo alla sua complessità simbolica: Maradona come mito moderno, come elemento fondativo dell’immaginario napoletano, come chiave di interpretazione di una città che ha saputo trasformare il calcio in identità culturale.
Attorno a queste suggestioni si svilupperà il confronto tra studiosi e protagonisti della vita pubblica.
Interverranno il professor Salvatore Sica, ordinario di Diritto dello Sport presso l’Università di Salerno; l’avvocato Angelo Pisani, storico difensore del campione argentino; il fotoreporter Sergio Siano, autore di alcuni degli scatti più iconici dedicati a Maradona; il filosofo Luigi Anzalone; il presidente Antonio Bassolino, dirigente della Fondazione SUDD; la scrittrice e giornalista Filomena Carrella.
Tra i protagonisti dell’incontro figura il direttore del Corriere dell’Irpinia Gianni Festa, la cui partecipazione sottolinea la centralità del dibattito culturale meridionale e il ruolo dell’informazione nel custodire e reinterpretare i simboli della contemporaneità.
A coordinare i lavori sarà Rosa Bianco, mentre l’autrice accompagnerà il pubblico in un percorso che unirà ricerca, narrazione e analisi critica.
In un tempo in cui le icone rischiano spesso di essere consumate dalla retorica o dalla semplificazione, iniziative come questa restituiscono profondità al racconto e complessità alla memoria. Napoli, ancora una volta, si conferma luogo privilegiato in cui il mito non si esaurisce, ma continua a produrre pensiero.




