– di Egidio Leonardo Caruso–
Domenica 28 giugno nella chiesa di Sant’Egidio Abate a Melito Irpino, si è tenuta la prima Conferenza Stampa di Presentazione dei Solenni Festeggiamenti in onore di Sant’Anna, Compatrona della comunità con Sant’Egidio e San Pio, che si svolgeranno il 24, 25 e 26 Luglio prossimi. La scelta di dar vita per la prima volta in assoluto alla presentazione dei festeggiamenti in onore di Sant’Anna, ha dichiarato il parroco Don Michele Puopolo, vuole essere il primo passo, tracciare un solco per gli anni che verranno, per costruire qualcosa di sempre più bello e grande per la nostra comunità, creando una “festa nella festa” con iniziative ed eventi che ruotano attorno al principale, per riscoprire le nostre radici, un’occasione per non dimenticare chi siamo e a chi apparteniamo.
La festa della nostra Compatrona ci richiama a guardare più in alto, a non accontentarci di una fede in un certo senso abitudinaria, ma a riscoprire la bellezza di essere comunità viva, attiva, aperta e accogliente verso tutti, in tempi in cui spesso ci si sente soli, scoraggiati. Siamo chiamati ad essere custodi delle nostre tradizioni che rappresentano la dignità di un popolo. La festa di Sant’Anna è la festa della comunità, dove tutti credenti e non si ritrovano per condividere le celebrazioni religiose e civili, nella consapevolezza e nella gioia di appartenere ognuno ad una grande famiglia. Tutto questo è frutto di una grande sinergia tra le diverse componenti il Comitato Festa Parrocchiale per la parte civile, insieme al grande lavoro dei gruppi parrocchiali, che donano tempo e passione per mantenere viva la nostra amata festa.
A seguire l’intervento del sindaco Michele Spinazzola, che ha assicurato l’impegno da parte dell’Amministrazione Comunale nonostante le difficoltà nel reperire fondi da destinare alla festa, attraverso la presentazione insieme agli altri Comuni Terre dell’Ufita di un POC regionale, sperando di ottenere un riscontro economico positivo, così da poter destinare una fetta consistente ai festeggiamenti.
Rino Martino maestro del Coro Sant’Egidio Abate, si è soffermato sull’importanza della Parrocchia nella vita della comunità, ripercorrendone i principali momenti, a cominciare dall’8 ottobre 2023, giorno dell’insediamento del nuovo parroco Don Michele Puopolo, la parrocchia è una grande famiglia, un luogo di dialogo e di ascolto, in cui ciascuno deve sentirsi accolto senza pregiudizi, ma anche uno spazio di condivisione e collaborazione attiva.
La chiesa è il cuore pulsante della vita liturgica e spirituale della comunità, una parrocchia è chiamata non solo ad annunciare il Vangelo ma anche a viverlo nell’amore verso i fratelli più fragili, come testimonia l’apertura dello Sportello Caritas, pronto ad offrire ascolto, vicinanza, aiuto concreto, rispetto e speranza. Importantissima per tutto il nostro paese, è anche la collaborazione con le realtà associative del territorio, come ODV ANPAS- Donare è vita, le scuole, e altre realtà esterne come Lions Club e l’Associazione Vita di Ariano Irpino, che da anni cura l’accoglienza nel periodo estivo, dei bambini del Saharawi. La parrocchia è fatta anzitutto di persone, di volti, di mani e di cuori che la rendono possibile ogni giorno.
Alberto Di Flumeri maestro del Coro Sant’Egidio Abate, ha ragionato sul significato e l’importanza della festa per la comunità locale, mi sono chiesto: “perché ci sono feste più importanti rispetto ad altre? A tal proposito ci sono una pluralità di norme, tuttavia c’è una particolarità, quando parliamo di Festa Patronale una soltanto è la disciplina nazionale che la caratterizza, tutte le altre disposizioni rinviano ai rapporti tra le istituzioni civili e religiose., che dialogano per costruire la festa del popolo. È il giorno della comunità, dove molti che vivono fuori ritornano, condividendo saperi, tradizioni e sapori, San Giovanni Paolo II diceva: ”senza la dimensione della festa la speranza non troverebbe una casa dove poter abitate”, la festa diventa momento di unione, condivisione e crescita spirituale comunitaria. Il tutto richiede una responsabilità sociale e umana di tutti i soggetti e le componenti coinvolte.
Serate come questa sono particolarmente importanti, perché riscoprire le origini e le tradizioni consente non soltanto di rivivere ciò che è stato, ma soprattutto di attualizzare il messaggio di ciò che è, in virtù di ciò che sarà, un cammino che va dall’io al noi.
La ricostruzione storica delle origini della festa nel paese, è stata svolta da Anna Maria Spinazzola, Coordinatrice del gruppo liturgico dei lettori, le prime notizie sulla devozione a Sant’Anna risalgono all’800’, una delle prime testimonianze proviene dal registro parrocchiale, dal quale risulta una celebrazione della festività risalente al 26 luglio 1878. Le cronache dell’epoca rilevano che accanto alle funzioni religiose, si sviluppò anche una componente propriamente civile, popolare, nel 1896 infatti, i festeggiamenti furono arricchiti da un concerto tenutosi in chiesa, dal celebre mandolinista arianese Prospero Cimanna, accompagnato dal violinista Raimondo Consolante, evento che rappresenta una significativa testimonianza del ruolo della festa di Sant’Anna nella vita culturale e sociale del paese. Cui si univa la cosiddetta Festa del grano, frutto della terra e del lavoro umano, il simulacro della santa veniva portato in processione su un carro di legno adornato con spighe di grano, accompagnato dai mezzi agricoli in segno di ringraziamento e devozione che ci richiama ancora oggi alle origini contadine della comunità e del territorio.
Angelo Grieci membro del gruppo parrocchiale per la catechesi pre-matrimoniale, ha riflettuto sul senso del programma religioso, come vogliamo vivere l’incontro con la nostra Sant’Anna, come un semplice appuntamento da inserire velocemente nella nostra agenda, oppure, come un momento di partecipazione attiva e condivisione? Il programma rispecchia il messaggio evangelico di una chiesa in uscita capace di andare al di fuori delle proprie mura fisiche, per raggiungere le persone per condividere insieme momenti di comunità spirituale con l’intera popolazione, che ci richiamano ad una testimonianza di fede semplice ma sincera tipica della nostra civiltà contadina, capace di affidare le proprie fatiche, il raccolto, alla protezione della divina provvidenza. Una testimonianza irrinunciabile della nostra identità, che siamo chiamati a custodire gelosamente e tramandare alle future generazioni.
A seguire la presentazione del programma civile a cura di Roberto Nuzzolo, rappresentante del Comitato Festa Sant’Anna, articolato su tre serate il 24 Cenando per le vie del Corso, il 25 il gruppo neomelodico napoletano, I Desideri, il clou si avrà il giorno 26 Sant’Anna, a cominciare dall’Orchestra Achille i solisti di Montemarano, il cantante neomelodico Patrizio e infine, risate assicurate direttamente da Made In Sud, gli Arteteca.
A concludere gli interventi lo storico Raffaele Masiello, che ha presentato brevemente il nascente progetto Melito Sacra, con l’intento di ricostruire e valorizzare il patrimonio sacro del paese, in gran parte fisicamente perduto in seguito alla demolizione di Melito Vecchio, attraverso una ricerca sulle antiche chiese, i luoghi di culto esistenti e scomparsi, le devozioni popolari, il culto dei santi, le confraternite, le feste e tutte quelle espressioni di fede che hanno lasciato un segno nella storia e nella memoria collettiva dei melitesi.



