Nessuna volontà di negare alle minoranze la partecipazione a partire dalle interrogazioni. A sottolinearlo Ilaria Di Gaeta che chiarisce
“In merito ad un articolo apparso sugli organi di stampa, a firma di un consigliere di minoranza, nelquale si afferma che io avrei impedito la presentazione di interrogazioni durante l’ultimo ConsiglioComunale e non avrei convocato la Conferenza dei Capigruppo, ritengo doveroso precisare quantosegue. La Conferenza Capigruppo non si rendeva necessaria perché la funzione dell’organo consultivo èquella di programmare l’ordine dei lavori consigliari, mentre invece la nuova seduta non aveva nessun nuovo argomento all’ordine del giorno, bensì solo lo slittamento di un punto presente nellaprecedente seduta, rinviato per acquisizione di ulteriore documentazione. Dunque la Conferenza del 29 settembre aveva già assolto a tutte le incombenze di organizzazionedei lavori rispetto ai punti da discutere in Consiglio. Per quanto riguarda, invece, la presentazione delle interrogazioni, nel rispetto della prioritàdell’importante argomento iscritto all’ordine del giorno, ho ritenuto opportuno sottoporre alConsiglio la proposta di invertire l’ordine dei lavori. Tale proposta ha riscontrato parere favorevoletra la maggioranza dell’Assemblea Municipale. Le Conferenze di Capigruppo, i verbali e leregistrazioni streaming, documentano in modo oggettivo la mia deontologia, la cultura democraticache mi appartien, che non voglio qui esaltare ma, che invece è chiaramente rintracciabile, nella vitapubblica che nel mio ruolo svolgo. Mi vedo ora costretta, per chiarezza verso la cittadinanza, a spogliarmi dei panni di Presidente delConsiglio e quindi di figura di garanzia per il corretto funzionamento della Assemblea Comunale edelle dinamiche dialettiche tra le varie anime del Consiglio, per approfondire più concretamente lavicenda che viene sollevata. Il nodo della questione risiede interamente nel punto all’ordine del giorno relativo all’accordotransattivo tra l’A.S.A. S.p.A. (Avellino Servizi Ambientali) e il Comune di Mercogliano. Ilnostro comune 16 anni fa contrasse un debito che gravato da tre decreti ingiuntivi è divenuto pari a1.004.150,28 Euro.È fondamentale soffermarsi sul periodo in cui tale debito maturò per comprendere il contesto e lastrumentalità delle accuse che mi sono state mosse. Ritengo infatti che è stata creata ad arte ed anche in maniera premeditata un’ azione di “distrazionedi massa”. Mi spiego. Comprendo l’imbarazzo della consigliera Barbara Evangelista e delconsigliere Antonio Gesualdo, oggi in minoranza, ma chiamati a discutere in aula di un debitocontratto da amministratori con cui siedono oggi nello stesso gruppo politico. Dalle loro postazioni avrebbero dovuto, con disagio e difficoltà, affrontare in aula un’ argomentomolto delicato, come risolvere quel debito, ma prima di tutto riconoscerlo. Insomma un impicciomolto scomodo, che interrogava la loro coscienza, l’onestà intellettuale e la responsabilità verso icittadini ed il loro mandato. Con grande competenza, serietà e consapevolezza la maggioranza del Consiglio Comunale ha datopiena fiducia al grande lavoro svolto dall’Assessore al Bilancio, Dott. Carmine Matarazzo, cheunitamente agli uffici finanziari, dopo una lunga ed impegnativa attività di valutazione e confrontosono riusciti a rinegoziare e dilazionare l’esorbitante cifra debitoria, sollevando la nostra comunitàda un immenso ed eccessivo fardello. La soluzione al loro imbarazzo è stata la manipolazione dellarealtà, in un tipico esercizio di benaltrismo: distogliere l’attenzione dal merito per screditare ilcomportamento altrui. Atteggiamento di chi non vuole o non sa dare una risposta e preferiscescreditare il comportamento altrui per non dover rendere conto del proprio.I Consiglieri Gesualdo ed Evangelista sono stati gli strumenti per non esporre tutti gli altriconsiglieri di minoranza, che di quel debito sono responsabili, perché la vicenda di 16 anni fa livede coinvolti, sono state le pedine giuste per indirizzare il più velocemente possibile laconversazione da un tema così importante all’ordine del giorno del Consiglio Comunale, ma che si riteneva “scomodo”, anzi “scomodissimo”, ed allora si è dato il via ad un girotondo infinito dicambi di discorso. Ed ecco quanto!Nonostante i tentativi di distorsione e di polemica, la responsabilità ha prevalso:l’Amministrazione con un accordo molto favorevole al nostro Comune è riuscita a risolvere questaennesima vicenda che da quel disastroso passato ci penalizza e ci costringe sempre a fare i conti conspese e debiti. La città di oggi ha saputo trovare una soluzione e contenere i fantasmi del passato”
In una nota scritta alle minoranze sottolinea come “leggo con rammarico la vostra nota pervenuta all’ente in data 20 ottobre 2025.
Desidero innanzitutto ribadire che, per mia deontologia, per cultura democratica e specifico riferimento ai dettami del Regolamento del Consiglio Comunale , non ho espresso alcun divieto rispetto alla proposizione delle interrogazioni da parte delle minoranze, né di alcun altro consigliere.
Nel momento in cui la Consigliera Evangelista, durante l’introduzione dell’unico punto iscritto all’ordine del giorno, ha richiesto di presentare interrogazioni, ho precisato, per ossequio a quanto avevamo già definito al termine della precedente seduta consiliare, che si trattava in effetti di completare la discussione ed approvazione dell’ultimo punto all’ordine del giorno del consiglio tenutosi in data 9 ottobre 2025. Questa conclusione e decisione di convocare in brevissimo tempo una seduta consiliare per procedere quindi con l’approvazione dell’ultimo punto sospeso per acquisizione di elementi istruttori, era stata pienamente, se pur verbalmente, acquisita dai consiglieri delle minoranze presenti.
Nonostante ciò, ho accolto la richiesta delle minoranze di procedere con le interrogazioni. Tuttavia, in ossequio alla priorità dell’importante argomento iscritto all’ordine del giorno, ho ritenuto opportuno sottoporre al Consiglio la proposta di invertire l’ordine dei lavori. Al momento della votazione che vedeva la maggioranza favorevole, come risulta dal verbale e dalla registrazione in streaming, i consiglieri delle minoranze, hanno abbandonato l’aula.
Rammento, inoltre, che il Sindaco D’Alessio aveva espressamente manifestato favorevole consenso all’acquisizione e alla discussione delle interrogazioni.
Quindi, alla luce dei fatti e delle circostanze che si sono verificate, peraltro documentate nella verbalizzazione della delibera e nelle registrazioni in streaming, non c’è stata alcuna volontà di negare la partecipazione in termini di interrogazioni da parte delle minoranze e soprattutto, tengo a precisare, che quanto evidenziato nella nota di contestazione in oggetto, circa la mia presunta volontà e decisione di richiesta di una votazione al fine di “impedire la presentazione delle interrogazioni” non corrisponde a verità per quanto precedentemente precisato e documentato in atti e registrazioni.
Confermo, come sempre, la mia piena disponibilità a favorire un dialogo costruttivo e rispettoso tra tutte le componenti del Consiglio, nella convinzione che solo attraverso la trasparenza e la collaborazione si rafforzi la funzione democratica dell’istituzione”



