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Montella rende omaggio a Giovanni Palatucci a 80 anni dalla morte. A ricordare il valore della sua lezione anche la Questura di Avellino

L’omaggio dell’Istituto comprensivo all’eroe che sacrificò la sua vita per salvare gli ebrei dai campi

“Tradurre la ferma condanna di quanto accaduto in un atto di responsabilità, in un’azione quotidiana che garantisca a tutti il rispetto della dignità e dei diritti”. Lo ha ribadito la dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale Fiorella Pagliuca nel ricordare Giovanni Palatucci nell’anniversario della morte a Montella, nel corso della cerimonia a lui dedicata. Dalla deposizione della corona al monumento, nella piazza del paese, al confronto con gli studenti presso l’IIss Rinaldo D’Aquino. Funzionario della Questura di Fiume, Palatucci si distinse per il suo coraggio nell’aiutare gli ebrei perseguitati durante la Seconda Guerra Mondiale. Mentre era responsabile dell’Ufficio Stranieri, Palatucci rilasciava visti di soggiorno con motivazioni pretestuose, in modo da ritardare il più possibile la loro partenza. In questo modo diede a moltissime persone il tempo di fuggire e sottrarsi alle leggi razziali prima e alle deportazioni poii. Catturato dai nazisti nel 1944, Palatucci fu deportato nel campo di concentramento di Dachau, dove morì pochi mesi prima della liberazione. A rendergli omaggio anche il sindaco Rizieri Buonopane “E’ fondamentale trasmettere il valore della memoria, partendo dalle nuove generazioni”.

L’omaggio, patrocinato dal Comune di Montella e dalla Provincia di Avellino, è stato organizzato con impegno dall’Istituto Comprensivo “Giovanni Palatucci”, grazie anche alla collaborazione del Circolo Culturale Cristiano Santa Croce e all’Associazione Nazionale Bersaglieri, sezione di Montella. La celebrazione, coincisa con il Giorno del Ricordo, ha richiamato anche la memoria delle vittime delle foibe. La mattinata si è aperta con la deposizione di una composizione floreale in piazza Giovanni Palatucci, seguita dalla commemorazione ufficiale nella palestra dell’Istituto.
Il Dirigente Scolastico, Massimiliano Bosco, ha aperto la cerimonia sottolineando l’importanza della memoria storica, invitando a riflettere sul sacrificio di Giovanni Palatucci, simbolo di lotta per la giustizia. Bosco ha
ricordato come i montellesi, “montanari” nel profondo senso più vero e genuino del termine, siano custodi di valori antichi come solidarietà e rispetto, che sono fondamentali per rimanere saldi nei principi morali. Ha inoltre evidenziato come la comprensione degli eventi storici, senza steccati ideologici, sia
essenziale per costruire una società giusta e pacifica. In chiusura, ha ringraziato la Dirigente dell’Ambito Territoriale di Avellino, Fiorella Pagliuca, per il costante supporto alla scuola irpina, e Don Franco Celetta, il
cui impegno nel mantenere viva la memoria di Palatucci resta fondamentale.

La Dirigente Pagliuca, nel suo intervento, ha apprezzato il forte senso di comunità che caratterizza la scuola di Montella, un valore che unisce le generazioni. Ha sottolineato come la memoria storica di figure come Palatucci
debba essere trasmessa per educare alla giustizia e al rispetto reciproco. Alla cerimonia sono intervenuti anche il Sindaco di Montella e Presidente della Provincia di Avellino, Rizieri Buonopane, il Vice Questore di Ariano,
Giulio Masini, il Maresciallo Maggiore dei Carabinieri, Sandro Martone, il Presidente dell’Associazione Nazionale Bersaglieri di Montella, nonché ex Dirigente dell’Istituto Comprensivo “Giovanni Palatucci”,
Rino Damiano De Stefano, e l’ingegnere Rocco Granese, con una lezione sul dramma delle foibe. Tra i partecipanti anche la professoressa Angela De Simone, nipote dell’eroe Giovanni Palatucci. Numerose le associazioni locali
presenti, tra cui l’Associazione Nazionale Bersaglieri di Calabritto, il Gruppo Volontari Protezione Civile di Montella, il Gruppo Fratres – Donatori di Sangue, la Fraternita di Misericordia di Montella, il Centro Anziani Santissimo Salvatore di Montella e il Circolo Sociale Giovanni Palatucci. Un momento particolarmente intenso è stato offerto dagli alunni delle classi terze della scuola secondaria di primo grado, che, tra l’altro, hanno
interpretato l’opuscolo “Giovanni racconta sé stesso” di don Franco Celetta.Con le loro riflessioni, la figura di Palatucci è emersa con straordinaria forza, lasciando un segno profondo nei presenti

A sottolineare il valore della sua lezione la Polizia di Stato “E’ stata un’intesa di famiglia quella tra Giovanni Palatucci e lo zio Giuseppe Maria Palatucci, vescovo di Campagna (Salerno). La collaborazione tra il vescovo e suo nipote, all’epoca Commissario dell’ufficio stranieri e poi questore reggente di Fiume, permise a numerosi ebrei in cerca di salvezza di evitare la deportazione in Germania. Il questore Palatucci il 13 settembre 1944 fu arrestato dalle SS e detenuto nel carcere di Trieste e poi deportato nel campo di sterminio di Dachau, dove morì il 10 febbraio 1945. Ad 80 anni dalla sua morte, ricordiamo un valoroso poliziotto che fece la scelta giusta, senza paura e senza esitazioni. Per questo è stato dichiarato “Giusto tra le nazioni”. A lui è stato dedicato anche un premio pensato per i laureati in discipline umanistiche e giuridiche dedicato a figure di uomini e donne che in contesti storici difficili hanno messo a rischio la propria vita per salvare quella degli altri. La Questura di Avellino è stata protagonista questa mattina di un doppio confronto. Prima tappa l’Istituto IPSEOA “Manlio Rossi Doria” di Avellino, dove a ricordare Palatucci sono stati il Vice Questore Aggiunto  Vincenzo Sullo, Dirigente della DIGOS, e l’Ispettore Salvatore De Milato, accolti dalla Dirigente scolastica Maria Teresa Cipriano. Poi, il confronto è proseguito presso l’Istituto superiore “A. Amatucci-De Sanctis-D’Agostino” di Avellino, alla presenza del dirigente scolastico Pietro Caterini
Un omaggio capace di unire Nord e Sud del Paese. II Questore di Reggio Emilia Giuseppe Maggese, alla presenza delle maggiori Autorità cittadine, in occasione dell’80° anniversario dalla sua scomparsa, ha ricordato Giovanni Palatucci. Ad accogliere la cerimonia il Parco Santa Maria di Reggio Emilia dove è presente una stele in pietra collocata ai piedi dell’albero piantumato proprio in ricordo di Giovanni Palatucci a perenne memoria delle sue gesta improntate allo spirito di solidarietà, senso del dovere e amore verso il prossimo grazie alle quali venne dichiarato “Giusto tra le Nazioni”. All’iniziativa hanno partecipato anche il rabbino di Modena e Reggio Emilia, Beniamino Goldstein, oltre che il prof. Massimo Storchi che hanno condiviso con i presenti, tra cui anche alcuni studenti dell’istituto scolastico “A. Manzoni” di Reggio Emilia, alcune riflessioni sul significato storico e morale delle azioni compiute da Giovanni Palatucci.

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