Il 25 febbraio, alle ore 17.30, al Circolo della stampa Avellino, sarà discusso con Nicola Guarino il romanzo “La varietà umana”. All’evento partecipa l’associazione italo britannica con la presidente Lina Nigro che spiega: “La presentazione del romanzo di Nicola Guarino è un’occasione di confronto per la città di Avellino. Guarino è un autore di vasta e profonda cultura che scrive fuori dai confini nazionali ma reca con sé i valori le radici della nostra terra. Questo romanzo può aiutarci a comprendere meglio chi siamo e ciò che stiamo diventando. Accogliere questa forma di scrittura significa, come è nello stile della nostra associazione riconoscere che la cultura italiana è “cosa viva,” anche fuori dal nostro territorio, pertanto necessita leggere l’opera, lasciandoci coinvolgere ed interrogare. Gia lo scorso anno abbiamo avuto modo di conoscere e apprezzare il testo sui Racconti.” Proponiamo di seguito la recensione di Fausto Baldassarre:
di Fausto Baldassarre
Nicola Guarino, autore del romanzo “La varietà umana”, scava nelle radici dell’identità individuale, scruta l’ essere umano nel suo ambiente, evidenziando come ogni comportamento sia il frutto di una visione di vita di storia sedimentata nel tempo. Significativa è l’introspezione psicologica. La varietà umana delle persone, mai figure statiche, sono immerse nella fragilità, nelle contraddizioni, nelle loro differenze con i loro caratteri e sensibilità. L’analisi è condotta sapientemente senza appesantire il discorso narrativo, offrendo così a chi legge uno specchio nel quale riflettersi e riconoscersi. E questa un “opera aperta”, che si nutre della passione rappresentativa cinematografica. Dal testo emergono le domande fondamentali sul senso della vita della morte, sul tempo, sul destino, sulla verità e sull’apparenza. Protagonista invisibile è il Passato, diventato essere umano ” nero”, con il quale il personaggio Raimondo instaura un esame, un dialogo, una conversazione su eventi situazioni dell esistenza. Certamente, una delle caratteristiche del romanzo è la scrittura fortemente ccinematografica. Ogni scena è costruita come sequenze cinematografiche, in un linguaggio fedele alla realtà. A tal proposito l’uso dei proverbi rende manifesta la saggezza popolare.
Innovativa la capacità descrittiva con le sue luci e le sue ombre, ma questo è un romanzo che non si limita a raccontare le trame dell esistenza ma invita a meditare e a non lasciarsi travolgere dalle mode dal pregiudizio. Siamo in un viaggio dove il personaggio che esplora è un Ulisse non epico ma quotidiano che incontra e si scontra con il reale con la paura. Le tematiche sono varie come vario è l’umano: il sogno, la magia, la vita come gioco, la morte, il lutto, la casa, la cucina, l’unica stanza densa di vita gli oggetti, gli odori, sapori, i tradimenti, il perdono, le passioni che scorrono come sabbia fra le dita. La Varietà umana si presenta al lettore denso di contenuti e registra la crisi del protagonista e dell’epoca. Senza retorica, con onestà intellettuale, l’autore svela le cause del crollo del Pci e della fede dogmatica ideologica. Il virus della burocrazia, del clientelismo della parvenza di purezza, della vetrina dell’apparire che ci guarda e ci cattura circola sempre con la sua forza di contagio diffusiva. Dal testo emerge un personaggio che passa dalle impressioni alle sensazioni, alle percezioni, alle emozioni, ai pensieri che spesso sfociano in tristezza in mestizia o si addolciscono in tonalità di malinconia di nostalgia e rimpianto. E’ tutto un errare fenomenologico con la consapevolezza che “la via razionale è errore fatale. Quando una persona razionale incontra una irrazionale quella razionale è persona morta. “L’irrazionale, l’imprevisto, l’imponderabile incombe sempre. La soggettività di Raimondo muta attraverso ciò che incontra. Questi giungerà a comprendere che bisogna essere se stessi .Questa è la vera conquista. Scegliere la vita finalmente liberati dai condizionamenti: ritornare alla varietà umana, salvando ciò che è umano. Occorre andare oltre l’ apparire, oltre lo sguardo del turista. C’è sempre un “altra faccia della realtà. Da un lato c’è il luccichio dei ristoranti degli hotel, il mare turchese, dall’altro la fatica rischiosa di pescatori che calano le reti in alto mare. E Virginia, la donna, conosce nel tempo della vacanza a svelare ciò che non vede Raimondo: la miseria di esistenze di quel paradiso costruito dal neo capitalismo. Ma dietro quella dignitosa povertà si conservano valori della tradizione e del racconto scomparsi nella civiltà del consumo. A questo punto bisogna tener presente che nel viaggio assume un ruolo di primo piano sempre il Passato nella veste nel ruolo di “amico, consigliere, notaio, registratore, commercialista, contabile insieme alla sempre viva Marisella moglie di Raimondo strappata dalla vita dal covid 19. Marisella che ama tutti come suoi figli. Un messaggio forte del romanzo è certamente espresso nella lettera che il protagonista indirizza ai figli. Raimondo è pronto per un nuovo viaggio. Scelta matura, consapevole. Scelta della vita. Ritorno alla varietà umana.


