Approda il 16 maggio al Salone del Libro di Torino lo studio di Antonio Fiore “Occhio sempre più privato”. A dialogare con Fiore il critico cinematografico Paolo Speranza.
L’incontro, in programma ore 10.30, presso il Pad Oval – Spazio Campania X50 del Salone del Libro 2026, si inserisce nel programma culturale dedicato alla riflessione contemporanea sui linguaggi dell’immagine, della memoria e dell’identità, temi che attraversano l’opera di Fiore con uno sguardo attento e profondamente personale.
Il volume riunisce recensioni, interviste dello storico giornalista napoletano. Antonio Fiore è appassionato di cinema, è co-sceneggiatore (Matilda), autore di un saggio collettivo su Truffaut. Sempre per il Corriere del Mezzogiorno firma editoriali, servizi di cultura, costume, spettacolo e la rubrica quotidiana “Afiorismi”, che a oggi ha superato le 3.700 “puntate”. Nelle sue pagine si muovono incontri, ricordi, interpretazioni, scorci di festival, frammenti di conversazioni e intuizioni nate in sala nel segno della passione per il cinema.
“Nel florilegio degli scritti di Fiore – penso ai partecipi ricordi dedicati agli amici di una vita – rivive e ci parla la Napoli migliore – scrive Speranza nella prefazione – con le eccellenze mondiali che la sua civiltà ha saputo esprimere, dagli studi unanistici al diritto, dall’architettura alle scienze, dalle arti visive al teatro, al giornalismo, oltre che naturalmente al cinema. Una dimensione umana e culturale che ai livelli più alti non ha forse eguali al mondo, per la capacità di questi intellettuali ed artisti di unire il rigore degli studi e nella professione con uno spirito goliardico mai sopito, i ritmi di lavoro quasi stakanoviani con la ricerca del divertente e del bello, la consapevolezza del proprio valore con un radicato spirito di umiltà. A volte persino eccessivo, se pensiamo che un critico e scrittore del calibro di Antonio Fiore ha deciso di cimentarsi solo da poco in quella dimensione editoriale che da decenni poteva, e meritava di, essere un suo approdo naturale”


