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Ora De Luca mantenga le promesse

 

In Campania vi sono circa sette milioni di eco balle accumulate un po’ dappertutto, secondo i più, 5,5 milioni secondo i tecnici della Regione. Di eco, cioè compatibili con l’ambiente, non hanno nulla (il danno all’ambiente ed alle persone è documentato dall’aumento delle malattie tumorali), di balle, nel senso di frottole, molto. E’ la prima volta che si cerca di affrontare seriamente il problema, ed è già un notevole passo avanti. Si assicura che le migliaia di tonnellate di “monnez za” compressa che deturpa ambienti, strade e campagne saranno smaltite entro il 2018. Non si dovrà aspettare molto per vedere se la fama del nuovo Governatore – legge Severino permettendo – sarà confermata o se continueranno a darsi per fatte le cose che appena si annunciano! Nella Legge di stabilità sono stati stanziati 450 milioni di euro (in tre anni) e la Regione ha già approntato un piano che è all’esame delle Autorità competenti e dell’Anticorruzione. Renzi ha già messo le mani avanti e, alla Leopolda, ha detto a De Luca:” Se non sei un “personaggetto” (alla Crozza! n.d.r.) questa emergenza la devi risolvere”.Qualche considerazione prima di entrare nella disamina del piano. Innanzitutto c’è da sottolineare che l’emergenza “monnezza” in Campania dura da più di vent’anni, dal febbraio 1994, quando il Presidente del Consiglio Ciampi emise il primo decreto e nominò commissario ad acta il Prefetto di Napoli. Da allora l’emergenza diventò un problema nazionale ed europeo (che ha anche sanzionato l’Italia per inadempienza), facendo scrivere alla Regione Campania la pagina più triste e vergognosa della sua esistenza, uno scempio che grida vendetta al cospetto di Dio. Dopo Ciampi, tutti gli altri Presidenti che gli successero, ci misero una mano con norme e provvedimenti che, invece di risolvere il problema, finirono per incancrenirlo. Nel 1996 fu dato incarico al Presidente della Regione (che allora era Rastrelli) di predisporre un piano regionale rifiuti, pubblicato nel 1997 che prevedeva la costruzione di due termovalorizzatori, sette impianti per la selezione dei rifiuti da bruciare (CDR) e varie isole di compostaggio per la frazione umida. Nel 1998 si fece la gara, che fu vinta da un gruppo di imprese (la FIBE) che faceva capo all’IMPREGILO, che presento il maggiore ribasso ma il peggiore progetto. Da lì cominciarono i guai, perché alla Fibe fu data carta bianca su tutto il ciclo del trattamento e dello smaltimento dei rifiuti, compresa la scelta dei luoghi, la costruzione delle strutture e il reperimento delle discariche. Dei due inceneritori è stato costruito solo quello di Acerra, dopo innumerevoli anni, e dei CDRnessuno in grado di differenziare i rifiuti e sono finiti per essere utilizzati come stoccaggio delle eco balle (spazzatura triturata, ammassata e avvolta nel cellophane!). Le emergenze si sono succedute nel tempo fino all’entrata in funzione dell’inceneritore ed all’avvio della raccolta differenziata. Ora sul campo sono rimasti i cadaveri compresi le migliaia di tonnellate dei rifiuti tossici e speciali interrati – con grandi guadagni della camorra – dalle industrie del Centro Nord. La bonifica dei territori (la terra dei fuochi!) è di là da venire e ci occorreranno decenni prima che i terreni ritornino come erano prima: tra i più fertili d’Italia! . La questione rifiuti è complessa e ci si potrebbero scrivere libri. L’emergenza è stata sfruttata dalla politica e dalla camorra che ci hanno lucrato, sulla pelle della gente e depredando un tesoro. Individuare tutti i responsabili, che sono molti e spesso senza volto, è ormai cosa impossibile, non riuscita neanche alla magistratura. Ci limitiamo a indicare i nomi di coloro che politicamente hanno gestito la faccenda, avendo rivestito la funzione di Commissari e di Presidenti commissari della Regione: Improta, Catenacci, Bertolaso, Pansa, Cimmino, Sottile, De Gennaro, ancora Bertolaso e i Presidenti: Rastrelli, Losco (che fece la gara), Bassolino e da ultimo, non commissario, Caldoro. Bassolino, forse si rese conto che il piano non avrebbe potuto funzionare perché sbagliato dalla partenza, ma se ne lavò le mani. Ed ora veniamo al Piano De Luca che, quanto ad ambizione è temerario ed ha escogitato anche alcune trovate che potrebbero funzionare. Resta da vedere se nella realtà ciò accadrà. E’ una scommessa. Il piano prevede l’apertura delle eco balle e la differenziazione dei rifiuti (non fatta all’epoca!) recuperando i materiali differenziabili (vetro, plastica, carta). Sarà ancora possibile senza adeguate strutture ad hoc? Questa è la prima incognita. La parte che rimane dovrebbe essere depositata nelle cave dismesse (riprendendo un vecchio pallino dell’ex senatore irpino Enzo De Luca) o bruciate nei cementifici, in base ad una apposita legge (Clini) che lo consente. Le eco balle si dovrebbero lavorare nei due stir di Giugliano (quelle depositate a Taverna del Re: 3,2milioni) e di Caivano (quelle depositate a Villa Literno e a Caivano: 3, 2 milioni). Il resto, secondo i tecnici della regione, il 12% di tutte le eco balle depositate nel resto della Campania, compreso Pianodardine, dovrebbe essere smaltite fuori regione. Si sa poco sul costo non essendo ancora partita la gara d’appalto. Basteranno i 450 milioni? Chi paga per le eco balle accumulate fino al 2005 che dovrebbero essere a carico della Fibe perché di sua proprietà? Anche questa è un’incognita perché tra la Fibe, che dice di vantare un credito di due miliardi di euro, e la Regione c’è un annoso contenzioso. Sulla carta le cose appaiono risolvibili come risolvibili apparivano le soluzioni alle varie emergenze succedutesi in questi lunghi anni. Ma la politica campana chi ha abituati ad una realtà che neanche la fantasia più negativa poteva immaginare! De Luca farà la differenza? E soprattutto i suoi amici di cordata, soprattutto quelli che vengono dal mondo cosentiniano e degli affari, glielo consentiranno senza pagare pegno? Questa è la scommessa! Se De Luca userà con questi signori lo stesso metodo e linguaggio che adopera verso i giornalisti e i suoi avversari politici, potrebbe farcela. Anche se noi siamo lontani mille miglia dal suo modo di fare, glielo auguriamo di cuore!

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