Giovedì, 24 Settembre 2026
07.23 (Roma)

Ultimi articoli

Siamo qui per uccidere la guerra, il teatro come strumento per interrogare le coscienze

Una riflessione su pace e guerra nella cultura occidentale, che si fa strumento per sensibilizzare le coscienze. E’ lo spettacolo “Siamo qui per uccidere la guerra”, nato da uno studio dello storico Annibale Cogliano, con la drammaturgia e la regia a cura di Teselli e Ciccarelli, in scena il 14 giugno, alle 19.30, presso la Fermata Teatro ad Ariano, con la partecipazione di Nicola Euplio Vitale. Sul palco Gilda Ciccarelli, Francesco Teselli, Vincenzo Ciardullo, Maddalena Piccolo, Carlo Uva, Luigi Petrillo e Francesco Piscitelli. E con la straordinaria partecipazione di Nicola Euplio Vitale. Uno spettacolo nato dalla consapevolezza di come sia necessario combattere la guerra attraverso la cultura

“E’ uno spettacolo ambizioso – spiega Cogliano – che si interroga sull’evoluzione nella cultura occidentale dei concetti di pace e guerra, passando in rassegna letteratura, filosofia e arti visive, da Euripide a San Tommaso, da Goya a Picasso, fino al Murale della Pace di Ettore De Conciliis. Scopriamo come concetti che sono alla base di ogni democrazia erano stati teorizzati nei secoli passati da illustri pensatori. Fondamentali in questo processo di costruzione dell’idea di pace le istanze emerse all’indomani del Concilio Vaticano II. E’ evidente, se andiamo a ritroso che Gerusalemme, Atene e Roma sono le matrici del pensiero su pace e guerra della cultura occidentale. L’età tardo-antica, il Medioevo, l‘Età moderna e contemporanea affondano in quelle matrici, come le guerre coloniali, il nazionalismo aggressivo, le guerre finalizzate all’egemonia politica ed economica e, non meno, le guerre preventive e quelle ipocritamente chiamate umanitarie. Un esempio arriva dalla storia di Caino e AbeleIl primo libro della Torah, la Genesi – prosegue Cogliano – attraverso la metafora di Caino e Abele, fa della cultura ebraica il paradigma delle teorie che si svilupperanno nei millenni a venire: la guerra è l’inevitabile   sbocco dell’aggressività dell’uomo, , strutturalmente non modificabile, animale ambivalente, pendolare fra aggressività, cupidigia e negazione del prossimo da un lato, e solidarietà e necessità della ricerca della convivenza da un altro lato. In questa ambivalenza vi è la Trascendenza divina che premia e castiga”.

Grande attenzione è rivolta anche all’ideologia della guerra nella Grecia classica, “un’ideologia – scrive Cogliano – che, a differenza di quella ebraica, non si nutre di Trascendenza: il principio del possesso e della sopraffazione è tutto umano, interamente politico. È l’Iliade di Omero l’archetipo del codice di vita e di comportamento della nobiltà, che poi si estende ai ceti popolari in armi, gli opliti, ossia alla minoranza dei cittadini che costituiscono la polis. Troiani e Greci non si distinguono nel modo di fare la guerra. L’astuzia di Ulisse e la ferocia di Achille non ne minano la sostanziale identità. Sparta, Atene, Tebe, Argo, Corinto e l’aristocrazia guerriera di tutte le poleis greche hanno in comune i valori agonali della supremazia individuale e collettiva del gruppo di appartenenza, del coraggio, della forza, dell’eroismo sopraffattore, l’esaltazione della violenza e del dominio, della vendetta attraverso l’esilio, l’ostracismo. La dicotomia amico-nemico è l’asse che regola i rapporti sociali, più raramente quelli di classe: vincere ad ogni costo e annientare l’avversario con la confisca dei beni, la condanna a morte, sino al massacro degli uomini adulti e alla riduzione in schiavitù delle donne. Vincere e vendicarsi è speculare alla morale del contraccambio in positivo: onorare ogni dono e ogni servizio all’amico benefattore. È il modello dei primi tempi della lotta interna delle fazioni oligarchiche della città-stato, strutturate in eterie (oggi le chiameremmo consorterie), che si estende con la successiva crescita sociale ai ceti popolari cittadini in armi e all’intera polis contro altre poleis. Non esiste la patria: i vinti esiliati trovano rifugio presso i nemici per indurli a muovere guerra contro i loro vincitori e infliggere le stesse vessazioni subite. S’ innesca così una spirale infinita di vendette e ritorsioni; guerra e politica sono compenetrate l’una nell’altra: la città è l’esercito; il singolo cittadino è il guerriero, artigiano, commerciante, rematore di una flotta o contadino che sia, purché possa sostenere il costo dell’armatura. Questione cruciale: da dove deriva il diritto di dominio? Solo dalla forza, che, alla fine del V secolo a.c., Tucidide teorizza nelle parole attribuite agli ambasciatori ateniesi che tentano di convincere i cittadini di Melo ad accettare l’alleanza subalterna e il dominio di Atene”. L’iniziativa è promossa da La Fermata, in collaborazione con Panathlon, Rotary e Fidapa

Condividi

Cronaca

Antonio Graziano, ritenuto l’esponente di primo piano dell’omonimo clan quindicese e il killer della strage delle donne di Via Cassese…

Scomparsa di Mimì Manzo: fissata la seconda udienza preliminare con il nuovo capo d’imputazione che contesta l’omicidio dell’ex muratore. Il…

Due casi da codice rosso ad Avellino. Due donne perseguitate e maltrattate dai rispettivi ex compagni. Una delle due è…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Riscoprire luoghi, storie e testimonianze del territorio. Sabato 26 e domenica 27 settembre tornano le Giornate Europee del Patrimonio, appuntamento dedicato alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio culturale, con iniziative che coinvolgeranno anche diverse realtà dell’Irpinia, promosse dalla Regione Campania e dala Direzione regionale Musei nazionali Campania in collaborazione...

di Michele Vespasiano Il volume “Manfredi, Carlo d’Angiò e il Dono delle Sante Spine” rappresenta un prezioso e puntuale contributo per chiunque studi la complessa transizione svevo-angioina nel Mezzogiorno d’Italia. Pubblicato dal CESN, raccoglie gli atti della giornata di studio tenutasi in occasione della 27ª Rievocazione storica del Dono delle...

Nasce dalla volontà di costruire una Rete tra Scuola e Università il Protocollo di intesa interistituzionale stipulato, per il corrente anno scolastico, tra l’Istituto Comprensivo “S. Aurigemma” e l’Istituto Comprensivo “Calvario – Covotta” con l’obiettivo di favorire la valorizzazione dei giovani talenti. Nell’ambito di questa progettualità gli alunni delle classi...

Torneranno a Caposele il 23 ottobre le spoglie del fante Amato Gervasio, morto nel campo di concentramento di Lamsdorf in Polonia e sepolto nel cimitero militare della cittadina polacca. Un ritorno a casa che sarà salutato con una cerimonia in programma il 23 ottobre, alle 15. in piazza Sanità nel...

Ultimi articoli

Attualità

L’associazione Italiana Coltivatori e l’associazione Not Ordinary Innovations ETS con la partnership di ASviS Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile,…

“Costi che sono andati dai 1.000 ai 1.500 euro, con tanto di proposta commerciale e con tanto di contratto da…

Nel corso dell’audizione della Commissione Affari Generali del Consiglio regionale della Campania, dedicata alla “Disciplina della candidatura dei Sindaci alle…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy