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“Patto dei 100 giorni”, l’Udc si dissocia, i dissidenti pongono paletti alla sfiducia e il Consiglio viene sospeso

 

Quasi 5 ore di discussione in Consiglio comunale che di fatto non cambiano la situazione politica attuale. Almeno non per ora.
Un cavillo del regolamento comunale, quello posto dalla consigliera di maggioranza Laura Nargi, che impone di sospendere i lavori consiliari entro mezzanotte, di fatto non fa arrivare a conclusioni sostanzionali e l’ordine del giorno di sfiducia a Foti non viene messo ai voti.
Documento che comunque non sarebbe passato considerato che l’opposizione ne aveva presentato un altro che, tuttavia, non ha trovato la convergenza dei "dissidenti".
Insomma ognuno, almeno a parole, vorrebbe sfiduciare il sindaco a modo proprio, ma all’atto concerto salta tutto.
la discussione proseguirà nel prossimo Consiglio comunale utile.
Il sindaco intanto dovrà varare la nuova giunta dopo l’annuncio dell’azzeramento di quella attuale e, dopo, provare ad avviare un governo a tempo che, tra l’altro, ha trovato anche il placet dei consiglieri di "Irpinia di base", Enza Ambrosone e Nino Montanile
Azzeramento che non sarà totale rispetto alle previsioni. Pare, infatti, che MariaElena Iaverone e Costantino Preziosi resteranno titolari degli assessorati, rispettivamenti, a bilancio e lavori pubblici.


Di Seguito la cronaca in diretta dei lavori consiliari.
Nel corso del Consiglio Comunale riunito questo pomeriggio a Palazzo di città, dopo la lettura della relazione del sindaco Paolo Foti, (LEGGI QUI), gli otto consiglieri dissidenti hanno letto l’ordine del giorno di sfiducia al sindaco.
L’opposizione, tuttavia, non ci sta a far da sponda a quei consiglieri di maggioranza che, come afferma il capogruppo delle minoranza Dino Preziosi, "vogliono risolvere solo le loro beghe". "La sfiducia ci presenta in aula- aggiunge- perché i cittadini devono sapere colpe e responsabilità".

Di qui la presentazione di "una vera e propria sfiducia" all’aula con la firma degli otto consiglieri di minoranza e l’imput ai "dissidenti" della maggioranza di firmare un documento ufficiale e "non nascondersi con il loro documento tuffa".
Nel corso del suo intervento, tuttavia, Preziosi, sempre a nome di tutti i consiglieri di opposizione invita Foti a tracciare un programma dei "100 giorni" per ritrovare posizioni politiche limpide e con un’idea portante di governo che fino ad oggi non si è intravista.
Preziosi indica anche alcuni punti precisi sui quali lavorare nel governo a "tempo" che propone, da urbanistica a politiche sociali, passando per l’emergenza periferie e alloggi popolari.

Tuttavia la mozione di sfiducia cui aveva parlato Preziosi in un prima momento non figura tra i punti all’ordine del giorno e la circostanza fa infuriare i consiglieri di maggioranza "dissidenti" Massimiliano Miro e Gianluca Festa (CLICCA QUI E GUARDA IL VIDEO) che chiedono di sospendere la seduta di Consiglio e redigere insieme ai consiglieri di minoranza un documento congiunta di sfiducia.
La seduta attualmente è sospesa per la discussione in merito.  Se dovessero accordarsi il sindaco Paolo Foti cade.

I consiglieri sono tornati in aula ma sembrano non abbiamo trovato alcun spazio per accordarsi su un documento congiunto che potesse avere i numeri per sfiduciare il sindaco.
Il dibattito riprende con gli interventi dei consiglieri di maggioranza Barbara Matetich e Franco Russo che, pur con ragioni diverse, spingono il sindaco ad andare avanti per portare a termine il mandato conferito dagli elettori.
 
Diverse le posizioni esternate dai consiglieri di opposizione. Domenico Palumbo spiega come noi "non possiamo pero’ accettare un documento di malcontento proposto dai consiglieri di maggioranza. Sono contrario al commissariamento. So bene a cosa andiamo incontro. Sette mesi sono troppi".
Più duro l’intervento di Giancarlo Giordano che incalza sulla necessità di dimissioni da parte del sindaco. "Che che si dimettono gli assessori spiega solo  l’intenzione di aprire uno spazio sulla giunta per trattare e per mercanteggiare. Le crisi si aprono, non si annunciano- incalza riferendosi ai consiglieri Pd- Prima prendete atto che il vostro è un grosso partito ma non un grande partito e meglio farete il vostro ruolo di amministratori"-
E sulla posizione dei "dissidenti" e del tanto declamato ordine del giorno di sfiducia, Giordano evidenzia come nessuno di loro ha chiamato un solo consigliere di opposizione per andare dal notaio a protocollare la richiesta.
"Venuto meno questo passaggio- incalza- viene meno la natura stessa della cosa".
Infine Giordano si mostra critico anche sulla proposta di Preziosi del governo dei "100 giorni". "In questa situazione nemmeno 1000 di giorni basterebbero per risollevare la città".

Il consigliere Virgilio Cicalese si dice anche favorevole a firmare una mozione di sfiducia, a condizione che il documento sia chiaro. Elemento che non individua nell’odg dei "dissidenti". Di qui rivolgendosi al sindaco Cicalese aggiunge: "Stai tranquillo, rimarrai sindaci, perché i tuoi consiglieri di maggioranza non faranno nulla di quello che dicono, così come non fanno niente da  tre anni.

Il consigliere Alberto Bilotta parla di un’esperienza amministrativa ormai ampiamente superata, non nascondendo la delusione per un Consiglio comunale che doveva sancire posizioni chiare ed invece si sta risolvendo in un ennesimo nulla di fatto.
E sulla proposta di Preziosi dei 100 giorni, Bilotta si tiene fuori insieme al gruppo Udc che rappresenta: "Noi non vogliamo che questa amministrazione resti in carica un secondo in più".

Nino Montalile, dai banchi della maggioranza con "Irpinia di base" annuncia le dimissioni dalle settima commissione (politiche sociali) per i gravi ritardi che si registrano in un un settore tanto delicato. "Oggi in quest’aula si sta assistendo alla resa incondizionata della politica con un partito- il Pd- in preda ad una resa dei conti alla quale noi non parteciperemo. Occorre un altro centrosinistra che non può prescindere di un Pd diverso, finalmente democratico e non asservito a qualche consorteria. Proseguiremo il nostro percorso per disegnare questo Pd ", aggiunge.
Per Nadia Arace il documento dei consiglieri di maggioranza di per sé è vuoto e per voltarlo bisognerebbe riempierlo di contenuti. "Così troverete anche il nostro appoggio", aggiunge invitando, al contempo, i "dissidenti" a sedersi tra i banchi dell’opposizione considerato la posizione di dissenso con la maggioranza. 

Nicola Battista si dice convinto che non si arriverà mai a 17 firme o 17 voti  "perché in quest’aula ognugno pensa a se stesso e non vede un suo coinvolgimento reale nei confronti della città". Infine il consiglio al sindaco a diventare più "autonomo" per far pesare il proprio ruolo e non accettare più ricatti. 

L’ex capogruppo in Consiglio del Pd, Ida Grella, ridabisce come esiste un solo Pd e invita ad accogliere la richiesta della Arace: "Chi che con atti politici sin dall’inizio di questa consiliatura si è distinto e di fatto non ha fatto parte della maggioranza, si deve sedere dall’altra parte. Una vera maggioranza coesa il sindaco non l’ha mai avuta. Oggi, dunque, chiediamo non 17 voti per continuare a galleggiare, ma voti per fare quello che possiamo ancorra recuperare . Sediamoci attorno ad un tavolo – questo l’appello finale -e ripartiamo dai punti proposti dal sindaco, che sono quelli che condivide pienamente il Partito Democratico- Spero che questo appello non cada nel vuoto ma non per la sopravvivenza, ma perché credo che il Commissariamento sarebbe un disastro"

"Le persone andrebbero rese partecipi anche se dicono cose diverse" commenta Gerardo Melillo, uno dei consiglieri di maggioranza etichettati "dissidenti".. "Persone parlando a nome del Pd quasi fossero investite da una primogenitura che non gli appartiene", aggiunge in netta rotta di collisione con le dichiarazioni della Grella, lasciando comunque uno spiraglio di apertura verso la relazione programmatica del sindaco. "Mai dire mai: se dobbiamo are tre passi indietro ne facciamo anche cinque. Imparino tutti a fare lo stesso.

Chiudere la gestione di opere e aprire alla collaborazione.
Queste le condizioni che pone il consigliere di maggioranza Enza Ambrosone, non nascondendo un sentimento di imbarazzo e di difficoltà e dell’incapacità del Pd a a farsi soggetto delle azioni che compie
"Io non mi lascio strumentalizzare da chi dice che il Pd non esiste fermo poi accomodarsi al tavolo con l’interlocutore di turno- avverte- Se  ho rassegnato le dimissioni da capogruppo non è stato un gesto di abbandono, ma al contrario di disponiblità per consentire a tutti di sgomberare il tavolo da alibi e pretesti.
Le cose di cui ha avuto il coraggio di dire oggi il sindaco, erano le medesime cose che chiedevo io all’epoca delle mie dimissioni. Se questo è lo stato nel quale versa la maggioranza che sostiene questo sindaco rimane impossibile agire. Continuo comunque a coltivare la speranza che si possa arrivare ad una svolta. Speranza che resta accompagnata da un certo scetticismo. Immaginare una qualsiasi forma di collaborazione sembra difficile ma ascoltare le parole dell’opposizione questa sera e sintomo di amore per la città di Avellino".

Seguono gli interventi di altri consiglieri fino alla mezzanotte quando la seduta viene sospesa.
 

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