La candidatura di Valentina Bianco nasce da una storia personale fatta di difficoltà quotidiane, ma anche dalla volontà di rappresentare tante famiglie che vivono le stesse problematiche ad Avellino. Madre di un bambino con paralisi cerebrale infantile, Bianco, candidata alle amministrative di Avellino nella lista Pd che appoggia Nello Pizza, ha deciso di impegnarsi in politica per dare voce a chi spesso voce non ce l’ha.
“Mio figlio è in carrozzina a causa di una paralisi cerebrale infantile dovuta a una sofferenza alla nascita. Ogni giorno affrontiamo difficoltà concrete: strade dissestate, marciapiedi inaccessibili, strutture senza scivoli, mancanza di servizi e di spazi realmente inclusivi”.
Uno dei temi principali è quello delle barriere architettoniche, ancora troppo presenti in città.
“Si parla tanto di inclusione, ma spesso manca nelle cose più semplici. Gli scivoli sui marciapiedi sono pochi. In molti negozi non riusciamo ad entrare perché c’erano delle scale”.
Anche il diritto allo studio è in parte negato. “Mio figlio è seguito al Bambino Gesù di Roma. I medici hanno individuato un computer con un software specifico che gli permette di scrivere, visto che non riesce a usare la penna. Non sono riuscita ad ottenerlo tramite l’Asl e ho chiesto aiuto al Comune, ma non è stato possibile. Alla fine ho dovuto acquistarlo io. Questo significa negare il diritto allo studio a un bambino: se io non avessi avuto la possibilità economica di comprarlo, lui non avrebbe avuto quello strumento”.
Sul fronte dei servizi sociali, Bianco riconosce il supporto garantito dal servizio trasporto, ma denuncia l’assenza di altri interventi concreti: “La Misericordia accompagna mio figlio e questo mi consente almeno di poter lavorare. Ma oltre questo non ci sono servizi reali. Non vado nemmeno più a chiedere, perché già so che non possono offrire nulla”.
Tra le esperienze più amare ci sono quelle legate ai campi estivi organizzati in strutture non accessibili.
“Per due anni consecutivi i campi estivi sono stati organizzati in luoghi con barriere architettoniche. Il primo anno dovevo salire io le scale con mio figlio in braccio mentre qualcun altro portava la carrozzina. L’anno successivo, durante la merenda, gli altri bambini salivano al piano superiore e lui restava giù perché non poteva accedere”.
Per Valentina il problema riguarda il presente, ma soprattutto il futuro e l’autonomia delle persone con disabilità.
“Io oggi riesco ad affrontare queste difficoltà perché sono sua madre. Se c’è uno scalino lo salgo io. Ma tra qualche anno? Quando vorrà passeggiare con gli amici, andare da solo al Corso, vivere la sua vita? Dobbiamo pensare all’autonomia e all’autosufficienza delle persone”.
Le richieste sono chiare: più attenzione all’accessibilità, allo sport e agli spazi pubblici: “Nella Villa Comunale non esiste una giostra accessibile. In tante città ci sono altalene e giochi adatti anche ai bambini in carrozzina. Ad Avellino no.
Anche sullo sport manca tutto: non esistono strutture comunali realmente accessibili. Si parla della riapertura della palestra comunale ed è giusto farlo, ma bisogna fare presto”.
Bianco sottolinea come spesso chi amministra non conosca davvero queste problematiche: “Chi non vive certe difficoltà non può comprenderle fino in fondo. Per questo penso che sia importante portare queste esperienze dentro le istituzioni. Voglio dare voce a chi, come mio figlio, spesso voce non ne ha”.



