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Pd tra giustizia e malaffare

 

Perfino Violante – che il premier vorrebbe ingaggiare come testimonial per il sì al referendum costituzionale – ha ammonito Renzi sulla questione morale, che nel Pd appare più grave per la quantità di potere esercitato. Si intensificano, intanto, i segnali di insofferenza della intera leadership. Non tanto, però, per i più recenti casi di malaffare nel corpaccione del partito qua e là in Italia, dall’associazione a delinquere di stampo camorristico (Graziano, presidente pd Campania, indagato) alla turbativa d’asta (Uggetti, sindaco di Lodi, arrestato), alla corruzione di un giudice (Mastursi, già segretario organizzativo pd campano, indagato) all’evasione fiscale (Soru, condannato). Quanto, piuttosto, per le iniziative della magistratura che cercano di colpirli.
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Formalmente, la "linea" appare sempre quella enunciata dal berluschino premier, dopo correzioni e polemiche. Rispetto per la magistratura. Esortazione ad arrivare presto alle sentenze. Presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva. Dietro di essa, però, è divenuto ancora più palpabile il crescente nervosismo dell’apparato renziano e dello stesso premier, visibilmente costretto a mordersi la lingua e a frenare i suo istinti contro i magistrati! Significativa la proposta – poi sommersa dalle critiche – per una indagine su quelli di Lodi da parte del membro laico del Csm pd, l’aretino Fanfani (vicino all’inner circle renziano). Un amarcord in salsa berlusconiana? Del resto, da mesi nei pressi di palazzo Chigi si vagheggia di fantasiosi complotti orditi dal misterioso club di ex D’Alema, Prodi, Letta. O di altrettanto fantomatiche iniziative, concordate all’interno di una sorta di P5 della magistratura, per abbattere il governo.
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La verità è che Renzi ha abbassato la guardia sul senso morale del Pd e sulle regole di comportamento interno. Ha imbarcato chiunque volesse, di qua e di là, senza troppo guardare nè alla fedina penale dei candidati nè alla loro reputazione! E ora, come potrebbe obbligare un esponente Pd a dimettersi appena indagato quando il suo migliore alleato, il fido Verdini, è pluririnviato a giudizio? In un Paese-maglia nera per la corruzione come l’Italia, tuttavia, la barriera della presunzione di innocenza innalzata da Renzi come scudo politico agli indagati, è assai debole di fronte all’opinione pubblica. I disonesti potranno continuare con le ruberie e le loro indennità fino alla lontanissima sentenza definitiva, quasi sempre di prescrizione! Clamorosa giravolta, per uno che chiedeva le dimissioni della ministra Cancellieri neppure indagata. Mentre ostenta tranquilllità, però, il premier ora sembra nutrire qualche preoccupazione. Troppi i fronti aperti (e le indiscrezioni su altri che si potrebbero aprire!). E qualcosa sulla prescrizione forse si muove, dopo mesi di inerzia tra diktat di Ncd e continui rinvii. Il procuratore antimafia Roberti aveva ricordato invano che "si prescrive il 30-40% dei reati..Per lo più quelli dei colletti bianchi (più di 1.500.0000 in un decennio!) E Cantone: "L’attuale legge ex-Cirielli è un incentivo alla corruzione". Tuttavia la riforma modifica solo alcuni tempi, non i meccanismi generali, tipo la decorrenza. E secondo il Ncd richiederà comunque diversi mesi!
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In particolare il Pd campano, squassato dai contrasti e dalle inchieste, appare incapace di segnali positivi: ha finanche candidato a Napoli – dove si sente puzza di partito della Nazione – Borriello, l’inventore del rimborso di un euro ai votanti alle primarie! Durissima e definitiva l’analisi della senatrice Capacchione. Da anni sotto scorta per le minacce della camorra, ha annunciato la sua non ricandidatura! Ha denunciato però come il Pd campano sia "diventato oggetto di un arrembaggio piratesco da parte di affaristi privi di scrupoli e collusi". E che nel partito "non c’è la capacità di leggere certi fenomeni” e vi è "una scarsissima percezione del pericolo… I rimedi che si cercano sono spesso di facciata”. E Saviano ha parlato addirittura di "resa del Pd al meccanismo criminale"! E dire che il vecchio "annusatore di aria" Bassolino, addirittura prima delle ultime novità giudiziarie, aveva pronunciato parole lucide come una profezia:"La giustizia faccia il suo corso, e si vedrà. Ma la politica ha i suoi doveri…Renzi intervenga con determinazione, prima che il Pd precipiti in un burrone politico e morale".
edito dal Quotidiano del Sud

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