Droga a Rione Parco, sei su dieci imputati coinvolti in un’inchiesta sulla detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti compariranno davanti al gup Pasquale Cerrone del tribunale di Avellino compariranno davanti al GUP Pasquale Cerrone, perchè accusati di plurimi reati di detenzione e cessione di stupefacenti.
Le indagini – condotte dagli agenti della squadra Mobile della questura di Avellino – sono inerenti al periodo che va da luglio e novembre del 2020 e conta 16 capi di imputazione.
Gli indagati raggiunti da un avviso di conclusione delle indagini preliminari firmato dal sostituto procuratore Vincenzo Toscano, erano finiti tutti agli arresti nell’ambito di un’operazione coordinata dalla Procura della Repubblica di Avellino e condotta dalla Sezione Antidroga della Squadra Mobile del capoluogo, gli uomini agli ordini del vicequestore Giancarlo Aurilia e del sostituto commissario Roberto De Fazio.
Dieci le misure cautelari firmate nel giugno del 2022 dal Gip del Tribunale di Avellino Marcello Rotondi su richiesta della Procura della Repubblica, quattro custodie cautelari in carcere e sei ai domiciliari notificate agli indagati, quasi tutti residenti a Rione Parco. Sette dei quali appartengono allo stesso nucleo familiare.Quello di Omar D’Argenio, che era già finito agli onori della cronaca per un doppio arresto, il primo eseguito dalla Squadra Mobile nel giugno del 2020 e successivamente mentre era ai domiciliari.
Tutto era nato dal sequestro di sostanza stupefacente operato nei confronti di alcuni tossicodipendenti, i quali avevano acquistato lo stupefacente da D’Argenio, il quale, grazie ad un’attenta attività di pedinamento ed osservazione degli agenti della Squadra Mobile, veniva successivamente tratto in arresto, in quanto trovato in possesso di 63 bustine di cocaina. Quest’ultimo, nonostante fosse stato sottoposto agli arresti domiciliari, continuava a gestire una florida attività di spaccio di cocaina, avvalendosi dei membri della propria famiglia e degli altri indagati, utilizzati soprattutto per le consegne. Sempre la stessa persona, nel mese di settembre del 2020, era stato trovato , in quanto trovata in possesso di altre 72 bustine di cocaina e, questa volta, veniva applicata nei suoi confronti la misura coercitiva della custodia in carcere, visto che spacciava anche ai domiciliari .Gli episodi di spaccio contestati vanno infatti dal luglio al settembre 2020. Almeno sedici i capi di imputazione.
Gli indagati sono difesi dagli avvocati Danilo Iacobacc, Gerardo Santamaria, Roberto Romano, Innocenzo Massaro, Fabiola De Stefano, Antonio Falconieri.


