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Avellino, la rivolta dei prefabbricati pesanti dell’area Baccanico: che fine hanno fatto i milioni della sostituzione edilizia?

Raccolta di firme tra le famiglie residenti tra via Morelli e SIlvati, via Nicolodi e via De Venuta. Petizione inviata anche ai partiti: “Inserite la questione nei vostri programmi elettorali”

“Che fine ha fatto la sostituzione edilizia dei prefabbricati pesanti dell’area Baccanico? Che fine hanno fatto i milioni di euro di finanziamento ottenuti e mai cantierati?”: sono queste le domande che i residenti dei nove prefabbricati pesanti che sorgono alle spalle del centro sociale Samantha Della Porta di via Morelli i Silvati rivolgono al Comune di Avellino tramite una petizione, firmata e protocollata ieri mattina. Una lettera che arriva a pochi giorni da una determina del Comune (qui l’articolo) con la quale vengono messi a disposizione 41 nuovi alloggi popolari tra piazza Garibaldi (11) e via De Venuta (30). (qui l’articolo sul viaggio tra i nove prefabbricati pesanti della zona)

A farsi portavoce di questa battaglia che va avanti da oltre un ventennio è Domenico Magliaro, uno dei residenti che grazie al famoso “articolo 21bis” è diventato proprietario dell’alloggio popolare a cui la sua famiglia venne assegnata dopo il terremoto del 1980: “Questa lettera – ci spiega Magliaro – l’abbiamo inviata contestualmente anche ai principali partiti politici che si presenteranno alle elezioni amministrative del prossimo maggio: a loro chiediamo di impegnarsi a risolvere questo problema decennale, a prescindere che siano partiti di destra o di sinistra. L’abbiamo inviata alle segreterie cittadine del Pd, del M5S e di Fratelli d’Italia. In pochi giorni ho raccolto una trentina di firme tra le famiglie che abitano alle spalle del centro sociale, tra via Nicolodi e via De Venuta: speriamo che possa essere oggetto di attenzione e che la questione venga inserita nei programmi elettorali di tutte le coalizioni. Che almeno si impegnino a fare chiarezza su tutti quei fondi ricevuti dal Comune”.

Insieme alla petizione firmata dai residenti è stato allegato anche un dettagliato elenco dei finanziamenti ricevuti dal Comune di Avellino per la sostituzione edilizia tra il 2006 e il 2009: un totale di circa 35 milioni di euro con i quali abbattere i vecchi casermoni e costruirne di nuovi, tra l’Area Baccanico, Rione Parco e Bellizzi. “E’ passato un ventennio – sottolinea Magliaro – e i nostri nove prefabbricati pesanti sono ancora tutti in piedi, insieme alle coperture in amianto dei tetti che ci troviamo sopra le nostre teste e che non sono mai stati messi in sicurezza, a discapito della nostra salute e del resto della città, comprese le scuole materne, elementari, medie e superiori che sorgono qui a poche decine di metri. Nessuno si può permettere il lusso di aspettare ancora”. “Il nostro timore – conclude Magliaro – è che si continuino ad adottare piccole soluzioni tampone, a macchia di leopardo, come quelle che recentemente hanno interessato alcune famiglie che prima vivevano negli alloggi di via Capozzi e di Bellizzi: il Comune ha acquistato i loro alloggi popolari e gli ha consentito di potersi così comprare un nuovo appartamento altrove. Anche a molti proprietari dei prefabbricati pesanti dell’area Baccanico andrebbe bene questa soluzione individuale, ma il Comune si esporrebbe ad una spesa eccessiva e spropositata. Non è una strada percorribile. E soprattutto questo modo di procedere allontana sempre di più l’attuazione dell’originario Piano di sostituzione edilizia”.

Di seguito la petizione firmata inviata al Comune di Avellino:

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