Lunedì, 21 Settembre 2026
21.57 (Roma)

Ultimi articoli

Non ci sarebbe stato bisogno del pesante intervento di Guy Verhofstadt contro il presidente Giuseppe Conte, nel dibattito parlamentare sul futuro dell’Europa di martedì scorso, per misurare l’isolamento nel quale è precipitato il governo italiano non solo nell’emiciclo di Strasburgo, ma nella considerazione di tutti i componenti della pur litigiosa élite del Vecchio continente. Anzi, le sconsiderate parole del leader liberale ed europeista belga, se da una parte hanno ottenuto il non desiderato risultato di compattare molte forze politiche italiane attorno alla vittima dell’offesa (“Per quanto tempo ancora lei sarà il burattino mosso da Matteo Salvini e Luigi Di Maio?”), dall’altra gli hanno consentito di replicare per le rime in un crescendo dialettico che alla fine ha messo sullo stesso piano – negativo – le posizioni dei due contendenti.

Così, lo scontro, che non è tra due concezioni dell’Europa e del suo futuro, ma tra un Paese fondatore – l’Italia – e praticamente tutti gli altri, è solo rinviato; ma intanto continuano ad accumularsi materiali altamente infiammabili ai quali prima o poi qualcuno accosterà un’esca incendiaria. Pensiamo solo alla questione dei gilet gialli francesi che, secondo Conte, è all’origine dello scontro andato in scena nell’emiciclo di Strasburgo. Il nostro presidente del Consiglio li considera il ”nuovo” che si sta muovendo nella società francese, invano combattuto dalla “vecchia politica”. Secondo il ministro degli Esteri di Parigi, invece, accarezzano il progetto di una “insurrezione armata”, o almeno questo fa l’esponente dei contestatori che recentemente ha incontrato Luigi Di Maio ricevendone una forse insperata legittimazione internazionale. Il fatto che nessuno in Europa abbia condiviso l’opinione di Conte e di Di Maio non suscita dubbi nel primo, anzi ne rafforza le convinzioni: l’isolamento dell’Italia è destinato a durare poco perché a fine maggio gli elettori europei scardineranno gli equilibri attualmente vigenti a Bruxelles facendo piazza pulita delle “vecchie famiglie” e irrobustendo il “vento nuovo” che soffia da Roma.

Questa delle europee 2019 sta diventando per i Cinque Stelle una data-simbolo ben più importante della posta in palio, che è sì rilevante, come ogni rinnovo parlamentare, ma non è determinante ai fini di un pur auspicabile recupero di credibilità del nostro governo presso i suoi partner. Certamente la geografia parlamentare europea uscirà modificata (forse non sconvolta) dal voto di maggio; ma è un fatto che anche dopo quella scadenza, le decisioni che contano verranno prese dai governi e dalla Commissione, che resterà in carica fino all’autunno inoltrato e quindi potrà dire la sua sul bilancio italiano del 2020 come su quello degli altri paesi dell’Unione. Il primo appuntamento è il Documento di economia e finanza (Def), che definisce le spese e le entrate per il prossimo triennio, e deve essere presentato alle Camere fra meno di due mesi e poi a Bruxelles entro il 30 aprile. Dovrà registrare i mutamenti intervenuti nei fondamentali dell’economia e della finanza pubblica da quando con il beneplacito della Commissione è stato approvato il bilancio per il 2019. I termini della questione sono ormai ben noti: il Pil italiano è in calo e le agenzie internazionali di rating non prevedono nulla di buono per l’anno in corso; le spese, fra reddito di cittadinanza, anticipo pensionistico, eventuali sanzioni per impegni non mantenuti (Tav e altro) potrebbero salire. In queste condizioni affidare l’attesa di una palingenesi europea all’ipotesi di una sconfitta di Macron in Francia o di un arretramento del partito della Merkel in Germania, che comunque non incideranno sui rispettivi governi è semplicemente illusorio. Il giudizio europeo sull’Italia non è destinato a cambiare, e l’emiciclo di Strasburgo semivuoto mentre Conte illustrava la sua ipotesi di Unione rifondata non è stato un segnale d’incoraggiamento.

di Guido Bossa

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Lascia un commento

Cronaca

Momenti di pura nel primo pomeriggio di domenica ad Avellino, nel cuore del centro storico, dove un uomo avrebbe aggredito…

Traffico di droga tra Avellino e Salerno controllato dal clan Fezza-De Vivo, i giudici della Sesta Sezione Penale della Corte…

Colpo grosso degli agenti del Commissariato di Cervinara a San Martino Valle Caudina guidati dal vice questore Elio I, dove…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

A Forino storicamente il problema delle alluvioni è stato sempre all’ ordine del giorno con la situazione a Celzi nella fattispecie via San Nicola ad occupare la prima pagina dei media locali. Ma ormai negli ultimi tempi anche altre zone del centro irpino, alla prima pioggia, vengono invase da acqua,...

Beppe Grillo rompe il silenzio con un’intervista a “Pulp Podcast”, il programma di Fedez e Mr. Marra. Smentisce le voci su un suo ritorno in politica con una nuova formazione (“Non ho il potere e le facoltà” per fondare un partito) e parla per la prima volta della vicenda giudiziaria...

Momenti di pura nel primo pomeriggio di domenica ad Avellino, nel cuore del centro storico, dove un uomo avrebbe aggredito e rapinato la sua ex compagna in strada. L’episodio si è verificato nei pressi di via Trinità, zona centrale del capoluogo irpino, sotto gli occhi di diversi passanti. A finire...

Prima i malumori di Noi di Centro, ora quelli della Sinistra: all’interno della maggioranza consiliare di centrosinistra che regge il sindaco Nello Pizza si torna a chiedere una maggiore collegialità nelle decisioni politico-amministrative. La seconda “tirata d’orecchie” è arrivata questa mattina e se ne sono fatti portavoce Amalio Santoro e...

Ultimi articoli

Attualità

Prima i malumori di Noi di Centro, ora quelli della Sinistra: all’interno della maggioranza consiliare di centrosinistra che regge il…

Ventuno storie di uomini, ventuno vicende personali che si intrecciano con una delle pagine più dolorose della storia italiana del…

Sono in tante a rispondere a muso duro alle parole del Vicepremier Antonio Tajani che sul palco di “Itaca” aveva…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy