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Processo “Aste ok bis”, l’avvocato Taormina chiede l’assoluzione per Formisano

Celebrata questa mattina, davanti al Gup del Tribunale di Napoli Chiara Bardi, una nuova udienza del processo Aste ok. Al centro dell’udienza la discussione dell’avvocato Carlo Taormina, difensore di Gianluca Formisano, imputato per cui la Procura ha chiesto una condanna a 11 anni, 11 mesi e 5 giorni. La difesa ha sostenuto che Formisano debba essere considerato vittima di un sistema estorsivo e non partecipe dell’associazione contestata..

“Formisano va assolto”. A chiederlo il suo avvocato Carlo Taormina al termine di una lunga discussione durata fino al tardo pomeriggio. Il noto penalista ha contestato l’impianto accusatorio, soffermandosi in particolare sulla natura dell’associazione denominata “Tre Tre”. “Ho sostenuto, nel corso di quattro ore di discussione, che l’associazione dei ‘Tre Tre’ non è mai stata ritenuta mafiosa e che l’ingresso di Galdieri e dei suoi compagni non può averla resa tale”, ha dichiarato il legale.
Secondo la ricostruzione della difesa, Galdieri e i suoi collaboratori si sarebbero inseriti nel sistema con l’obiettivo di sfruttare il nome dell’associazione. “Essi vi sono entrati al solo scopo di sfruttarne il nome, facendosi riconoscere il 20% nel caso di clienti dei ‘Tre Tre’ e il 33% per i clienti procacciati da Galdieri e dai suoi compagni”, ha aggiunto Taormina. Poi Taormina ha richiamato numerose intercettazioni ambientali e telefoniche per sostenere una lettura diversa rda quella formulata dall’accusa. “Egli rappresentava per loro la ‘gallina dalle uova d’oro’ ed era sistematicamente sottoposto a richieste estorsive”,
Nel dettaglio, secondo quanto riferito, a Formisano sarebbero stati imposti pagamenti pari al 20% sul prezzo di aggiudicazione delle aste, oltre a una somma fissa di 2.000 euro per ogni partecipazione. “Deve quindi essere considerato vittima e non partecipe”, ha ribadito il legale.La prossima udienza è fissata per il 15 maggio, quando interverrà l’avvocato Gaetano Aufiero, difensore di Nicola Galdieri, Carlo Dello Russo e Beniamino Pagano.. La sentenza per i sette imputati è prevista a settembre. Il 15 maggio discuterà l’avvocato Gaetano Aufiero.

Le richieste

A febbraio, davanti al gip Chiara Bardi, il pm ha reiterato le richieste, decurtandole di un terzo per la scelta del rito abbreviato. Ha chiesto 16 anni e 8 mesi per Armando Aprile, 16 anni per Livia Forte, 11 anni per Beniamino Pagano, 9 anni 10 mesi e 10 giorni per Antonio Barone, 11 mesi e 5 giorni per Gianluca Formisano. Per Carlo Dello Russo e Nicola Galdieri, il pm ha chiesto l’assoluzione dall’accusa di associazione di stampo mafioso per intervenuto ne bis in idem – entrambi erano già stati giudicati per quella fattispecie nel processo al Nuovo Clan Partenio –, formulando per ciascuno una richiesta di condanna a 8 anni e 10 mesi per i reati di turbativa d’asta.

Le accuse

L’Antimafia di Napoli nella richiesta di rinvio a giudizio ha riformulato le accuse a carico degli imputati, che rispondono a vario titolo “di aver promosso, costituito, organizzato e partecipato….nella reciproca consapevolezza dell’apporto causale fornito da ciascuno di essi fornito e dei reciproci ingiusti vantaggi e profitti ad un’associazione di tipo camorristico, operante in Avellino e provincia promossa, costituita, diretta e organizzata da Galdieri Nicola, Dello Russo Carlo, Pagano Beniamino, Forte Livia, Aprile Armando Pompeo, Genovese Damiano, con il concorso esterno di Gianluca Formisano e Antonio Barone i quali, avvalendosi tutti della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva, hanno dato luogo e hanno partecipato alla suddetta associazione di stampo camorristico”.

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