Venerdì, 30 Ottobre 2026
04.43 (Roma)

Ultimi articoli

di Virgilio Iandiorio

Intrigante già nel titolo il romanzo della giovane scrittrice albanese, Ornela Vorpsi (nata a Tirana il 1968),   “Il paese dove non si muore mai”. La Vorpsi, che vive in Italia, ha scritto questo suo primo romanzo in italiano nel 2004, però l’ha pubblicato in Francia, dove si trovava per motivi di studio. L’anno dopo la casa editrice Einaudi ne ha curato l’edizione italiana.

Il libro fa parte, se così si può dire, di quella letteratura della migrazione che non sempre è conosciuta e talvolta osteggiata.

La narrazione è suddivisa in quattordici “quadri” con un epilogo. E’ la storia di una bambina che si fa adolescente in un paese che sembra aver dimenticato la dimensione del tempo. Il padre in carcere, verso il quale non sente nessun affetto; la madre, perché bella è a rischio continuo di attenzioni; la scuola dove si insegna che il partito è tutto (l’Albania nel 1998 venne fuori dal regime comunista); la delusione dell’emigrazione.

Perché in Albania non si muore mai? Non si muore mai –viene detto subito ad apertura di libro – perché i corpi degli albanesi sono molto più robusti. Non è solo per questo; c’è un motivo più profondo: l’assenza di paura. “Di polvere e fango è fatto questo paese; il sole brucia a tal punto che le foglie della vigna si arrugginiscono e la ragione comincia a liquefarsi. Da ciò nasce una specie d’effetto secondario (temo irrimediabile): la megalomania, delirio che in questa flora germoglia come un’erba pazza. Da ciò anche l’assenza di paura – a meno che questa non sia dovuta alla forma del cranio storto e piatto, dimora regale dell’insofferenza, se non dell’incoscienza. La paura è una parola senza significato. Lo vedi subito nei loro occhi che sono creature immortali. La morte è un processo estraneo”.

Tutta la vicenda è coniugata al femminile: sembra di stare in una società matriarcale. I titoli dei capitoli del romanzo potrebbero benissimo essere, se non sostituiti, affiancati da altrettanti nomi di personaggi femminili: la zia, la mamma, la maestra, le vicine di casa; e dove potrebbero essere utilizzati anche nomi maschili, come il padre, lo zio, il dervish (asceta mendicante), guarda caso si tratta di uomini passati a miglior vita o verso i quali non si nutre nessun affetto da parte della ragazzina.

Nella narrazione la protagonista assume nomi diversi, pur restando la stessa persona. In famiglia la bambina impara qual è la cosa più importante in un paese dove tutto sembra eterno. “Ma ci sono cose che appartengono alle case di questa gente più della morte. Una di queste, senza esagerare, è quasi il centro della loro vita. La questione della puttaneria….Ci sono regole che nello spirito di un popolo nascono così, in modo naturale, come le foglie su una pianta. Queste regole da noi si fondano su un’unica tesi: una ragazza bella è troia, e una brutta –poverina! – non lo è. In questo paese una ragazza deve fare molta attenzione al suo fiore immacolato, perché un uomo si lava con un pezzo di sapone e torna come nuovo, mentre una ragazza non la lava neanche il mare! L’intero mare”.

Nel romanzo della Vorpsi i toni “tragici” della vita di una donna in Albania vengono attutiti da una ironia sottile, che a volte sembra coglierti di sorpresa. Essa è più evidente nella narrazione della vita a scuola, con la retorica di Partito che ossessiona gli adulti, ma che non è comprensibile dalle menti ingenue dei bambini. Perché alla mente del bambino sanno parlare le favole dei Grimm, non le proposizioni del Partito.

L’epilogo del libro è amaro, forse più dell’inizio. Esso porta il titolo di “Terra promessa”, per tanti che hanno sperato e sperano che in altra parte del mondo le condizioni di vita siano diverse e migliori di quelle in patria.

“In questa terra [promessa], gli albanesi hanno capito che possono morire…La solitudine prende la forma dell’ulcera allo stomaco, si ha bisogno di pillole strane per prendere sonno…La spensieratezza lascia il posto all’angoscia, e tanto per guarire tornano nell’assolata Albania. Lì va già meglio -assicurano. Non ne vogliono più sapere di terre promesse. Hanno capito che lì si muore, e loro morire non vogliono”.

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Lascia un commento

Cronaca

Nel primo pomeriggio odierno, un mezzo pesante in transito sull’Autostrada A2 “del Mediterraneo”, in direzione sud, all’altezza del km 6+100,…

Momenti di paura e pesanti ripercussioni sulla viabilità questo pomeriggio lungo il raccordo autostradale Avellino-Salerno. All’altezza di Baronissi, nei pressi…

Avellino, Atripalda e Solofra sono i tre Comuni della provincia di Avellino maggiormente esposti all’impatto dei siti inquinati e presentano…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Nel primo pomeriggio odierno, un mezzo pesante in transito sull’Autostrada A2 “del Mediterraneo”, in direzione sud, all’altezza del km 6+100, nel territorio comunale di Baronissi, ha urtato il cavalcavia sovrappassante, provocando il danneggiamento della trave di bordo dell’opera. A seguito dell’evento, che non ha quindi direttamente riguardato il Raccordo Autostradale...

“Il passato e il presente della Valle Solofrana sono legati a una storia produttiva fortemente concentrata sulla concia delle pelli, che ha generato lavoro, ricchezza e riconoscimento internazionale, ma che impone oggi una riflessione profonda sul rapporto tra sviluppo economico, ambiente e salute”. Così in una nota il Circolo Legambiente...

Avellino si prepara a rendere omaggio a una lunga stagione di impegno professionale, racconti e testimonianze. Mercoledì 11 novembre 2026, alle ore 17, la Sala Consiliare del Palazzo di Città renderà omaggio a “GIANNIFESTA: 65 anni di giornalismo”, un appuntamento dedicato alla carriera del direttore del Corriere dell’Irpinia Gianni Festa...

Il 26 ottobre 2026, presso l’Università degli Studi di Salerno, Livia D’Anna ha conseguito la laurea in Scienze della Formazione Primaria con il massimo dei voti, 110/110. Un traguardo importante, frutto di impegno, sacrifici e dedizione, che segna l’inizio di un nuovo percorso professionale ricco di soddisfazioni. Alla neo dottoressa...

Ultimi articoli

Attualità

Avellino si prepara a rendere omaggio a una lunga stagione di impegno professionale, racconti e testimonianze. Mercoledì 11 novembre 2026,…

Angelo Antonio D’Agostino ci riprova e, come annunciato, presenta un nuovo progetto per il Partenio-Lombardi. È la proposta definitiva delll’Us…

Non si ferma la protesta ad Avellino e in provincia. Sabato 31 ottobre studenti e agricoltori torneranno a manifestare contro…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy