Venerdì, 1 Maggio 2026
10.59 (Roma)

Ultimi articoli

Quel gran flop della Leopolda

 

A distanza di qualche giorno, appare più chiaro l’insuccesso strategico di quella celebrazione della rivoluzione renziana che è diventata, ormai, la Leopolda. Doveva essere un laboratorio di idee. Si è ridotto a una specie di riunione di camerati della prima ora. Chiamati a osannare il loro capo. E a crogiolarsi nelle mollezze del trionfo! Una adunata di quelli che, durante il regime fascista, sarebbero stati i quadrumviri, le cosiddette sciarpe Littorio e gli squadristi partecipanti alla marcia su Roma, poi assunta a rito fondativo del nuovo regime. Intanto, la sesta edizione è stata blindatissima. Lontana proprio da quel popolo su cui il renzismo dice di fondare la sua legittimazione. Misurata però – dopo il tramontato 40% alle europee – solo dai sondaggi, ma da nessuna competizione politica! All’interno, la nuova èlite ha celebrato un pò stancamente l’enorme potere conquistato, ossequiata da cortigiani e tanti protetti, nuovi questuanti e vecchi baciatori di pantofole. All’esterno, le forze dell’ordine vigilavano perchè la festa non venisse turbata. Così il popolo dei risparmiatori ha potuto sfogare solo a debita distanza la sua rabbia contro il governo, che forse ha fatto bene a salvare banche rovinate. Senz’altro meno bene, però – con l’introduzione di un codicillo nascosto nelle pieghe del decreto – a preservare da ogni possibile azione giudiziaria da parte dei beffati anche i loro amministratori (compreso il papà della ministra Boschi) poco diligenti. Sono poi scomparsi gli inutili tavoli tematici, istituiti per discussioni e approfondimenti, che in tutti questi anni non hanno mai prodotto nulla! Solo l’inganno di gettare fumo negli occhi dei gonzi. E di far passare l’esibizione di uno solo come un fatto collettivo! Nelle prime edizioni, la Leopolda era il covo dei rivoluzionari–rottamatori. Ora ospitava la nuova classe di governo. Tutto doveva apparire bello, rosa, carico di novità positive. Perciò abbondavano le ovvietà del pensiero debole. I richiami jovanottiani. Le frasi suggestive, come lo slogan "Terre degli uomini". Quasi una bestemmia, però, soprattutto se riferita ad un governo che di fatto ha ampliato le ricerche petrolifere, anche in prossimitò delle coste!!! L’establishment renziano voleva apparire aperto, inclusivo. L’impressione però è presto svanita. Il nuovo potere ha mostrato il suo vero volto, intollerante verso chi non è allineato, con la graduatoria delle prime pagine dei giornali "cattivi". Esempio di moderno olio di ricino! E dire che proprio Renzi, all’epoca, aveva accusato Grillo di essere anti-democratico per alcune dichiarazioni contro la stampa! L’iniziativa è stata bollata come meritava da due esperti di massmedia: Claudio Velardi (“Matteuccio, quel gioco è fesso e un po’ di regime”) e Ferruccio De Bortoli (“Già che c’è, la prossima volta ce lo dica lui che titoli dobbiamo fare”). E poi niente bandiere del Pd. Il berluschino premier ha rivendicato la cosa come uno"spazio di libertà". Proprio lui che, da leader del partito, dovrebbe convincere gli altri che l’appartenenza al Pd è una cosa di cui andare orgogliosi??!! Risibile anche il tentativo dello statista di Rignano di fare della Leopolda uno spartiacque politico tra i suoi supporters e il resto del pd e del mondo. Insomma, la sesta edizione ha avuto tutta l’aria di un mini- casting. Con attenzione spasmodica al ritmo e alla velocità, assurti a unico metro di valutazione politica. E contenuti quasi inesistenti! In poche parole, un evento televisivo, come i tanti di berlusconiana memoria! Una cosa a metà tra l’one man show e la convention aziendale per motivare i venditori. Certamente non un luogo di confronto politico. Il governatore della Puglia,a d esempio, ha stigmatizzato il partito della nazione evocato dal fedelissimo luogotenente renziano Nardella: "era – ha detto – il modello berlusconiano". E sulla politica del governo per il Sud: "Si doveva fare il masterplan, non se ne parla più". In conclusione, il partito di (notevole) maggioranza relativa resta diviso in correnti e anime incomunicabili. Distanti – anche fisicamente – tra di loro. Esse si ritrovano insieme solo nelle occasioni obbligate, in cui decisioni già prese vengono annunciate a beneficio dei massmedia. Con questa deriva, quanto tempo il premier impiegherà per distruggere la sinistra italiana, come il suo padre putativo Berlusconi ha fatto con il centro-destra?

Condividi

Picture of admin

admin

Lascia un commento

Cronaca

La Guardia Civil di Ibiza ha arrestato e poi rilasciato un giovane inizialmente sospettato dell’omicidio del pizzaiolo originario di Pagani,…

Avrebbe maltrattato per anni il figlio minorenne, che ha meno di dieci anni, della sua convivente. L’ ultimo episodio di…

Grande commozione ha suscitato a Monteforte la scomparsa del giovane Pasquale Capriglione, morto all’età di 25 anni dopo aver combattuto…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

No, non è una festa rituale. Il primo maggio prosegue l’impegno del passato e costruisce la prospettiva che abbiamo davanti. Chi è il lavoratore oggi? E’ quello sfruttato, mortificato, minacciato da quella razza padrona che lo guarda quasi con odio; è colui che di buon mattino dopo aver baciato i...

Franca Molinaro Quando, nel 2011, cominciai a studiare la Ginestrella della Mefite nella Valle dell’Ansanto, avevo l’incoscienza degli innamorati e l’incompetenza dei principianti. Ma ho sempre avuto una propensione a fidarmi delle intuizioni. Così, con l’energia di qualche anno in meno e senza nessun appoggio economico o scientifico mi imbarcai...

Ha rappresentato l’occasione per esplorare il territorio irpino come spazio di stratificazione culturale e memoria storica. Bilancio positivo per il progetto “L’Irpinia attraverso i secoli: itinerari tra storia, letteratura e identità”, promosso dal Università degli Studi di Salerno in collaborazione con il Liceo Scientifico Statale P.S. Mancini, nell’ambito del progetto...

Ultimi articoli

Attualità

Deve scontare la sua pena in carcere ad Avellino, ma è malata di cancro. Si chiama Elena ha 56 anni,…

SANT’ANGELO DEI LOMBARDI (AV). Martedì 5 maggio 2026 si terrà il convegno “Nuovi modelli sul Sociale in Alta Irpinia”. Dall’emporio…

Non nasconde la sua amarezza il Comitato per la Salvezza della Dogana per il mancato invito all’inaugurazione “Ci consenta di…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy