Colpa di Nargi?
“I numeri parlano da soli e non hanno bisogno di grandi commenti. Che Nello Pizza potesse vincere al primo turno era una possibilità avvertita da molti già in campagna elettorale. Però il consenso così ampio che ha ottenuto ha sorpreso anche me. Al di là delle interpretazioni politiche che sto sentendo in queste ore, da chi dice, ad esempio, che sarà il ‘burattino del Pd’ o altre cose che considero assurde, il risultato delle amministrative cittadine è una legittimazione chiara della leadership politica del neo sindaco: grazie a Nello, il centrosinistra e il Pd sono riusciti a superare la soglia del 50 per cento. Credo che senza un candidato così forte ci sarebbe stato il ballottaggio. Detto ciò, la performance del centrodestra è stata veramente disastrosa. Lo avevo previsto”.
In effetti, Antonia Ruggiero (esponente storica di Forza Italia, già consigliera regionale e provinciale e riferimento degli azzurri a livello nazionale), in una precedente intervista al Corriere dell’Irpinia aveva pronosticato una disfatta del centrodestra cittadino.
“Angelo D’Agostino e Livio Petitto non so quali valutazioni abbiano fatto, però Nargi, che considero politicamente di centrosinistra, non poteva essere la candidata di Forza Italia. Spero che D’Agostino chiarisca presto quale fosse la reale motivazione della scelta di candidare l’ex sindaca. C’erano altri possibili nomi su cui puntare. A proposito, tengo a precisare che non ho mai immaginato di candidarmi”.
Ma alle amministrative il centrodestra non c’era.
“Presentare un centrodestra civico non è stata una buona idea. Fi ha sbagliato strategia, è stato un grosso errore puntare sul civismo di Nargi. Si tratta di coerenza: per l’elettorato è importante. Ad esempio, lo stesso consigliere regionale Petitto, che alle amministrative si è schierato da civico, deve comunque ringraziare Forza Italia per essere stato eletto a Palazzo Santa Lucia. Non credo che con una lista civica ci sarebbe riuscito. La coerenza dovrebbe essere l’ABC della politica. Ma gli errori, a mio avviso, sono stati tantissimi”.
Ad esempio?
“Chiamare le liste ‘Forza Avellino’ o ‘Fratelli di Avellino’, secondo me, ha sfiorato il ridicolo. Andavano presentate liste politiche vere: Forza Italia e Fratelli d’Italia sono forze di governo. Fratelli d’Italia è il primo partito nazionale, ma la performance di Avellino è stata imbarazzante. Il risultato dimostra che Pizza ha raccolto consenso non solo nel campo largo, nel centrosinistra, ma anche in una parte dell’elettorato di centrodestra. È evidente che la strategia non ha funzionato”.
Da dove dovrebbe ripartire adesso il centrodestra?
“Bisogna lavorare per costruire sul territorio un’identità forte di Forza Italia. Spero che D’Agostino, che è il coordinatore provinciale, faccia una conferenza stampa per annunciarlo. Ci aspettano scadenze elettorali importanti, come le Politiche del prossimo anno”.
Una coalizione così ampia come quella del campo largo rischia di essere difficile da gestire?
“Pizza è meno coinvolto di molti altri nelle dinamiche conflittuali del centrosinistra, pur avendo fatto il segretario provinciale del Pd. È una persona che stimo e credo che, per il bene di Avellino, farà un buon lavoro. Mi auguro anche che ci sia un’opposizione forte e credibile in Consiglio comunale, perché il confronto è fondamentale. Quando il Consiglio comunale è vivo e attivo, si possono costruire soluzioni utili per la città”.


