Lunedì, 17 Agosto 2026
03.40 (Roma)

Ultimi articoli

Se il mondo ti crolla addosso

 

Quando pensi che il mondo ti sia crollato addosso e che davanti non vedi prospettiva di rinascita, ecco, d’improvviso, avanzare una sorpresa che ti riporta al desiderio di credere. E tutto ciò che era stato, pur in una dimensione straordinaria, diventa memoria, ricordo. Da conservare e custodire gelosamente, come energia capace di rinnovare senza più errori del passato. Ho fatto questa considerazione in un Natale ormai alle spalle, allorché in molti punti della nostra Irpinia si sono accese fiammelle di solidarietà che, sia pure per poco, ci hanno riconciliato con lo spirito. Cosa molto difficile di questi tempi in cui la paura si coniuga con l’egoismo e diventa sempre più raro schierarsi dalla parte degli ultimi. Certo, sono ancora troppo poche le luci necessarie ad illuminare la povertà e a fare in modo che essa possa trovare risposte decise, ma è già qualcosa ritrovare la capacità di stendere una mano verso chi è stato nella vita meno fortunato. Un ruolo decisamente propositivo lo ha svolto la chiesa che, sulla spinta e il monito di Papa Francesco, rompendo ogni forma di chiusura, si è aperta all’indigenza. Un esempio di questo comportamento è venuto da Capocastello di Mercogliano, dove un parroco di trincea, don Vitaliano, ha fatto dell’accoglienza un sincero comandamento. Vedere tanti immigrati nella notte della vigilia di Natale con il sorriso è una scena commovente per chi legge nei loro occhi il dramma di una radice spezzata. Lì si è toccato con mano che cosa vuol dire essere fratelli in Cristo e, per chi non è credente, il superamento delle differenze. E come per don Vitaliano, altri testimoni in altri comuni irpini hanno dato un grande esempio di solidarietà. Viviamo in un mondo in cui la voracità del possesso scatena guerre e violenza. Il petrolio del Medio Oriente sta tingendo di nero, per volontà delle superpotenze, una terra di antiche civiltà e di immensa cultura. Le religioni vengono usate come strumento di divisione, dando vita ad un fanatismo non più comprensibile. Né sopportabile. Tutto sembra far parte di un circolo vizioso nel quale si agitano sentimenti di odio e di violenza. Sono i più deboli a pagare. Popoli e bambini inermi vengono annientati, mentre le forze del male prendono il sopravvento, creando angoscia in ogni parte del mondo, con azioni terroristiche difficilmente controllabili. In questo contesto la nostra Italia rischia molto. Non solo perché è sede di antica religiosità cristiana, ma anche perché i suoi simboli sono di tale straordinaria bellezza da far salire sempre più il livello della sfida. Le sei Domus a Pompei, inaugurate alla vigilia di Natale dal premier Renzi, sono un piccolo scrigno di questo Paese dalle bellezze straordinarie. Eppure, proprio in questo nostro paese, molto resta ancora da fare sul piano dell’eguaglianza sociale. Si pensi allo sfascio della sanità, in particolare nelle regioni meridionali. Ai costi insopportabili che lievitano per la scarsa qualità della classe dirigente politica, spesso in combutta con i poteri criminali. Non solo. Si pensi alla mancanza di centri di alta specializzazione e di ricerca, mentre aumentano sempre di più i cosiddetti “viaggi della speranza” verso il Nord e non solo. Gli anni più recenti sono stati vissuti all’insegna della cancellazione dello stato sociale, con l’illusione che in esso si annidassero le ragioni dell’aumento del deficit di bilancio statale e non, invece, in quella montagna di sprechi che hanno accompagnato il malcostume della politica. Così ancora una volta sono stati i meno abbienti a dover pagare un costo sociale. Non va d’altra parte, dimenticato che in questi ultimi anni una nuova realtà, difficilmente immaginabile, si è presentata davanti ai nostri occhi: l’emigrazione. L’Italia, più degli altri paesi, ha vissuto questa emergenza tra non poche difficoltà. Ma anche senza una progettualità capace di regolamentare i flussi e le risorse. Ancora oggi gli immigrati, in alcuni Comuni, anche dell’Irpinia, sono guardati con diffidenza e punte di paura, mentre, la nostra storia di popolo di emigranti, ci dovrebbe suggerire ben altro atteggiamento. Ma, come dicevo all’inizio, gli errori che si commettono nel passato devono servire da lezione per il futuro. Davanti a noi si spalancano le porte di un nuovo anno. Lo sforzo che ciascuno deve compiere è quello di contribuire a far deporre le armi per conseguire l’obiettivo della pace. Troppe guerre insanguinano il pianete, anche se per molte di esse non c’è una grande ribalta. Occorre ispirarsi ai valori fondanti della comunità civile e proiettare la propria azione con il pensiero rivolto al superamento delle differenze, alle grandi battaglie per una giustizia sempre più giusta, per una società civile che si senta sempre impegnata nel costruire una solida convivenza delle comunità. C’è un grande lavoro da fare soprattutto nelle regioni meridionali affinché esse non si distanzino sempre più da quelle del nord. E’ una sfida alta, antica e mai risolta. Per far questo occorre mobilitare le coscienze, non arrendersi alla malapianta che tiene prigioniero il territorio, impegnandosi a selezionare una nuova classe dirigente capace di restituire dignità alla politica che ha perso credibilità e, molte volte, anche l’onore. A mio avviso occorre invertire quella tendenza che ancora oscilla tra la rassegnazione e la prepotenza, restituendo al concetto del fare il valore del bene comune.

edito dal Quotidiano del Sud

di Gianni Festa

Condividi

Picture of admin

admin

Lascia un commento

Cronaca

Una perturbazione in transito sull’Europa centrale accentuerà fenomeni di instabilità su parte della dell’Italia, con rovesci e temporali anche intensi….

La Polizia di Stato mette in guardia i cittadini da una nuova e insidiosa truffa informatica. Attraverso false e-mail che…

Nel corso della decorsa notte poliziotti della squadra volante sono intervenuti in soccorso di una cinquantenne avellinese che aveva tentato…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

E’ il concertone che ti aspetti, pieno di ritmi ed energia, una festa in musica capace di conquistare il grande pubblico, dai grandi ai piccini. facendo cantare a squarciagola e ballare. A salire sul palco di piazza Libertà, in una bellissima cornice di pubblico, sono dapprima il rapper O tsunami,...

La prima giornata al PalaDelMauro per l’Halley Campania Avellino Basket è stata inaugurata da una doppia seduta sui legni del parquet avellinese, con coach Gennaro Di Carlo a dirigere il primo allenamento. Tutti disponibili gli atleti biancoverdi, con Mussini e Dell’Agnello a lavorare a parte. A completare l’organico i giovani...

Il sorriso dell’estate, i corpi distesi sui teli, gli anziani con le seggiole, gli occhi delle ragazze e dei ragazzi che si incontrano, i bambini in bicicletta, la notte che si accende quando cala il buio e si vedono le stelle mentre è il cinema ad illuminare la piazza. Dal...

Mirabella Eclano – Una riflessione su quanto sta accadendo nella cittadina della media valle del Calore, a partire dall’incertezza che accompagna la tirata del Carro, giunge da Claudio Bruno, responsabile delle pagine di “Voce di Aeclanum”, foglio di informazione che è edito proprio a Mirabella. Bruno sottolinea, infatti, che “lo...

Ultimi articoli

Attualità

Mirabella Eclano – Una riflessione su quanto sta accadendo nella cittadina della media valle del Calore, a partire dall’incertezza che…

di Michele Zarrella Il Servizio per il cambiamento climatico di Copernicus (C3S), uno dei programmi chiave dell’Unione Europea per monitorare…

di Raffaele Sabatino Esiste una ferita silenziosa nel cuore della modernità, una crepa invisibile che si allarga ogni volta che…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy