Domenica, 6 Settembre 2026
05.07 (Roma)

Ultimi articoli

Se il mondo ti crolla addosso

 

Quando pensi che il mondo ti sia crollato addosso e che davanti non vedi prospettiva di rinascita, ecco, d’improvviso, avanzare una sorpresa che ti riporta al desiderio di credere. E tutto ciò che era stato, pur in una dimensione straordinaria, diventa memoria, ricordo. Da conservare e custodire gelosamente, come energia capace di rinnovare senza più errori del passato. Ho fatto questa considerazione in un Natale ormai alle spalle, allorché in molti punti della nostra Irpinia si sono accese fiammelle di solidarietà che, sia pure per poco, ci hanno riconciliato con lo spirito. Cosa molto difficile di questi tempi in cui la paura si coniuga con l’egoismo e diventa sempre più raro schierarsi dalla parte degli ultimi. Certo, sono ancora troppo poche le luci necessarie ad illuminare la povertà e a fare in modo che essa possa trovare risposte decise, ma è già qualcosa ritrovare la capacità di stendere una mano verso chi è stato nella vita meno fortunato. Un ruolo decisamente propositivo lo ha svolto la chiesa che, sulla spinta e il monito di Papa Francesco, rompendo ogni forma di chiusura, si è aperta all’indigenza. Un esempio di questo comportamento è venuto da Capocastello di Mercogliano, dove un parroco di trincea, don Vitaliano, ha fatto dell’accoglienza un sincero comandamento. Vedere tanti immigrati nella notte della vigilia di Natale con il sorriso è una scena commovente per chi legge nei loro occhi il dramma di una radice spezzata. Lì si è toccato con mano che cosa vuol dire essere fratelli in Cristo e, per chi non è credente, il superamento delle differenze. E come per don Vitaliano, altri testimoni in altri comuni irpini hanno dato un grande esempio di solidarietà. Viviamo in un mondo in cui la voracità del possesso scatena guerre e violenza. Il petrolio del Medio Oriente sta tingendo di nero, per volontà delle superpotenze, una terra di antiche civiltà e di immensa cultura. Le religioni vengono usate come strumento di divisione, dando vita ad un fanatismo non più comprensibile. Né sopportabile. Tutto sembra far parte di un circolo vizioso nel quale si agitano sentimenti di odio e di violenza. Sono i più deboli a pagare. Popoli e bambini inermi vengono annientati, mentre le forze del male prendono il sopravvento, creando angoscia in ogni parte del mondo, con azioni terroristiche difficilmente controllabili. In questo contesto la nostra Italia rischia molto. Non solo perché è sede di antica religiosità cristiana, ma anche perché i suoi simboli sono di tale straordinaria bellezza da far salire sempre più il livello della sfida. Le sei Domus a Pompei, inaugurate alla vigilia di Natale dal premier Renzi, sono un piccolo scrigno di questo Paese dalle bellezze straordinarie. Eppure, proprio in questo nostro paese, molto resta ancora da fare sul piano dell’eguaglianza sociale. Si pensi allo sfascio della sanità, in particolare nelle regioni meridionali. Ai costi insopportabili che lievitano per la scarsa qualità della classe dirigente politica, spesso in combutta con i poteri criminali. Non solo. Si pensi alla mancanza di centri di alta specializzazione e di ricerca, mentre aumentano sempre di più i cosiddetti “viaggi della speranza” verso il Nord e non solo. Gli anni più recenti sono stati vissuti all’insegna della cancellazione dello stato sociale, con l’illusione che in esso si annidassero le ragioni dell’aumento del deficit di bilancio statale e non, invece, in quella montagna di sprechi che hanno accompagnato il malcostume della politica. Così ancora una volta sono stati i meno abbienti a dover pagare un costo sociale. Non va d’altra parte, dimenticato che in questi ultimi anni una nuova realtà, difficilmente immaginabile, si è presentata davanti ai nostri occhi: l’emigrazione. L’Italia, più degli altri paesi, ha vissuto questa emergenza tra non poche difficoltà. Ma anche senza una progettualità capace di regolamentare i flussi e le risorse. Ancora oggi gli immigrati, in alcuni Comuni, anche dell’Irpinia, sono guardati con diffidenza e punte di paura, mentre, la nostra storia di popolo di emigranti, ci dovrebbe suggerire ben altro atteggiamento. Ma, come dicevo all’inizio, gli errori che si commettono nel passato devono servire da lezione per il futuro. Davanti a noi si spalancano le porte di un nuovo anno. Lo sforzo che ciascuno deve compiere è quello di contribuire a far deporre le armi per conseguire l’obiettivo della pace. Troppe guerre insanguinano il pianete, anche se per molte di esse non c’è una grande ribalta. Occorre ispirarsi ai valori fondanti della comunità civile e proiettare la propria azione con il pensiero rivolto al superamento delle differenze, alle grandi battaglie per una giustizia sempre più giusta, per una società civile che si senta sempre impegnata nel costruire una solida convivenza delle comunità. C’è un grande lavoro da fare soprattutto nelle regioni meridionali affinché esse non si distanzino sempre più da quelle del nord. E’ una sfida alta, antica e mai risolta. Per far questo occorre mobilitare le coscienze, non arrendersi alla malapianta che tiene prigioniero il territorio, impegnandosi a selezionare una nuova classe dirigente capace di restituire dignità alla politica che ha perso credibilità e, molte volte, anche l’onore. A mio avviso occorre invertire quella tendenza che ancora oscilla tra la rassegnazione e la prepotenza, restituendo al concetto del fare il valore del bene comune.

edito dal Quotidiano del Sud

di Gianni Festa

Condividi

Picture of admin

admin

Lascia un commento

Cronaca

​Facendo seguito agli incontri avviati nell’imminenza del rogo sviluppatosi nella zona industriale di Airola, in una riunione a Montesarchio, nel…

Nella tarda serata di ieri poliziotti della Questura di Avellino, nell’ambito di specifici servizi finalizzati a contrastare il consumo di…

Continua incessante l’opera di prevenzione e repressione in ordine al controllo sul rispetto delle normative per la detenzione di armi…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Arriva dai vescovi della Metropolia di Benevento una nota per unire la propria voce a quella di mons. Antonio Di Donna, presidente della Conferenza Episcopale Campana, pastore di una terra “fortemente segnata anch’essa dal problema di un inquinamento che è frutto dell’opera dell’uomo, di una forte disattenzione e di visioni...

BAGNOLI – Dopo il collaudo della seggiovia Settevalli, si sono conclusi anche i collaudi degli altri impianti di risalita. Un passaggio tecnico fondamentale che avvicina concretamente la stazione sciistica di Bagnoli Irpino alla riapertura. Un risultato atteso da anni e che rappresenta un punto di svolta nel lungo percorso di...

Prosegue il dibattito sul Pd irpino, avviato dal Corriere dell’Irpinia. A intervenire Luigi Di Fronzo, segretario circolo Pd, “Fontanarosa Democratica” Egregio Direttore, Seguo con estremo interesse il dibattito avviato sul quotidiano da lei diretto circa lo stato di salute del Partito Democratico irpino. Mi presento: sono Luigi Di Fronzo, Segretario...

Anche nel 2026 Milano si conferma al primo posto tra le città italiane per costo della vita. È quanto emerge dall’analisi del Codacons, condotta sui dati dell’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che ha preso in esame un paniere di 20 beni alimentari e 13...

Ultimi articoli

Attualità

Arriva dai vescovi della Metropolia di Benevento una nota per unire la propria voce a quella di mons. Antonio Di…

Serata all’insegna della comicità a Bellizzi, dove venerdì si è esibito in Piazza Napoli il cabarettista Simone Schettino, in un…

​Facendo seguito agli incontri avviati nell’imminenza del rogo sviluppatosi nella zona industriale di Airola, in una riunione a Montesarchio, nel…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy