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La video-inchiesta di Fanpage sui rifiuti (e siamo solo al terzo video sui sette annunciati per 900 ore di trasmissione), ha causato una tempesta mediatico-giudiziaria senza precedenti e già le prime vittime. Si sono dimessi Roberto De Luca, assessore al comune di Salerno e figlio del Presidente della Regione Campania, Lorenzo Di Domenico e Biagio Iacolare, consigliere delegato e Presidente della SMA la società della Regione che cura la gestione dei rifiuti e l’ambiente.

Dai video emerge un quadro inquietante e squallido (che credevamo morto), nel quale il familismo, il clientelismo, l’affarismo ed il connubio politica/affari/ camorra, appaiono ancora vivi e virulenti in un sistema generalizzato di corruttibilità e immoralità: un assessore comunale che riceve un camorrista, riconosciuto nell’ambiente (pentito e che si è prestato a fare da agente provocatore); un signore che prelevava una valigetta nella quale pensa ci siano i soldi di una tangente e non carta straccia; una signora ingioiellata che parla, con candore e disinvoltura, di riciclaggio di denaro sporco. La reazione dei politici è stata generale e risentita.

De Luca ha parlato di metodo squadristico e camorristico e ha minacciato querele. Molti magistrati, tra i quali il pur prudente Cantone, hanno criticato l’utilizzo, da parte dei giornalisti, di un “provocatore”, distinguendolo dall’ agente sotto copertura, infiltrato per scoprire reati, peraltro non ammesso dalla normativa italiana per la corruzione, anche se previsto da una convenzione Onu. Molti, anche giornalisti, si sono soffermati esclusivamente nel criticare l’aver utilizzato, in modo improprio e illegittimo, un agente provocatore –nel caso specifico un ex camorrista pentito- tralasciando lo spaccato maleodorante e fetido di un sistema politico che sta venendo fuori con tutti i miasmi del passato.

Qualcuno, come esempio di buon giornalismo d’inchiesta, ha richiamato il recente film di Spielberg “The post” sull’inchiesta fatta dal giornale sul Presidente Nixon, sottacendo che i documenti top secret pubblicati furono illecitamente trafugati e che la Corte suprema americana, con una sentenza che fece scalpore, decise che l’interesse all’informazione fosse prevalente sui diritti dei singoli. Tutti si sono soffermati sulla differenza tra agente provocatore e infiltrato come se la video inchiesta dei giovani e coraggiosi cronisti fosse da collegarsi ad una indagine giudiziaria, non di loro competenza, e non ad una indagine giornalistica che aveva l’obbiettivo di dimostrare che il sistema dei trattamento dei rifiuti in Campania non è per niente cambiato e che l’intreccio tra familismo, clientelismo ed affarismo, persino camorristico, è quello di sempre. E’ apparso evidente che i politici “ci stanno”, sono corruttibili e questo, di per sé, giustifica il lavoro intelligente e assolve i giornalisti.

Perché un assessore di un Comune, senza che ne avesse alcuna competenza, ha ricevuto certi personaggi e li ha lasciati parlare, senza metterli alla porta? Perché ritirare una valigetta nella quale si presume ci siano soldi per tangenti? Perché non fare una piega alla richiesta di riciclaggio di denaro sporco? E ancora: la situazione e il fiume di denaro che viene bruciato sulla gestione dei rifiuti facendo la fortuna di molti, è cambiato? Sembrerebbe di no se la Regione Campania deve ancora pagare una multa di 120.000 euro, comminata da Bruxelles per “inadempienze strutturali nel ciclo dei rifiuti” e se non si è ancora dato inizio alla realizzazione di essiccatori e digestori prevista fin dal 2014 e data in appalto, comportando l’aumento del costo dell’immondezza (per i cosiddetti fanghi reflui) di circa 4 milioni all’anno? Perché molte gare vanno deserte e il bando di qualcuna viene pubblicato solo due giorni prima della scadenza? E’ solo colpa di una burocrazia, costosissima e incapace, o anche di altro? Perché aziende familiari collegate a questo o quel personaggio dentro al sistema? Perché finora non sono state ancora costruite quelle strutture (termovalorizzatori, isole di compostaggio, impianti per la separazione dei rifiuti, digestori) che avrebbero consentito un sicuro risparmio sui costi di trasporto, anche dei rifiuti che si producono giorno per giorno, e un aumento di manodopera? Perché per trent’anni e più tutti gli amministratori pubblici della Campania (Presidenti di Regione, Consiglieri e assessori regionali, amministratori comunali e provinciali, forze dell’ordine, politici di ogni ordine e grado), hanno chiuso gli occhi nell’indifferenza generale, permettendo il più criminale inquinamento di un vasto ambiente dove la gente continua a morire di tumori? Altro che differenza tra infiltrato e agente provocatore! I politici di oggi, dai più umili amministratori locali ai vertici, non ci dovrebbero dormire la notte! E’ questa la questione meridionale coniugata al presente che dovremmo risolvere da noi, senza aiuti esterni! Invece stiamo ancora a tramandare agli eredi le proprie prebende: De Luca candida il figlio in Parlamento, De Mita il nipote e Mastella la moglie! Poi ci si meraviglia che la gente potrebbe notare 5 stelle!

di Nino Lanzetta edito dal Quotidiano del Sud

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