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Diciamo la verità, è comprensibile che l’improvviso svolgimento degli “Stati generali” dell’economia voluti dal premier Conte abbia suscitato dubbi e perplessità da parte di molti osservatori. E perfino sospetti da parte delle forze di maggioranza, nei giorni in cui i sondaggi confermano che l’apporto elettorale del premier – con o senza una lista propria – potrebbe valere addirittura numeri a due cifre. Innanzitutto, l’idea è apparsa tirata fuori all’improvviso, come il coniglio dal cilindro di un prestigiatore. Assolutamente non discussa con gli alleati. E questo ha permesso al mondo dell’informazione di sbizzarrirsi ancora una volta, aggiungendo un nuovo capitolo alla ormai ricca saga del Grande Fratello sulla presunta onnipotenza di Casalino! Inoltre, ormai ogni iniziativa per raccogliere idee con consultazioni allargate da parte di politici (che sono ben al corrente dei problemi del Paese) appare un po’ strumentale. Questo soprattutto per gli eccessi dei leader della sinistra. Prodi in camper, Veltroni e Renzi in bus si lanciarono in lunghi tour di ascolto. Solo però per rafforzare la loro immagine di leader popolari. Nessuno infatti è riuscito a capire quali brillanti ma misteriorissime idee abbiano raccolto! Detto tutto questo, siamo davvero sicuri che quella degli Stati generali sia davvero solo una iniziativa “da Grande Fratello”, senza finalità concrete e destinata quindi a spegnersi per subitaneo esaurimento? Certamente, al fondo dell’idea della convention – sia pure a porte chiuse – vi è una componente di spettacolarizzazione, prezzo peraltro inevitabile da pagare nella società della comunicazione. Tuttavia, non sono difficili da intravedere alcuni obiettivi politici che fanno da sottofondo all’idea del composto professore di Volturara Appula, che oltre ad aver rivelato solida ambizione, ha dato prova di indubbia disinvoltura politica e di levantina abilità. Sta ora dimostrando doti prima insospettabili. Di mediazione. Di tessitura di rapporti. Di notevole sangue freddo. E capacità di assunzione di responsabilità. Sarebbe da ingenui non pensare che, tra le finalità “occulte” degli Stati generali di villa Torlonia vi sia il legittimo desiderio del premier di consolidare la sua immagine di leader. Anzi, di affermarsi come guida vera del Paese. L’altra finalità è di restituire agli interlocutori europei l’immagine di un’Italia unita (sabotata dal rifiuto del centro-destra a partecipare al confronto). E determinata a fare quanto è necessario per riprendersi dalla pandemia e dalle sue conseguenze. Insieme a questo, è trasparente la forte volontà di consolidare i rapporti tra Italia e Unione europea. Di riaffermare l’intenzione della leadership del nostro Paese di rafforzare i legami politici ed economici con l’Europa. Una radicale inversione di linea rispetto all’irresponsabile e controproducente guerra senza quartiere di Salvini verso l’Ue! Scelta estremamente significativa, nel momento in cui l’Unione europea va finalmente modficando alcuni suoi atteggiamenti. Ora ha dimostrato di voler essere solidale con i Paesi in maggiori difficoltà. Non c’è dubbio, poi, che il summit sia destinato anche a consolidare la reciproca fiducia tra il nostro Paese, la nuova Commissione Von der Layen e la Banca centrale europea, che prosegue nei massicci acquisti di titoli italiani!. Smussare pregiudizi. Chiarire possibili equivoci. Creare nuove convergenze. Questo il cammino obbligato per poter condurre in porto la trattativa finale sugli aiuti finanziari per la ripresa, fino ad ora tenacemente gestita dal premier, da Gentiloni e da Gualtieri. Forse però vi è un’altra finalità, più complessa. Da una parte, preparare il Paese (e il M5S) a una piena accettazione delle finalità politiche del piano della Commissione Ue. Dall’altra, mollare solo gradualmente le riserve personali sull’uso del Mes, sia per ottenere concessioni, sia per non apparire troppo cedevole rispetto alle richieste europee. Una partita non scontata. Dopo la quale verrà quella vera. Dimostrare di saper spendere rapidamente – ma oculatamente – le notevoli somme messe a disposizione del nostro Paese. Su quel terreno si giocherà davvero il destino del governo e del premier!

di Erio Matteo

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