Aumenta la Tari fino al 5 per cento mentre la raccolta differenziata si attesta intorno al 65 per cento, soglia individuata da Arera come parametro di virtuosità. Ma, secondo l’ex sindaco e attuale consigliere comunale di opposizione Gianluca Festa, il collegamento tra i due dati è tutt’altro che automatico.
Nel corso di una conferenza stampa a Palazzo di Città, Festa ha sostenuto che il passaggio del servizio rifiuti da Irpiniambiente a De Vizia ha prodotto un risparmio significativo: “Gli avellinesi risparmieranno, per quindici anni, tra un milione e un milione e quattrocentomila euro. Gli aumenti, invece, sono nei costi del Comune. Il tema non è il costo del servizio, ma perché oggi si paga di più”.
L’ex sindaco mostra i tabulati e punta il dito contro l’incremento della spesa sostenuta dall’ente.
“Sul servizio è stato applicato un aumento di circa il 30 per cento, pari a oltre tre milioni e duecentomila euro di costi che il Comune affronta. È lì che bisogna intervenire”.
Per questo motivo il gruppo di opposizione presenterà un emendamento nel Consiglio comunale di domani.
“Chiederemo la riduzione di quei costi, in particolare degli accantonamenti che, a nostro avviso, sono ingiustificati e ammontano a circa due milioni di euro. Oggi Avellino è una città virtuosa: oltre l’80 per cento dei cittadini paga regolarmente la Tari, il servizio funziona e mantenere un accantonamento con l’aliquota massima del 60 per cento sembra quasi un escamotage. Bisogna distinguere il costo reale del servizio da quello aumentato dall’amministrazione”.
Festa contesta anche la ricostruzione fornita dall’amministrazione sull’incidenza della raccolta differenziata.
“Si sostiene che oggi si paga di più perché è diminuita la percentuale di differenziata. Non è così. Nel 2023 eravamo al 63 per cento con Irpiniambiente e siamo partiti dal 63 per cento anche con De Vizia. La percentuale è rimasta sostanzialmente la stessa. Il problema è un altro”.
Secondo il consigliere basterebbe un provvedimento amministrativo per migliorare ulteriormente i risultati.
“Sarebbe sufficiente un’ordinanza del sindaco per riaprire l’isola ecologica, che funzionava benissimo. Recupereremmo almeno tre punti percentuali. Ma ribadisco che questo inciderebbe poco sulla tariffa, perché la percentuale era praticamente la stessa anche prima dell’aumento. Il vero nodo resta quello degli accantonamenti”.
Nel corso dell’incontro Festa ha affrontato anche il tema del cartellone estivo e dei circa 500 mila euro annunciati dall’amministrazione per finanziarlo.
“Valuteremo il programma alla fine dell’estate, anche sulla base del gradimento dei cittadini. Però mi permetto di ricordare che con circa un milione di euro, nel 2023, riuscimmo a portare ad Avellino artisti come i Negramaro, Achille Lauro, Gaia e Carl Brave”.
Secondo l’ex sindaco, il confronto tra risorse impiegate e qualità degli eventi lascia qualche perplessità.
“Guardando le iniziative annunciate oggi, molte delle quali non sono nemmeno organizzate direttamente dal Comune mi sembra una cifra che non trova corrispondenza. Sono curioso di capire come verranno spesi questi 500 mila euro, perché la metà delle risorse non sembra produrre una qualità pari almeno alla metà del cartellone che avevamo realizzato”.
Infine, Festa critica la scelta dell’amministrazione di affidare la comunicazione istituzionale a una società di Benevento.
“Nulla contro la società incaricata, che avrà certamente le sue competenze, ma spendere circa 40 mila euro fuori città senza coinvolgere i professionisti avellinesi mi sembra un’offesa”.
E conclude: “Quando ero sindaco ho coinvolto tutti, indipendentemente dalle appartenenze politiche. Ad Avellino ci sono professionisti preparati e competenti. Andare a cercarli altrove, senza valorizzare le risorse locali, è una scelta che considero ingiusta. Vedremo cosa ne penseranno anche gli operatori del settore”.


