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Tradizione della pietra in Irpinia: presentata dal Gal la seconda tappa del ciclo “Le iniziative ed il territorio”

E’stata presentata, stamattina,  presso il circolo della stampa la seconda tappa del ciclo “Le iniziative ed il territorio – Fruizione pubblica delle infrastrutture ricreativa e turistica su piccola scala”, un evento promosso dal GAL Irpinia e dai Comuni di Fontanarosa, Bonito e Taurasi.

L’iniziativa si svolgerà il prossimo 16 dicembre a Fontanarosa e prevede laboratori, workshop, degustazioni ed approfondimenti. Un programma ricco ed articolato che è stato presentato questa mattina al Circolo della Stampa di Avellino. L’evento vede il coinvolgimento degli enti locali, dei presidi scolastici, delle realtà produttive ed artigianali dell’area, dando così vita ad una rete che vuole essere portatrice di buone pratiche e che intende sollecitare coesione sul territorio. Al centro dell’azione la pietra, la tradizione degli scalpellini, le prospettive di crescita dell’artigianato artistico irpino.

“Il GAL Irpinia è attualmente impegnato, soprattutto nell’ultima fase, nel completare gli ultimi aspetti delle manifestazioni legate alla gestione precedente”, afferma Giovanni Maria Chieffo, presidente GAL Irpinia. “A partire dal 1° gennaio, avvieremo un nuovo e significativo progetto, e sono lieto di annunciare che questo progetto è stato approvato. Concludiamo in modo diligente questa fase conclusiva del progetto precedente, preparandoci con serietà per la prossima programmazione. Durante questo periodo, abbiamo organizzato diverse manifestazioni, tra cui un’iniziativa dedicata a 25 giovani imprenditori che si sono impegnati a avviare attività artigianali nei centri storici. Abbiamo finanziato tutte e 25 le richieste, erogando un contributo totale di 50 mila Euro a fondo perduto. Questo risultato ha avuto un impatto significativo sulla rivitalizzazione dei centri storici. Va sottolineato che un elemento distintivo di questa iniziativa è stato l’interesse delle scuole, con workshop svolti nelle istituzioni educative, anticipando così la strategia del prossimo progetto. Nel nuovo progetto, dedicheremo uno spazio rilevante al supporto delle scuole nelle zone interne, affrontando le carenze di fondi. Inoltre, offriremo attività sportive, come nuoto ed equitazione, anche nei comuni con la presenza di workhop, concentrandoci soprattutto sui ragazzi meno fortunati e quelli che necessitano di assistenza maggiore. Con questo approccio, miriamo a promuovere una partecipazione più ampia e inclusiva, contribuendo allo sviluppo globale delle comunità coinvolte”.

Fontanarosa è famosa per essere un antico centro dell’arte della pietra, che esplica non solo il ruolo di materiale da costruzione ma diviene elemento estetico e decorativo volto ad esaltare la bellezza dei palazzi signorili tramite l’introduzione di elementi allegorici o naturalistico-floreali. Nei vicoli del centro storico sono innumerevoli le testimonianze scultoree – dagli archi ai portali, dalle fontane alle rifiniture di scale e finestre – che testimoniano la maestria degli scalpellini locali.”Fontanarosa incarna, per così dire, l’essenza, l’anima e l’elemento con cui il nostro piccolo centro si identifica”, ha dichiarato il sindaco Giuseppe Pescatore. “Per lungo tempo è stato un pilastro economico di notevole importanza per la nostra comunità. Anche oggi, seppur leggermente ridimensionato dalle sfide economiche, epidemiologiche e energetiche, continua a svolgere un ruolo significativo. Attualmente, sette opifici a Fontanarosa sono ancora attivi nella lavorazione della pietra, estratta da una cava che produce un pregiato marmo bianco con una sottile venatura rosa. La lavorazione della pietra deve tornare a essere un punto cardine per il nostro paese, non solo dal punto di vista occupazionale, ma anche come fonte di ricchezza per l’intero territorio, nonostante le sfide attuali. È fondamentale rinnovare l’approccio a questa antica arte per adattarla all’era globale. In questo contesto, le iniziative dei GAL e altre attività divulgative sono cruciali. Gli sforzi devono essere costanti, mirati e numerosi per garantire una prospettiva di successo in un panorama economico sempre più complesso. La lavorazione della pietra, come quella della paglia nel nostro passato, risale alle origini della nostra comunità, quando i nostri nonni estraggono questa pietra direttamente dalle cave. Oggi, dobbiamo raccogliere questa eredità e trasformarla in un’opportunità per il futuro, con una visione globale e sostenibile”.

“A Bonito, si trova una pietra particolare, la pietra verde, scoperta da scalpellini di Fontanarosa”, afferma il sindaco Giuseppe De Pasquale. “Questi artigiani hanno manifestato l’interesse di individuare e lavorare questa pietra verde nel nostro paese. Tuttavia, ritengo che questo progetto vada oltre l’artigianato della pietra, come nel caso del gallo, poiché mira a recuperare le antiche tradizioni artigianali. Ogni paese ha avuto artigiani di grande rilievo, e Bonito può vantare la presenza di Salvatore Ferragamo, un artigiano della scarpa che ha iniziato la sua carriera proprio nel nostro paese, prima di trasferirsi negli Stati Uniti. Ferragamo non si limitava a essere un calzolaio tradizionale, ma era anche un creatore di scarpe. Dunque, i nostri territori devono comprendere che esiste ancora un potenziale di sviluppo attraverso il recupero delle antiche tradizioni artigianali. Se in passato ciò riguardava la lavorazione della pietra, ora potrebbe essere il momento dei calzolai, così come di altre tradizioni. Nonostante il numero limitato, c’è ancora una tradizione da riscoprire, come nel caso dei falegnami nel mio paese. In passato, c’erano decine di falegnami che lavoravano il legno con maestria, oggi ne rimane solo uno. Tuttavia, vediamo ancora opportunità per i giovani di ravvivare queste antiche produzioni, preservando un artigianato di nicchia e di qualità. Se riusciremo in questo, saremo in grado di offrire una prospettiva promettente per le future generazioni”.

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