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Dai Trasporti a Scuola e Università: dopo il presidio a Napoli della Cgil nuova giornata di protesta per Gaza

Un giornata di protesta nazionale di 24 ore indetta da Usb e dai sindacati di base (Cub, Adl, Sgb) per esprimere solidarietà alla popolazione civile palestinese della Striscia di Gaza. Ad incrociare le braccia saranno i lavoratori che operano in diversi comparti, dalle ferrovie al trasporto pubblico locale, dai porti ai taxi, ai quali va aggiunto il personale di scuole e università. Resta escluso invece il settore aereo.

Allo sciopero proclamato dalla Usb nell’ambito della mobilitazione generale a sostegno della Palestina che riguarda tutte le categorie del lavoro, senza distinzioni tra ambiti pubblici e privati, si affianca quello proclamato dalle sigle Conf.S.a.i., Cisle e Conalpe che coinvolgerà tutto il personale docente e Ata (Amministrativo tecnico e ausiliario) delle scuole pubbliche, comunali e private, del personale educativo dei servizi educativi per l’infanzia (anche i nidi) e del personale insegnante delle scuole gestite dagli enti locali. Anche in Irpinia dovrebbe essere consistente il numero dei docenti che aderiranno alla protesta.

E’ Luisa Bocciero, docente del liceo Virgilio a sottolineare come “Il nostro ruolo non si esaurisce nell’insegnare la storia, la matematica o le scienze. Noi abbiamo la responsabilità di formare cittadini consapevoli, critici e, soprattutto, empatici. E come possiamo chiedere ai nostri studenti di lottare per la giustizia e la dignità umana se noi stessi restiamo indifferenti di fronte a una delle più grandi tragedie del nostro tempo?
Scioperare non è solo un atto di protesta, ma un’azione educativa potente. È la dimostrazione che i valori che insegniamo non sono parole vuote, ma principi per cui vale la pena agire. È l’opportunità di mostrare ai nostri studenti che l’educazione è uno strumento per il cambiamento sociale, che la scuola è un luogo dove si coltiva il senso civico e la solidarietà.
Non voltiamo le spalle a Gaza. Alziamo la nostra voce, usiamo la nostra forza collettiva per far sentire il nostro dissenso. Aderiamo allo sciopero per mostrare che la scuola italiana non è una torre d’avorio, ma una comunità che si indigna e si schiera dalla parte della pace, della giustizia e della vita”.

“La scuola ha il compito di formare coscienze critiche e consapevoli, capaci di rompere l’anestesia sociale che rischia di paralizzare la società di fronte a tragedie come quella di Gaza – afferma la direttrice del network educativo “Dalla parte dei bambini” Rachele Furfaro – Parlare di pace, giustizia sociale, cooperazione e solidarietà significa riaffermare la funzione educativa essenziale: costruire mappe emotive e culturali che garantiscano la convivenza civile tra i popoli”.
Il Collegio dei docenti aggiunge: “In meno di due anni, il numero delle vittime ha raggiunto dimensioni inimmaginabili. Non si tratta soltanto di un richiamo all’empatia, ma di una questione di giustizia e di rispetto della vita, valori che una comunità matura non può ignorare né affrontare con indifferenza. Scegliere di discutere in classe del genocidio in corso a Gaza – aggiunge Furfaro – è un modo concreto e qualificante per tutelare le ragioni educative della scuola. È la scuola, infatti, l’unica istituzione in grado di rompere l’anestesia sociale in cui siamo precipitati. Immaginare un altro mondo è necessario e così diventa trasformativo insegnare la pace e la giustizia sociale, sviluppare la cooperazione tra le persone e tra i popoli, praticare la solidarietà, tutelare il pianeta, immaginare una cittadinanza planetaria”. A Napoli la manifestazione partirà, alle 9.30 da piazza Mancini mentre a Salerno l’appuntamento è alle 9 al Porto Varco Ponente di Salerno. In Irpinia sarà Grottaminarda ad accogliere il presidio alle 10 in piazza XVI Marzo. L’obiettivo è quello di estendere la mobilitazione in tutti i territori, luoghi di lavoro, scuole e piazze,, fino a che il genocidio in corso non sarà fermato, fino all’interruzione della cooperazione militare ed economica con Israele e l’apertura di un corridoio umanitario

Venerdì scorso, intanto, a scendere in piazza a Napoli per Gaza è stata la Cgil, presente alla manifestazione anche una delegazione di Avellino, guidata dalla segretaria provinciale Italia D’Acierno per ribadire che  “La CGIL sta da quella parte da sempre e per sempre…non vogliamo assistere inermi al genocidio di un popolo,diritti, lavoro, pace e democrazia”. Un presidio per chiedere di fermare il genocidio e la deportazione  del popolo palestinese, aprire un corridoio umanitario e  dire basta al silenzio e alla  complicità delle istituzioni. “La nostra regione, sottolinea il segretario generale di Napoli e Campania, Nicola Ricci, è  una di quelle che hanno  offerto la disponibilità ad ospitare famiglie e studenti palestinesi. Omar Suleiman attore, regista e attivista palestinese, a Napoli da cinquant’anni, dice : “Da due anni chiediamo la fine del genocidio, che invece va avanti con maggiore violenza”. Un presidio accompagnato da uno generale che ha raggiunto in alcuni settori punte dell’80 per cento.

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