– di Egidio Leonardo Caruso–
Dopo la pausa estiva e il prolungamento della Cig fino a ottobre 2026, con il rientro graduale delle tute blu a lavoro, che dovrebbe completarsi entro il 24 ottobre 2026, il futuro dell’unico stabilimento italiano per la produzione di autobus, resta in bilico insieme a quello di un intero territorio. Tuttavia da giorni si rincorrono voci su una presunta trattativa per l’acquisizione della Menarinibus S.p.A. da parte del colosso cinese BYD, leader nella produzione di veicoli elettrici, batterie e ricambi auto.
Tutto inizia nel 1995 quando nasce l’azienda per la produzione di batterie al litio, nel corso del tempo si evolve diversificando la propria produzione in diversi settori, tra cui: trasporti, energia, tecnologia, nel 2003 decide di espandersi nel settore della produzione automobilistica, lanciando la divisione BYD Auto. La vera svolta avviene nel 2008, quando BYD decide di compiere il passo decisivo verso l’elettrificazione con il lancio del suo primo veicolo full electric, da quel momento la spinta all’innovazione e allo sviluppo tecnologico nell’ottica della sostenibilità, fanno di BYD un leader globale nella produzione di veicoli elettrici. Nel 2025 l’azienda ha raggiunto il traguardo dei 15 milioni di NEV prodotti, veicoli a nuova energia, che comprendono sia i modelli 100% elettrici (BEV) sia elettrificati, dotati dell’innovativa tecnologia Super Hybrid con sistema DM. Nei primi undici mesi del 2025 la produzione totale ha raggiunto 4,182 milioni di veicoli, con un aumento dell’11,3% su base annua; nello stesso periodo le vendite all’estero, hanno toccato quota 917.000 unità, superando il totale registrato nell’intero 2024, mentre la presenza globale di BYD si estende attualmente in oltre 110 Paesi e regioni.
Sempre dai numeri resi noti dall’azienda nei primi mesi del 2026, la crescita di BYD nel mercato dei veicoli NEV, continua e si consolida con 3.553 immatricolazioni, e una quota di mercato del 2,5%, segnando un ulteriore passo avanti nel percorso di crescita.
Quanto descritto rafforza l’idea della multinazionale cinese di espandere sempre più i propri orizzonti e interessi in Europa e in particolare in Italia, questa volta ad interessare sarebbe il settore della produzione di autobus elettrici, con gli stabilimenti del gruppo Menarinibus S.p.A. di Bologna e Valle Ufita (Flumeri), attualmente di proprietà del Gruppo Seri Industrial S.p.A. di Vittorio Civitillo. Al netto degli sforzi e dei discreti risultati ottenuti soprattutto nel 2025, il progetto industriale non è mai riuscito a decollare definitivamente e soprattutto stabilmente, sia per la mancanza di gare pubbliche che per la totale assenza di nuove commesse, con l’inevitabile incertezza sugli investimenti nonché sul futuro produttivo, culminate con l’annuncio lo scorso 5 maggio, presso la sede di Confindustria Avellino, di ulteriori tredici settimane di cassa integrazione, che si sommano alle precedenti tredici, con una proroga ulteriore come detto.
Non si possono inoltre tralasciare i due grandi assenti di questa vertenza infinita, cominciata con l’addio di Iveco Bus alla Valle Ufita nel 2011, il Governo e la Regione Campania, che al netto delle rassicurazioni e delle passerelle elettorali, hanno inciso poco o nulla nella risoluzione della vicenda. Ricordiamo che in occasione della visita del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso nel gennaio 2025, c’era stato l’impegno per il rilancio produttivo del sito ufitano, mediante l’individuazione di un socio internazionale forte per aprirsi a nuovi mercati, stando ad alcune indiscrezioni degli ultimi giorni, riprese da una nota emittente televisiva locale, finalmente pare che possa esserci la svolta decisiva, come accennato in precedenza, con il colosso cinese BYD, che sarebbe pronto a rilevare la Menarinibus di Flumeri, che cambierebbe la propria mission produttiva, realizzando auto elettriche e non più autobus.
La trattativa sarebbe in fase avanzata e avrebbe subìto un’importante accelerata a fine agosto, con la visita in Valle Ufita di di Stella Li, Vicepresidente esecutivo e CEO di BYD Company Limited, accompagnata da rappresentanti del Ministero delle Imprese, qualora il tutto dovesse concludersi positivamente, la produzione di autobus verrebbe trasferita nel sito di Bologna.
Da parte delle organizzazioni sindacali in Valle Ufita si registra un tiepido ottimismo rispetto alla soluzione prospettata, Gaetano Altieri Segretario Provinciale UILM Irpinia-Sannio:” al momento si tratta solo di voci, per quanto ne sappiamo non c’è nulla di ufficiale, qualora queste indiscrezioni fossero confermate si tratterebbe certamente di una notizia positiva. Parliamo di un grande gruppo internazionale sappiamo in maniera informale che ci sono dei contatti con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, per fare chiarezza sul futuro anche rispetto alle notizie che circolano, abbiamo richiesto una nuova convocazione presso il MIMIT, vogliamo leggere questo ritardo nella convocazione in chiave positiva”.
“Ricordiamo che attualmente c’è ancora la Cig, le maestranze stanno cominciando gradualmente a rientrare, ma nonostante la richiesta di convocazione inoltrata alla proprietà come sindacato, ad oggi non abbiamo ottenuto nessuna risposta, ribadisco che l’eventuale ingresso di BYD potrebbe certamente rappresentare una soluzione positiva per risollevare le sorti dello stabilimento. Certo vanno chiariti bene diversi aspetti: come arriva questo nuovo soggetto industriale? Quali sono nel concreto le reali intenzioni e prospettive di sviluppo a lungo termine? Considerando l’esperienza e il know-how di questo player internazionale, anche nel settore della produzione di autobus, ci permetterebbe di entrare in nuovi mercati, cosa che non può che farci piacere.
Anche qualora si dovesse decidere di cambiare la produzione passando alle auto elettriche, per quanto ci riguarda quello che interessa, è soprattutto capire il progetto reale, poi qualunque cosa si decida di produrre va bene, se è in grado di garantire una prospettiva futura in termini di stabilità occupazionale e continuità produttiva, bisogna assolutamente fare chiarezza sul futuro e ripartire al più presto”.


