Sabato, 23 Maggio 2026
03.41 (Roma)

Ultimi articoli

Turchia: se torna il Sultano

 

Il 16 aprile si è svolto in Turchia il referendum sulla approvazione della “riforma” costituzionale approvata a gennaio dal Parlamento, che modifica 18 articoli della Costituzione instaurando un regime autoritario fuori dallo schema dello Stato di diritto, trasformando il Capo politico (il Presidente della Repubblica) in una sorta di nuovo Sultano. Il nuovo testo della Costituzione trasforma la forma di governo in un regime iperpresidenziale, nel quale il Capo dello Stato, già eletto dal popolo in base alla revisione costituzionale del 2007, diventerebbe il Capo del potere esecutivo. Potrebbe essere rieletto per altri due mandati; nominerebbe i ministri; avrebbe il potere di sciogliere il Parlamento e di fare ricorso a decreti con forza di legge non sottoposti al controllo parlamentare; designerebbe 6 dei 13 membri del Consiglio dei giudici e dei procuratori (gli altri 7 sarebbero eletti dai 3/5 del Parlamento e quindi sarebbero tutti o in parte espressione della maggioranza) e 12 dei 15 componenti della Corte costituzionale. In pratica si tratta di un testo fatto su misura per assicurare un potere quasi assoluto al Presidente Erdogan e al Partito islamista che è al governo dal 2002. Si tratta di una riforma che per la Turchia ha il sapore del ritorno all’antico, della restaurazione del Sultanato, cancellando il percorso di costruzione dello Stato di diritto avviato dal fondatore della Turchia moderna, Kemal Ataturk. La vicenda turca si inserisce nel quadro della trasformazione in senso antidemocratico delle Costituzioni o della loro violazione aperta con leggi che limitano i diritti fondamentali e annullano i poteri degli organi di garanzia, come la magistratura e la Corte costituzionale, che si sta verificando in vari Paesi europei (come l’Ungheria e la Polonia). Ma non è estranea al tentativo in atto anche all’interno di democrazie mature di ridurre gli spazi di libertà e di ridimensionare la democrazia rappresentativa e partecipativa a vantaggio del predominio del potere esecutivo e del suo “capo”; tentativo che si è sviluppato anche in Italia, con la riforma Boschi/Renzi, che il popolo italiano ha affossato con lo storico voto del 4 dicembre. Probabilmente anche il popolo turco avrebbe bocciato la riforma se il voto fosse avvenuto in condizioni di libertà e senza brogli. Stando ai dati diffusi, avrebbe vinto il Sì con il 51,2% dei voti, con uno scarto di 1,3 milioni di voti di differenza, ma sono 2,5 milioni le schede sospette di brogli denunciate dalla missione degli osservatori internazionali dell’OSCE. Il referendum si è svolto in condizioni di grave e generalizzata intimidazione, contrassegnate dal prolungamento dello stato di emergenza instaurato dopo il fallito colpo di stato del 15 luglio 2016, che ha portato al licenziamento di circa 150.000 dipendenti pubblici, fra i quali quasi la metà dei giudici e dei pubblici ministeri e un alto numero di docenti universitari, alla chiusura di giornali, di radio e televisioni, di scuole e di associazioni, all’arresto di migliaia di persone con l’accusa di complicità con il terrorismo, fra le quali più di 80 giornalisti e molti esponenti, anche parlamentari e fra questi i due co-presidenti, della seconda forza di opposizione del Paese, il Partito democratico dei popoli. La consultazione elettorale si è svolta in condizioni simili a quelle in cui si svolsero le elezioni politiche in Italia il 6 aprile del 1924, quando il listone del PNF si assicurò il 60% dei voti, dopo una campagna elettorale fondata sul manganello, che rese fisicamente impossibile alle opposizioni di alzare la testa. E’ noto che l’esponente più autorevole dell’opposizione, Giacomo Matteotti, in un drammatico discorso tenuto alla Camera il 30 maggio del 1924, chiese l’annullamento delle elezioni, denunciando una serie di violenze, illegalità ed abusi commessi dai fascisti. La risposta del regime fu il rapimento e l’uccisione dell’on. Matteotti, a cui seguì, due anni dopo, l’esclusione dal Parlamento di tutti i deputati dell’opposizione. Anche oggi l’opposizione democratica in Turchia chiede l’annullamento della consultazione elettorale. Purtroppo non possiamo farci illusioni: il dramma ormai si è consumato.
edito dal Quotidiano del Sud

Condividi

Picture of admin

admin

Lascia un commento

Cronaca

Corsi fantasma all’Alto Calore: stamane sono stati riuniti i due procedimenti aperti dalla Procura della Repubblica di Avellino sulle ore…

Minacce al sindaco di Taurano Michele Buonfiglio per l’attivismo della sua amministrazione sui beni confiscati alla criminalità organizzata. Lo ha…

I carabinieri della Compagnia di Montella hanno dato esecuzione all’ordinanza di misura cautelare personale degli arresti domiciliari, con contestuale applicazione…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Il fiato ha cessato di far suonare le trombe. Saranno le urne elettorali a dare i voti a conclusione di una campagna elettorale tra le peggiori degli ultimi decenni. Il tono dei candidati sindaci è stato privo di novità. L’elenco del passato si è scontrato con l’assoluta latitanza di progetti...

“Dall’altra parte c’è la corazzata Potemkin”, dice Ugo Maggio aprendo il comizio finale di Gianluca Festa. Stessa location del comizio di chiusura di Laura Nargi, a piazzetta Agnes. L’ex presidente del consiglio comunale fa riferimento al centrosinistra. “Se non raggiungono il quorum al ballottaggio la vittoria è nostra”, sentenzia. Tocca...

Dalla vittoria di Avellino alla guida del paese. E’ il concetto che ritorna nelle parole dei leader della coalizione di centrosinistra a sostegno di Nello Pizza, nel comizio conclusivo di piazza Libertà, salutato da un bagno di folla. Ma sono le parole della figlia Maria Chiara a scaldare la serata:...

Ultimi articoli

Attualità

E’ nella sua capacità di unire, abbattendo steccati, il senso profondo della processione di Santa Rita, che attraversa la città,…

Adips Campania accoglie con vera soddisfazione il pacchetto di politiche sociali denominato “Inclusione”, presentato dal Presidente della Regione Campania, Roberto…

La dottoressa Angela Marcarelli, coordinatrice di Cittadinanzattiva Montefalcione Avellino Bassa Irpinia e della rete Tribunale Diritti del Malato di Avellino…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy