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Un solco tra cittadini e politica 

Il solco fra i cittadini e la politica diventa ogni giorno più profondo e non si fa nulla per diminuirlo, anzi si fa di tutto per renderlo sempre più profondo. La legge elettorale approvata alla Camera è l’ultimo esempio. Renzi e Berlusconi sono tra i protagonisti più determinati a trasformare la nostra democrazia in una oligarchia di poteri: ma non i soli. Hanno tentato persino di modificare la Costituzione per raggiungere lo scopo ma gli elettori lo hanno impedito.
Tuttavia non demordono e si apprestano a fare l’ennesimo inciucio con la legge elettorale e con una strategia di comportamenti e di stili che – di fatto- tendono a limitare gli effetti dei principi e delle norme della Costituzione. I notisti politici definiscono “democratura” il misto di democrazia e dittatura che si sta instaurando in Italia e che porta ad uno scadimento della democrazia avviandolo verso un potere se non autoritario sicuramente oligarchico. Il metodo e la sostanza della nuova legge elettorale licenziata dal la Camera dei deputati, con tre voti di fiducia, va in questa direzione. Sulla qualità della legge i giudizi sono generalmente uniformi persino in larga parte della maggioranza. I notisti politici, gli uomini di cultura, i cittadini comuni divergono solo nel grado di quantificarne il contenuto in negativo. E’ un pateracchio, una pessima legge; una legge demenziale, brutta ed immorale (Mieli, non sospettabile di simpatie di sinistra)) e via di questo passo. Di certo è una legge che non garantisce governabilità neanche con le larghe intese. E’ stata fatta, con respiro cortissimo, solo per “fottere” (è il termine adatto in questo clima politico inqualificabile!) il M5S e la sinistra del PD e per favorire un possibile inciucio tra Renzi e Berlusconi. Ma non è detto che ci si riesca perché, spesso, il diavolo fa le pentole e non i coperchi. Senza sottacere con sdegno, (“e ‘l modo ancor m’offende” -Dante: Inf. V) la volontà di appioppare l’ennesimo schiaffo agli elettori ai quali viene –sostanzialmente- impedito di scegliersi i propri rappresentanti. Le motivazioni risibili della schiera dei servitori, proni ai capi pur di conservare il proprio cadreghino, offendono l’intelligenza degli interlocutori e degli elettori per l’arroganza e mancanza di pudicizia con la quale ripetono, in litania, frasi fatte e scollegate fra loro senza entrare mai nel merito della legge che, potrebbe addirittura ritorcersi contro e aumentare la protesta e l’astensione. Se l’antipolitica monta nel Paese, e la crescita del M5S e l’astensione ne sono la prova, i signori della politica avrebbero dovuto esaminarne le cause e correggerne gli effetti. La trasformazione dei partiti divenuti sempre più personalizzati e populisti senza una idea di società o progetti credibili, non riescono a nascondere il perseguimento del potere, la difesa di interessi di parte e di gruppi e l’allineamento ai poteri forti del capitalismo finanziario, li sta rinchiudendo in un cul de sac dal quale non riescono ad uscirne. Avrebbero dovuto, se avessero avuto il senso dello Stato o almeno essere più saggi, avvertire il bisogno – dal momento che non sono in grado di offrire soluzioni- di passare la palla agli elettori e di far loro scegliere i rappresentanti con un sistema il più proporzionale possibile omogeneizzando le due leggi corrette dalla Consulta per Camera e senato. La politica avrebbe dovuto successivamente trovare soluzioni di equilibrio rispettando la volontà popolare. Si marcia, invece nella direzione opposta e si toglie ai cittadini la possibilità di concorrere a determinare le scelte politiche Che fare? E’ auspicabile che i cittadini si riapproprino della politica e, ciascuno nel proprio ambito, dare il proprio contributo per evitare la deriva. All’indignazione – come suggeriva il grande vecchio della resistenza al nazifascismo Sthephane Hessel, dovrebbe seguire l’IMPEGNO: più senso civico e più partecipazione democratica. Vivaddio non tutti i politici sono uguali: ne esistono anche di seri e onesti. Cominciamo col votare questi e scegliamo, per esempio, tra i partiti che hanno detto no alla nuova legge elettorale. Sbertucciamo e fischiamo i tromboni che ci prendono per il naso. Per quelli presenti in programmi televisivi cambiamo canale. Coloro che si oppongono a questa politica trovino il coraggio delle grandi occasioni storiche. La sinistra dia l’esempio nel ritrovarsi unita e compatta come nella Resistenza. Sarebbe un grande esempio. Poi le scuole, i giovani, il volontariato, i cattolici ascoltino più gli insegnamenti di Papa Francesco che le balle dei vari Renzi, Berlusconi, Salvini, Grillo. E’ possibile che in Italia, culla della civiltà e del diritto, non si possa spazzare via una classe politica mediocre, arrogante e corrotta senza ricorrere alla protesta o all’uomo della Prtovvidenza!

di Nino Lanzetta edito dal Quotidiano del Sud

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