Sindaco Aquino, perché l’Amministrazione comunale ha deciso di intitolare una piazzetta a Ciriaco De Mita?
“Abbiamo voluto rendere omaggio a una delle personalità irpine che hanno avuto un ruolo di primo piano nella storia politica e istituzionale della Repubblica. De Mita è stato segretario nazionale della Democrazia Cristiana e Presidente del Consiglio dei ministri, oltre ad aver ricoperto numerosi altri incarichi istituzionali. Intitolargli uno spazio pubblico significa affidare alla memoria collettiva una parte importante della storia dell’Irpinia e dell’Italia, offrendo soprattutto alle nuove generazioni l’occasione di conoscerla e approfondirla”.
Non a caso una piazzetta vicina alla scuola?
“È una scelta che ha per noi un significato particolare. Una piazza è per definizione un luogo di comunità, di incontro e di confronto. Abbiamo scelto uno spazio vicino alla scuola perché De Mita lascia anche un’eredità culturale, oltre che politica. La riflessione sulle istituzioni, sulle riforme, sulle autonomie e sulla capacità della politica di interpretare i cambiamenti della società ha attraversato una parte significativa della sua esperienza pubblica. Collocare il suo nome accanto a un luogo dedicato alla formazione dei ragazzi vuole creare idealmente un ponte tra memoria e futuro. Vorremmo che quella targa diventasse anche un invito a studiare, conoscere e comprendere la storia delle nostre istituzioni”.
Che rapporto ha avuto De Mita con l’Irpinia?
“L’Irpinia è stata una componente centrale della sua esperienza politica e istituzionale. Da questa terra partì il suo percorso e qui tornò anche nell’ultima fase della sua attività pubblica, ricoprendo la carica di sindaco di Nusco. La sua è una figura che appartiene ormai alla storia politica italiana e, come accade per personalità che hanno attraversato stagioni tanto lunghe e complesse, è stata naturalmente oggetto di giudizi differenti. Con questa intitolazione intendiamo ricordarne il rilievo istituzionale e il legame profondo con il territorio irpino”.
La cerimonia avrà una partecipazione istituzionale significativa.
“Sì. Domenica 27 settembre, alle ore 17:30, avremo l’opportunità di ascoltare testimonianze provenienti da esperienze e sensibilità differenti. Dopo il mio saluto, il giornalista Luigi Pisano modererà gli interventi di Mario Vanni, sindaco di Altavilla Irpina; Enzo Venezia, già sindaco di Avellino; Enzo De Luca, già senatore; e Gianfranco Rotondi, parlamentare. Parteciperanno inoltre il presidente della Provincia di Avellino Fausto Picone e il prefetto di Avellino Franca Fico. Sarà soprattutto un momento istituzionale e di memoria condivisa”.
Lei appartiene a una generazione politica molto distante da quella di De Mita. Cosa può lasciare quella stagione a un giovane amministratore?
“Le stagioni politiche cambiano, cambiano i partiti, le idee, il linguaggio e gli strumenti. Ciò che non dovrebbe cambiare è il valore delle istituzioni e il senso di responsabilità di chi è chiamato a rappresentarle. Un amministratore deve conoscere il proprio territorio, ascoltare la comunità, approfondire i problemi e poi avere il coraggio di assumersi la responsabilità delle decisioni. Studiare le personalità che hanno ricoperto grandi responsabilità pubbliche significa anche interrogarsi sulla qualità della politica e sul rapporto tra idee, istituzioni e bisogni della società”.
Quindi non sarà soltanto una commemorazione?
“Assolutamente no. La memoria acquista valore quando riesce a parlare al presente e soprattutto al futuro. Una targa non deve essere soltanto un nome scritto su una parete o su un cartello. Deve suscitare una domanda. Vorrei che un ragazzo, uscendo da scuola e passando per quella piazzetta, potesse chiedersi: ‘Chi era Ciriaco De Mita?’. E magari quella domanda diventasse l’occasione per aprire un libro, conoscere la storia della Repubblica, comprendere il funzionamento delle istituzioni e avvicinarsi alla vita pubblica con consapevolezza”.
Qual è il messaggio che vuole rivolgere ai cittadini per domenica?
Li invito a partecipare. Sarà un momento istituzionale, ma prima ancora sarà un momento della nostra comunità. Montefredane dedica uno spazio pubblico a una personalità irpina che ha ricoperto alcune delle più alte responsabilità politiche del Paese. Ricordare significa anche confrontarsi con la storia. E conoscere la storia aiuta una comunità a comprendere meglio il presente e a costruire il proprio futuro”.
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