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Valerio, Maddalena e il coraggio delle donne

In un periodo storico in cui la questione femminile ha i caratteri dell’urgenza, considerando anche i drammatici casi di violenza e di femminicidio che vedono protagoniste le donne, ma anche in un’epoca di diritti negati, in cui la discriminazione assume sia le sembianze di una forzata accondiscendenza o di una sarcastica concessione, che quella brutale della violenza cieca, assume un particolare rilievo il testo della teologa partenopea Adriana Valerio, dal titolo “ Maddalena. Equivoci, storie, rappresentazioni”, edito da Il Mulino, nel 2020. In un libro denso, che ha il pregio di restituire alla sua autenticità di donna e alla pienezza della sua umanità, la figura della Maddalena, personaggio non scevro da equivoci e da “ingiustizie” storiche, come ha posto in rilievo la stessa studiosa nella scelta del sottotitolo del libro, riluce la forza della scelta di una donna coraggiosa, che sceglie di seguire Gesù, attratta dal fascino di quel messaggio d’amore che il profeta di Nazareth diffonde. Ma chi era questa figura che appare nei Vangeli, spesso confusa con quella della prostituta? Che ne è oggi della discepola prediletta, della donna dotata di carisma e di autorità, della prima annunziatrice della resurrezione di Gesù? «Maria Maddalena – scrive Valerio nella premessa – è certamente, dopo la madre di Gesù, il personaggio biblico più rappresentato nella letteratura e nell’arte». Di sicuro, la Maddalena è una figura autorevole, lo testimonia il fatto che venga sempre citata per prima nella lista degli altri nomi femminili presenti negli elenchi forniti dagli evangelisti. Il suo nome viene citato insieme «ad alcune donne», che hanno seguito Gesù nella sua predicazione itinerante. Importanti dettagli che compongono il mosaico di questa affascinante figura, le traiamo dal Vangelo di Luca, secondo cui «Maria, chiamata la Magdalena» sarebbe stata «liberata da sette demoni», espressione probabilmente di una malattia psicologica e di uno stato profondo di sofferenza, forse interiore. La risposta della Maddalena, alla guarigione operata da Gesù, è quella che chiameremmo “opzione fondamentale”, scelta etica profonda di adesione al bene. Maria si mette al seguito di Gesù, condividendone la vita nomade, da pellegrina senza fissa dimora, mettendo a disposizione del Maestro, tutta se stessa e tutto ciò che ha. Sarà, dunque, testimone della morte in Croce di Gesù, ma soprattutto avrà, per prima, nell’incontro descritto nei Vangeli, la possibilità di vedere il Cristo risorto, il suo “rabbuni”, il suo “maestro”, proprio mentre sta piangendo, forse senza più speranza, in uno degli affreschi più belli del Nuovo Testamento. E il Maestro la chiama per nome: “Maria”, ed è allora, in questo momento supremo di tenerezza, che gli occhi della Maddalena si aprono ad una conoscenza altra, diversa, in cui le illusioni dell’apparente realtà si sgretolano, e si rivela la Verità profonda. Come scrive Fernanda Di Monte nella recensione su “Avvenire” del 31/3/2020: «Per questo nel vangelo di Giovanni, la Maddalena rappresenta il tipo ideale di discepolo che vede, riconosce, testimonia e annuncia. Nell’incontro di fede con il Risorto, diventa «apostola di Cristo», perché da lui inviata ai discepoli, compreso Pietro, per annunciare l’evento pasquale del quale si fa testimone e garante. Ci troviamo in presenza di un vero e proprio mandato apostolico, che le fa guadagnare il titolo di «apostola degli apostoli», presso i Padri della Chiesa. Purtroppo la sua figura subisce un radicale ridimensionamento: Paolo non la menziona tra i testimoni della risurrezione; nelle comunità che si iniziano a strutturare la funzione di apostolo diventa prerogativa maschile, l’esercizio autorevole dell’impegno missionario non viene riconosciuto né alle donne né alla Maddalena, la cui identità prenderà altre caratteristiche, più consone ai modelli femminili di subalternità da proporre alle credenti». Ed è proprio questo ridimensionamento a snaturare la figura della Maddalena, ma soprattutto ad occultarne la vocazione altissima e la missione profonda. E’ questa “ingiustizia” che ha fatto della Maddalena, figura vivissima ed audace, una delle stucchevoli immagini da “santino” consunto, destinata all’acquiescenza e all’oblio. Come scrive nella sua acuta recensione su “Tuttolibri”dell’11/4/2020, Enzo Bianchi: « Uno studio ben documentato, che spazia dalle fonti neo testamentarie, ai testi gnostici e apocrifi, alla riflessione patristica, medioevale e moderna, al magistero di papa Francesco, che nel 2016 ha elevato la memoria della Maddalena al grado di festa. Fino alla letteratura e al cinema (si pensi a due romanzi che hanno conosciuto fortunate trasposizioni cinematografiche: L’ultima tentazione di Cristo e Il codice da Vinci) senza dimenticare il capitolo dedicato all’iconografia della Maddalena, purtroppo corredato da un numero minimo di raffigurazioni.
Eloquente il sottotitolo: «Equivoci, storie, rappresentazioni». La riflessione della Valerio ci permette infatti disciogliere un primo equivoco, quello che più ha pesato sulla fama della Maddalena. Nella tradizione orientale, l’immagine di Maria si consolida intorno al suo essere «mirofora» (portatrice di aromi al sepolcro), insignita del mandato missionario di annunciare agli apostoli la resurrezione, dunque «apostola degli apostoli». In quella occidentale, si segnalano invece ben presto alcune confusioni. È diventata una prostituta, confusa fra bellezza e mortificazione di identità tra lei e altre donne presenti nei vangeli, culminata nel ritratto elaborato da papa Gregorio Magno». Un misconoscimento profondo che non può non condurre ad una insanabile misoginia, presente già nei primi secoli. Come ha ancora posto in risalto Fernanda Di Monte, nella sua luminosa recensione: « La sua figura presente negli scritti gnostici – molti dei quali raccolgono tradizioni risalenti all’epoca dei testi canonici del Nuovo Testamento – emerge come simbolo autorevole di conoscenza, nella misura in cui lei, «discepola» di Gesù, ne rivela la Sapienza nascosta. Lei è in grado di vedere la Luce e di accoglierla, al contrario degli uomini che rimangono nelle tenebre ed è la sua capacità di ascolto e di comprensione che la fa essere leader ed autorità spirituale. La lettura di questa ultima fatica della storica e teologa Adriana Valerio, conduce a una conoscenza più profonda e al superamento di ogni equivoco di Maria Maddalena «a cui si deve ridare volto e voce», è la donna a cui Gesù risorto si rivolge con le parole: “Va’ dai miei fratelli e dì loro…” (Gv 20, 17), è colei che annuncia l’Evangelo». Un recente film “Maria Maddalena”, apparso nel 2018 nei cinema italiani, restituisce a questa figura la sua dimensione profonda di apostola fedele sino alla fine al suo Gesù, a differenza degli apostoli maschi, che sembrano privi di quella audacia amorosa che contraddistingue Maria. Come ha ancora posto in rilievo Bianchi: «Questa la posta in gioco del «caso Maddalena», dal punto di vista ecclesiale, cioè delle storie e della storia: «Il recupero della memoria del la Maddalena mette in circo lo dinamiche di riforma della chiesa. Oggi, il riconoscimento-riabilitazione della Maddalena come apostola, il modello inclusivo di partecipazione e l’etica dell’uguaglianza riaprono i termini dell’esercizio femminile dell’autorità. Cancellare il suo ruolo di apostola ha bloccato per secoli i ruoli ministeriali delle donne; la sua riscoperta non può che favorire un profondo ripensamento dell’istituzione e dell’ istituzione e dell’identità ecclesiale». Maria Maddalena, “apostola degli apostoli” è l’annunziatrice di questo destabilizzante messaggio: l’annuncio della Resurrezione è affidato alle donne, la forza è proclamata dalla debolezza, se consideriamo che le donne, al tempo di Gesù, erano le figure deboli e subalterne della società, insieme ai bambini e agli schiavi. Leggendo questo messaggio nell’attualità del presente, ritroviamo lo smalto di una figura che rappresenta tutte le donne coraggiose e fiere, che lasciano tutto per rispondere ad una vocazione interiore, e che diventano testimoni di una Resurrezione che si compie ogni qual volta ci si oppone al male, all’ingiustizia.

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