Lunedì, 27 Luglio 2026
06.24 (Roma)

Ultimi articoli

E’ strano che, mentre su tutti i media cresce l’indignazione per le molestie sessuali che hanno dovuto subire 20 o 30 anni fa delle giovani attrici per intraprendere una carriera brillante e super pagata, nessuna attenzione, se non qualche striminzita nota di cronaca, è stata dedicata ad una tragedia ben più grave che si è consumata pochi giorni fa quasi sotto i nostri occhi. E’ arrivata il 5 novembre nel porto di Salerno la nave militare spagnola Cantabria che aveva a bordo oltre 375 migranti recuperati due giorni prima in mezzo al Mediterraneo; insieme a loro, oltre nove donne in stato di gravidanza, c’erano i cadaveri di 26 donne morte durante la traversata. Sono arrivate chiuse in sacchi neri sbarcate dalla nave con una gru.

Avevano tra i quattordici e i diciotto anni. forse erano nigeriane, forse sono morte per gli stenti, forse sono morte per le violenze subite. « Una tragedia dell’umanità – ha detto il prefetto di Salerno, Salvatore Malfi – Oggi Salerno si prepara con uno spirito diverso rispetto agli altri sbarchi. Abbiamo già avuto altri morti ma su questa nave sarà tutto più complicato, anche come impatto morale. Siamo ancor di più in stretta collaborazione con la Procura della Repubblica perché i ventisei corpi potrebbero essere ventisei omicidi. Quello che va fatto, per esigenze di giustizia, andrà fatto. Il procuratore Masini valuterà se ci siano i presupposti per un’ipotesi di omicidio. Bisogna vedere se si trova qualche soggetto su cui concentrare l’attenzione o se si procederà contro ignoti. Che qualcuno abbia fatto morire queste donne e non sia stato un fulmine arrivato dal cielo è una cosa ovvia».

La storia di quest’ultimo sbarco di migranti a Salerno è intrisa di dolore e di mistero. E’ forte il sospetto che queste ventisei fanciulle facessero parte della tratta che importa baby prostitute nigeriane. Un giornalista che scrive sul sito “Ottopagine” di Salerno, Luciano Trapanese, ha osservato: «Ventisei ragazze morte. Ventisei vittime, destinate a ingrossare il mercato del sesso a pagamento sulle strade di mezza Italia, e in Campania in particolare. (..) E’ stato almeno evitato il peregrinare tra camposanti alla ricerca di un posto dove seppellirle. Una fossa per queste ragazzine è stata trovata. Tombe disseminate tra i cimiteri di Salerno e dintorni. Molte di loro resteranno anche senza nome. Senza storia e senza passato. (..) Piccoli monumenti dedicati a un mercato senza legge. Prelevate da qualche villaggio nigeriano, magari vendute dalle famiglie. E spedite nel ricco occidente a dar piacere agli europei in cerca di sesso a poco prezzo, su strade scalcinate, anche nelle notti fredde del nostro inverno. Ventisei ragazze morte. Salutate con l’in – sopportabile indifferenza di chi sospira «nessuno le ha invitate in Italia». Di chi si lava facile la coscienza girandosi dall’altra parte, dimenticando che quelle ventisei donne pochi mesi fa erano solo bambine. E sono state strappata dalla loro terra per essere vendute sui nostri marciapiedi. E del resto molti hanno notato lì, sulla litoranea di Salerno, tra gli alberi della pineta, altre bimbe nigeriane, che non sono morte durante il viaggio, e che prima di vendere sesso agli italiani, giocano a nascondino”.

Pensando a questa vicenda mi è tornata in mente la canzone di Marinella. “Questo brano – disse Fabrizio D’Andrè – è nato da una specie di romanzo familiare applicato ad una ragazza che a 16 anni si era trovata a fare la prostituta ed era stata scaraventata nel Tanaro o nella Bormida da un delinquente. Un fatto di cronaca nera che avevo letto a quindici anni su un giornale di provincia. La storia di quella ragazza mi aveva talmente emozionato che ho cercato di reinventarle una vita e di addolcirle la morte. Questa di Marinella è la storia vera/ che scivolò nel fiume a primavera/ ma il vento che la vide così bella/ dal fiume la portò sopra a una stella/ sola senza il ricordo di un dolore/ vivevi senza il sogno di un amore/ ma un re senza corona e senza scorta/ bussò tre volte un giorno alla sua porta (..) furono baci furono sorrisi/ poi furono soltanto i fiordalisi/ che videro con gli occhi delle stelle/fremere al vento e ai baci la tua pelle/ dicono poi che mentre ritornavi/nel fiume chissà come scivolavi (..) questa è la tua canzone Marinella/che sei volata in cielo su una stella/ e come tutte le più belle cose/ vivesti solo un giorno, come le rose. Di fronte alle tombe di queste fanciulle ci sarà un nuovo Fabrizio D’André per reinventare la vita da cui sono state strappate e addolcire la loro morte?

di Domenico Gallo edito dal Quotidiano del Sud

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Lascia un commento

Cronaca

Inizieranno domani gli accertamenti cinematici per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente mortale in cui ha perso la vita il piccolo Christian…

attesa per la giornata di domani, 27 luglio, nel carcere di Salerno, l’udienza di convalida del fermo di Ridha Rahmouni,…

Gli agenti della Squadra Mobile di Avellino hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di aggravamento della misura cautelare nei confronti di…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

“Avellino potrà ritrovarsi e ricominciare a sognarsi solo in un rinnovato spirito di comunità. Ecco perchè ci prenderemo cura di questa città, sanandone le ferite, abbattendo muri, costruendo ponti, portando la luce dove c’è il buio, decoro dove c’è abbandono”. E’ il sindaco Nello Pizza, presente insieme al vicesindaco Anna...

Inizieranno domani gli accertamenti cinematici per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente mortale in cui ha perso la vita il piccolo Christian Romano. Nel registro degli indagati sono stati iscritti il papà di Christian, Gianluca Romano e il conducente della Jeep, Vincenzo Guida, che ha travolto il piccolo. Quest’ultimo è accusato di...

In consiglio comunale, nella seduta di venerdì scorso, l’opposizione fa l’opposizione. L’ex sindaca Laura Nargi è, sembra, più critica e graffiante negli interventi, meno accomodante, certamente più determinata. Fa un passo verso l’altra opposizione dell’ex sindaco Gianluca Festa, che resta sulle barricate e non ne lascia passare una. Nargi e...

Grottaminarda – “Quando le vedi pensi alle storie, grandi e piccole, che racconta”. Lo dice Paola Scarsi, invitata all’apertura dell’ “HirpiniaVespa Show 2026” che si è svolto nella cittadina ufitana. Vespista della prima ora, che su questo simbolo degli anni sessanta ha scritto un libro, “Vespiste e motocicliste, donne con...

Ultimi articoli

Attualità

Continua il viaggio del Parco del Partenio nei territori interni per riflettere sul presente e sul futuro di queste importanti…

È convocata per domani, lunedì 27 luglio, alle ore 10:30, presso la sala stampa del Comune di Avellino, la conferenza…

di Michele Vespasiano In provincia di Avellino la sanità pubblica sembra aver smesso da tempo di essere un servizio davvero…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy