Portare la poesia fuori dagli spazi convenzionali, perché diventi parte del flusso vivo della città. E’ la scommessa lanciata dalla poetessa irpina Giovanna Iorio con “Voice Portraits” con i billboard pubblicitari che si trasformano in spazi espositivi inediti: superfici poetiche accessibili, capaci di sorprendere e dialogare con chi attraversa quotidianamente il paesaggio urbano. Parole, voce e immagine convivono nello spazio pubblico trasformando il linguaggio poetico in esperienza visiva e sonora.
I Voice Portraits sono spettrogrammi: traduzioni visive della voce generate dal suono reale della poesia letta dall’autore. Ogni opera nasce da una registrazione vocale trasformata in immagine, in cui frequenze, intensità e ritmo si traducono in segni visivi. Non si tratta di rappresentare un volto, ma di rendere visibile l’identità sonora del linguaggio poetico — una traccia unica e irripetibile che conserva la presenza viva di chi legge.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra Giovanna Iorio e la poetessa Annalisa Lucini. In occasione della tappa di Kensington ha reso omaggio al poeta Gabriele Galloni recentemente scomparso. L’evento ha il patrocinio non oneroso della Fondazione Alfonso Gatto, da sempre attenta alle innovative iniziative di diffusione della poesia contemporanea.
Il progetto ha visto protagonisti i versi di altre due poetesse irpine, Monia Gaita e Antonietta Gnerre, oltre che di Giovanna Iorio, e ancora di Annalisa Lucini, Mariapia Quintavalla, Antonella Rizzo, Irene Sabetta, Angela Schiavone, Silvia Stucky, Federico Zenoni.
La scommessa è quella di riportare la poesia al centro dello spazio pubblico, creando un dialogo diretto tra parola poetica, immagine e paesaggio urbano contemporaneo.
La poesia entra in questo modo nei luoghi simbolici della città, dalla strada alla metropolitana fino alle fermate degli autobus. Una presenza viva e inaspettata che attraversa lo spazio urbano trasformandolo in uno spazio di ascolto e immaginazione.
Una piccola rivoluzione poetica che dà nuova voce alla poesia italiana contemporanea, aprendola a un pubblico più ampio e imprevedibile.



