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Zecchino (FdI), chiusura di campagna elettorale ad Ariano: “Il Tricolle deve tornare al centro della politica regionale”

di Egidio Leonardo Caruso – Presso l’Auditorium Comunale di Ariano Irpino si è conclusa la campagna elettorale del candidato in quota Fratelli d’Italia Ettore Zecchino. Erano presenti per la volata finale: Ines Fruncillo presidente provinciale del partito, Manfredi d’Amato presidente del circolo cittadino di Ariano Irpino e la candidata Michela Guarino.

Ettore Zecchino ha affermato di sentirsi più pronto sia sul piano intellettuale che più strettamente biologico, per affrontare nuovamente la sfida delle regionali, “credo che il vero valore aggiunto sia rappresentato proprio dal partito che mi ha accolto, da tempo aspettavo di poter militare in un grande partito conservatore capace di contenere al proprio interno sensibilità diverse, di stampo popolare e liberale. Il primo impegno che assumo nei confronti dell’intera comunità arianese, in caso di elezione in Consiglio Regionale, è far rientrare Ariano nella Comunità Montana dell’Ufita. Si tratta di un nuovo tentativo già con la giunta Caldoro nel 2010, ho provato senza riuscirci, purtroppo in quel momento si viveva una stagione di tagli generalizzati, per fortuna però questi enti sono oggi rivalutati, anche in virtù delle criticità legate al dissesto idrogeologico, che rappresenta una vera e propria spina nel fianco per molti territori. Siamo di fronte al paradosso sebbene Ariano già ospita la Comunità Montana, ne è esclusa per un’assurda legge, in quanto il nostro Comune ha più di 20mila abitanti. Poi l’emergenza cinghiali, la tutela del patrimonio boschivo e paesaggistico dall’eolico selvaggio, preciso che non siamo pregiudizialmente contrari al cosiddetto green, vogliamo salvaguardare il nostro ambiente, per far sì che la produzione di energia da fonti rinnovabili, rappresenti un’opportunità di rilancio per i nostri territori”.

Ariano è diventato ormai da tempo centro di riferimento per la riscoperta della storia e della cultura medievali, sul territorio ci sono diverse associazioni che operano in tal senso, senza dimenticare la presenza di importanti siti archeologici sommersi, che vanno valorizzati anche mediante l’utilizzo di risorse regionali. Tuttavia talvolta mancano le condizioni minime del vivere civile, infatti spesso ci troviamo a fare i conti con continue interruzioni nell’erogazione dell’acqua. La gestione della risorsa idrica va razionalizzata, non è più possibile immaginare la presenza di svariati enti con una proliferazione di competenze e un continuo rimpallo di responsabilità, qualcosa di buono che sta per accadere però c’è, mi riferisco alla Ac/Av Napoli-Bari, non è stato affatto semplice portarla qui c’erano diverse criticità sul piano geomorfologico e anche legate alla presenza di un’utenza non così tanto cospicua, almeno non quanto l’investimento richiesto per l’opera, eppure quella scommessa è stata vinta. Occorre ora portare a compimento il progetto con la realizzazione in Valle Ufita della Piattaforma Logistica, senza la quale quello che è già un progresso enorme per le nostre comunità che si avvicinano ai grandi centri Napoli, Bari, Roma, non potrà garantire sul lungo periodo condizioni di benessere e prosperità per le generazioni future, cose queste per nulla scontate in un momento in cui stanno tornando spinte territoriali egoistiche.

Il mio approdo in FdI non è casuale ma è il frutto maturo di una lunga e ripetuta elaborazione culturale, nel tentativo di ricercare un linguaggio comune capace di unire tutto il centrodestra arianese, l’Associazione Orizzonti Popolari, nel segno di radici forti ma con lo sguardo verso orizzonti nuovi, ha contribuito a stabilire un contatto duraturo fra l’area popolare e quella conservatrice, fino ad arrivare qui stasera con sensi, convinzione, determinazione ed elaborazione intellettuale. Siamo dinanzi ad un appuntamento epocale, domenica e lunedì, abbiamo l’opportunità di riportare Ariano al centro dell’Irpinia, l’Irpinia al centro della Campania, e la Campania al centro del Mediterraneo con il Presidente Edmondo Cirielli.

Francesco Mazzariello, Fabrizio Tatarella, Sonia Tordiglione e Giovanni D'Ercole, FdI
Francesco Mazzariello, Fabrizio Tatarella, Sonia Tordiglione e Giovanni D’Ercole, FdI

LA CHIUSURA DI SONIA TORDIGLIONE

E il giorno prima chiusura di campagna elettorale anche per l’altra candidata di Fratelli d’Italia, Sonia Tordiglione, questa volta presso l’ex Convento Francescano di Bonito. A sostenerla c’erano Giovanni D’Ercole riferimento autorevole della destra irpina, Fabrizio Tatarella militante del partito in Puglia, e il collega candidato di lista Francesco Mazzariello.

Prendendo la parola D’Ercole ha tracciato un resoconto del percorso fatto da FDI in questi anni, si tratta di un partito diverso rispetto sia ad Alleanza Nazionale, che al PDL, perché è un partito capace di raccogliere un’area vasta del centrodestra italiano, partendo dal vaglio degli elettori, sono loro infatti a decidere le prosecuzioni delle esperienze politiche, mentre tutti gli esperimenti calati dall’alto non possono funzionare.

Nonostante i ripetuti tentativi a tutti i livelli, fatti per scalfire la leadership che attualmente detiene Giorgia Meloni, il partito continua ad avanzare, perché siamo guidati da una persona inattaccabile integra ed integrale, che non fa altro che perseguire esclusivamente, gli interessi della comunità da cui proviene. Qui in Campania ci troviamo di fronte una sfida dirimente anche sul piano nazionale, vincere queste elezioni regionali significherebbe dare definitivamente “scacco matto” al centrosinistra.

Affidare la regione Campania, la prima regione del Sud tra le più popolose d’Italia, ad uno come Fico che non ha mai lavorato, che non ha presentato un programma elettorale sarebbe una sciagura. Deve dirci cosa intende fare, quali benefici ha portato il governo di centrosinistra ai cittadini campani. Credo che non può farlo, perché è odiato dagli stessi partiti che lo sostengono, che non vedono l’ora di imbrigliarlo, sono sotto gli occhi di tutti le contraddizioni interne alla coalizione, con Mastella che dice apertamente che De Luca, sta lavorando contro Fico, dall’altra parte il candidato di questo campo largo, che ha preteso che nella sua lista De Luca, togliesse il suo stesso nome, perché si vergogna di lui. Noi invece, da trent’anni siamo sempre uniti, certo abbiamo sensibilità diverse ma sappiamo restare uniti, questo è il nostro vero valore aggiunto.

Basta chiederci se in questi dieci anni di governo del centrosinistra in regione, il trasporto pubblico locale è migliorato? la sanità è migliorata? Guardando alla mia città Avellino, andare al Pronto Soccorso è come “entrare in un girone dell’inferno dantesco”, su tutto questo, sulla nostra pelle incide il voto di domenica e lunedì. Per questo dobbiamo dare fiducia al nostro candidato Presidente Edmondo Cirielli espressione del nostro mondo, è l’ora di serrare i ranghi, se dovessimo riuscire a vincere in questa tornata elettorale, scriveremmo una pagina di storia della politica nazionale, è ora di dire basta alla politica clientelare ai limiti “dell’estorsione elettorale”, avremmo sempre le “scarpe sporche di fango ma le mani pulite”.

A seguire l’intervento di Fabrizio Tatarella nipote del compianto Giuseppe: il centrosinistra vive un’amnesia Fico e De Luca in questi anni se ne sono dette di cotte e di crude, ora stanno insieme solo per il potere, Fico è l’esatta rappresentazione dell’incapacità politica, Cirielli è uomo dello Stato. Oggi in Italia c’è solo una sinistra: antagonista, massimalista, giustizialista, non c’è più spazio per la cultura riformista di centrosinistra, quella parte moderata, cattolica, bisogna guardare le persone non i partiti. L’eventuale vittoria di Fico in Campania sarebbe un grande problema per i cittadini campani. Oggi Fratelli d’Italia è un grande partito-polo capace di accogliere sensibilità diverse, rientra tutto in quella strategia tatarelliana di costruire la “Casa degli italiani per il 65% non di sinistra”. Bisogna convincere le persone ad andare a votare, perché in Campania come in Puglia, c’è il rischio di ritrovarsi come primo partito gli astenuti.  Avere una scarsa affluenza significherebbe fare il gioco di Fico, Decaro e favorire le clientele del centrosinistra, che in questi anni ha occupato tutti i posti di gestione nei vari enti. “Sonia rappresenta la nostra storia, ma anche il nostro futuro per la destra irpina, per i vostri figli, per questa comunità”.

È toccato poi al candidato Francesco Mazzariello: ”Votare Fico significa continuare il governo De Luca, che in questi dieci anni non ci ha considerati, per lui non contiamo nulla, nessuna opera per Avellino, le incompiute come la Lioni-Grottaminarda, hanno trasformato l’Alto Calore in carrozzone politico, ci sono più amministrativi che dipendenti operativi.” Bisogna convincere tutti ad andare a votare, è l’unica possibilità per cambiare le cose”.

Ha concluso la padrona di casa Sonia Tordiglione: “Sono orgogliosa di rappresentare la mia gente, sento tanto affetto, che ho sempre ricambiato con il mio impegno, le mie competenze, la mia disponibilità, senza guardare le ideologie e l’appartenenza politica ma unicamente per il bene comune. L’Irpinia come tutte le aree interne sta vivendo una crisi spaventosa, in tanti si lamentano credo ci si debba di più ‘rimboccarsi le maniche’ è il momento di mettermi nuovamente al servizio della comunità, sono sempre appartenuta ad una cultura di destra, condividendone i valori: meritocrazia, senso del dovere, legalità”.

Guardando al programma della coalizione l’attenzione si è soffermata sulla sanità, l’attuale amministrazione regionale ha chiuso diversi Pronto Soccorso in zone strategiche, Bisaccia, Solofra, Sant’Agata dei Goti, le liste di attesa non d’urgenza sono molto al di sotto della media nazionale, spendiamo 300 milioni di euro di indice di fuga (pazienti che si curano fuori), di fronte a questi fallimenti il centrosinistra, non fa altro che dare la colpa al governo per la mancanza di fondi. La realtà ci dice che il governo ha investito per la sanità campana 2,4 miliardi di euro per i rinnovi contrattuali, 120 milioni di euro per mitigare l’iniquità sanitaria, oltre ad una pessima gestione regionale dei fondi Pnrr. Il vero problema è la capacità di progettare e la competenza, basta con l’assistenzialismo e il clientelismo. Inoltre Cirielli propone un reddito di promozione attraverso un percorso formativo, cui segue un contratto di lavoro dignitoso, utilizzando il Fondo Sociale Europeo, sburocratizzazione del Credito d’Imposta per le imprese, senza dimenticare l’attenzione al dissesto idrogeologico, il contrasto al fenomeno degli Ungulati. L’Alto Calore ha accumulato 220 milioni di euro di debiti, dove erano Alaia, Petracca e altri quando accadeva tutto questo? “Il voto è una conquista democratica non è una gara a tempo ma impone una riflessione personale, da qui passa il futuro dei nostri figli”.

 

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