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Renzi ha cominciato la campagna elettorale in treno “destinazione Italia”, non per ascoltare gli italiani, come ha pure detto, ma per riprendere i panni del rottamatore e del populismo, nella speranza che gli avrebbe portato bene una seconda volta. Se l’è presa subito con Banca Italia presentando in Parlamento, in modo irrituale, poco istituzionale e inaspettato una mozione contro il governatore Visco, in scadenza di mandato, accusandolo di scarsa vigilanza sulle Banche e chiedendone la sostituzione.

E’ entrato a gamba tesa nelle prerogative del Capo dello Stato e del Presidente del Consiglio, forzandone l’autonomia solo per fare concorrenza al M5S ed al suo populismo. Lui, il suo governo ed il partito che rappresenta, si ritengono esenti da qualsiasi colpa e, con la solita baldanza e faccia tosta, dice di stare dalla parte dei cittadini e non delle banche. Molti, dal Capo dello Stato al Presidente del Consiglio – colto di sorpresa per la mozione non concordata con nessuno – a Napolitano, Veltroni, Zanda e al Ministro Calenda hanno preso le distanze ed hanno stigmatizzato e criticato il suo il comportamento.
Dall’ Europa e dal campo della cultura economica sono stati espressi in favore del Governatore Visco apprezzamenti e stima. La gran parte dei commentatori politici hanno interpretato l’iniziativa come una mossa elettorale nella “sciagurata illusione di inseguire il grillismo”, come ha scritto Ezio Mauro su Repubblica.

Non c’è che dire, attraversiamo tempi bui ed una certa schizofrenia sembra essersi impadronita di molti politici che, specie con l’avvicinarsi delle elezioni, pare abbiamo perso completamente il senso della realtà e vogliono parlare solo alla pancia degli elettori mai al loro cervello. Renzi, poi, sa che stavolta si gioca tutto e, da quel giocatore spericolato che è, ci va giù alla grande. Perfino il vecchio Scalfari, che pure non gli ha lesinato lodi ed apprezzamenti, ha scritto recentemente che è sempre lo stesso, e che è in preda ad ”un sentimento isterico” dal quale spesso è dominato; e gli ha consigliato di rivolgersi ad un neurologo. Ma Renzi, che pur dice di aver preso il treno per una “campagna di ascolto”, sa veramente ascoltare? Lo vediamo sempre con un microfono in mano e nelle numerose presenze televisive parlare a ruota libera senza mai dare spazio ai suoi intervistatori.

Vuole togliere voti al M5S e poco si cura della destra e degli elettori di sinistra che hanno smesso di votarlo; si fida solo del suo cerchio magico e per nulla dei vari Orlando, Emiliano, Cuperlo cui non dà spazio alcuno. Molti osservatori temono che il suo treno possa deragliare e ci porti a sbattere. Perché poi l’elettore grillino dovrebbe votare per Renzi? Eppure si mostra sicuro di riconquistare quel 40% dei Si del Referendum che reputa suoi. Non si capirebbe altrimenti l’altra mossa azzardata della nuova legge elettorale imposta alla Camera addirittura con un voto di fiducia. E’ ora che la grande galassia a sinistra del PD sinistra di Bersani trovi subito una mossa vincente. Pisapia si faccia coraggio, esca dall’angolo e faccia a Renzi ed al PD una proposta ultimativa. Correggano al Senato la legge elettorale che – così come licenziata dalla Camera – non assicura – stando a tutti i sondaggi – nessuna governabilità, neanche con l’inciucio con Berlusconi. Si introduca il voto disgiunto; si aumenti la quota della proporzionalità almeno al 50/60% es eliminino le pluricandidature in cambio di un accordo di programma su alcuni punti chiave (lavoro, investimenti, stato sociale) e, nella chiarezza, si stipuli una coalizione, non solo elettorale ma di governo, con tutto il PD individuando il Premier e i candidati di collegi attraverso le primarie.

Pisapia agisca subito, senza aspettare il voto siciliano ampiamente previsto. Se non ora quando? Altrimenti ognuno vada per la sua strada e la sinistra si unisca e presenti una sua lista e non si dia, poi, la colpa ad essa se vincerà la destra! E’ mai possibile che in Italia, culla della civiltà, possano andare al Governo personaggi del calibro di Berlusconi (ancora lui!), Salvini, Di Maio e dello stesso Renzi che ha governato male e spaccato l’Italia?

di Nino Lanzetta edito dal Quotidiano del Sud

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