Un raid in un cantiere e ben 41 capi di imputazione relativi ad un vero e proprio “fiume” di droga che dal litorale laziale, da Aprilia, giungeva a Tufara Valle e da li alle piazze della Valle Caudina. Sono i numeri del secondo blitz che la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha fatto scattare in pochi mesi contro il clan Pagnozzi, azzerandone i vertici. L’operazione denominata Caudium. Nella stessa giornata dell’esecuzione delle misure l’Antimafia ha contestualmente notificato anche l’avviso di chiusura delle indagini preliminari nei confronti dei ventitré indagati finiti coinvolti nel blitz “Caudium”, scattato all’alba di ieri nei territori di Avellino e Benevento. L’avviso firmato dai pm antimafia Simona Belluccio e Francesco Raffaele (attuale Procuratore Aggiunto di Avellino) riguarda la tentata estorsione compiuta nel luglio del 2021 ai danni di un’impresa che stava realizzando un collegamento stradale a Castelpoto, quella di associazione finalizzata allo spaccio di stupefacenti nei confronti di quindici dei ventitré indagati e ben quarantuno capi di imputazione relativi alla detenzione ai fini dello spaccio di sostanze stupefacenti. Nella maggior parte dei casi anche relativi a sequestri operati tra il luglio del 2021 e aprile 2022.Nelle prossime ore gli indagati dovranno comparire davanti al Gip per l’interrogatorio di garanzia. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Valeria Verrusio, Massimiliano Cornacchione, Gerardo Giorgione e Grazia Luongo.
Operazione anti-camorra “Caudium”: fissata la data degli interrogatori
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